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Trascrizione
00:00Uno più uno, l'arte relazionale, al maxi fino al primo marzo 2026, è la prima grande retrospettiva al mondo
00:09dedicata all'arte relazionale, termine coniato 30 anni fa dal critico e curatore francese Nicolas Bourriot.
00:17Nel suo saggio Estetique Relationnelle la definiva come un insieme di pratiche artistiche che prendono come punto di partenza le
00:27relazioni umane e il loro contesto sociale.
00:31E prossimità, convivialità, micro utopie e processi partecipativi sono i principi che accomunano le ricerche di 45 artisti in mostra
00:42al Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma,
00:47tra cui Vanessa Bicroft, Maurizio Cattelan, Philippe Parrenot, Liam Gillick, Douglas Gordon, Gabriel Orozco, Santiago Sierra.
00:59Bourriot, che è anche curatore di questa mostra, ha spiegato.
01:09Il punto in comune fra questi artisti è che rimangono all'interno della sfera interumana, come la pop art era.
01:17All'interno della sfera del consumismo, della produzione di massa negli anni Sessanta, a partire dagli anni Novanta, con Internet
01:25e l'industria dei servizi,
01:28la sfera delle relazioni umane diventa la cosa più importante, diventa il motore dell'economia, di fatto.
01:35Questi artisti hanno intuito questo cambiamento e sono loro che troviamo in questa mostra.
01:40Dall'albero di Natale di Philippe Parrenot, alla pira per falò di Liam Gillick, dalla famosa Untitle di Maurizio Cattelan
01:51con il gallerista Massimo De Carlo appeso al muro,
01:54da VB 74 di Vanessa Bicroft, al tapis de lecture di Dominique González-Ferster,
02:02dalle immagini di Gillian Waring fino al lavoro di Maria Lai, Legarsi alla montagna,
02:07il visitatore ripercorre l'evoluzione di uno dei movimenti più influenti del nuovo millennio,
02:14a 30 anni dalla sua affermazione.
02:17Maria Emanuela Bruni, presidente Fondazione Maxi, ha spiegato.
02:21In questo percorso incontreremo una quantità di persone che vanno dal muratore al prete, dal glociard allo studioso,
02:35per cui sarà veramente un viaggio affascinante che ci fa riflettere anche sulla società come è cambiata.
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