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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:00Oggi siamo qua per delle comunicazioni. Il Ministro Tajani ha già descritto il quadro
00:08sicuritario e dobbiamo quindi rivalutare complessivamente i nostri assetti nella Regione, come dicevo
00:16prima, con alcuni obiettivi, la protezione intanto delle nostre missioni, dei nostri
00:21connazionali, la tutela degli interessi nazionali e rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà.
00:28Lo strumento con cui possiamo rispondere alle richieste dei Paesi in difficoltà è quello
00:34del lineato autorizzato da questo Parlamento nell'attuale pacchetto missioni internazionali.
00:38Mi riferisco in coerenza con la scheda 4 2025 del citato provvedimento di dispiegare un dispositivo
00:47multidominio nazionale in Medio Oriente al fine di contribuire alla realizzazione di un ambiente
00:51sicuro e alla stabilità regionale. Oggi, alla luce dei recenti avvenimenti, intendiamo
00:57adeguare il dispositivo esistente con assetti difensivi, sistemi di difesa aerea, antidrone,
01:04antimissilistica, nel perimetro di quanto già autorizzato e nei limiti geografici e funzionali
01:10della missione. Occorre infatti disporre nell'area di ulteriori presidi per i nostri contingenti,
01:16per i nostri connazionali e per contribuire a contrastare un'incipiente crisi finanziaria
01:21ed energetica. È infatti un elemento che non possiamo ignorare. La crisi in corso
01:26mette a rischio il Medio Oriente, ma sta già producendo effetti economici che richiamava
01:30prima il Ministro Tajani e concreti, immediati e incide sul benessere, sulle economie di tutte
01:37le nostre nazioni. Per richiamare alcuni dati, attraverso Hormuz, lo ricordava prima, ogni
01:42giorno passano tra 17 e 20 milioni di barili di petrolio il 20% del petrolio mondiale. Quando
01:49le rotte vengono messe sotto pressione, le petrolieri e le gasiere vengono fermate e
01:53l'effetto per le famiglie è immediato. Noi non siamo l'unico Paese europeo che affronta
01:59questa situazione. Tutti gli altri Paesi si trovano nella nostra condizione, forse alcuni
02:04in una condizione più complessa, con propri assetti, come dicevo prima, con problemi molto
02:10più rilevanti anche dei cittadini. E tutti abbiamo ricevuto richieste di aiuto da parte
02:16dei Paesi del Golfo. Tutti stiamo valutando insieme l'evolversi della situazione, anche
02:20per dividersi le responsabilità. Non possiamo aiutare tutti, tutti. Per questo siamo in stretto
02:27contatto con i miei omologhi. Il tavolo è formato e permanente e vede sedere gli advisor
02:33dei ministri e i capi di Stato Maggiore di questi Paesi. E lo stiamo allargando anche
02:38gli altri Paesi. Ieri ho scritto all'altro rappresentante dell'Unione Europea, Callas, proponendo
02:43una valutazione generale e una strategia generale a livello europeo. Il tentativo di costruire
02:49almeno una strategia che non sia di singole nazioni, ma che in qualche modo metta, dal
02:53punto di vista militare, almeno metta insieme tutta l'Europa. In un momento così delicato
02:58ciò che serve è la responsabilità, la coerenza, la capacità di agire con rapidità, ma dentro
03:04una visione che l'Europa deve avere e in qualche modo deve essere condivisa. È ciò che
03:08stiamo cercando di fare. La scelta che stiamo compendo è di equilibrio e responsabilità.
03:14Rafforziamo la protezione, mitighiamo i rischi, difendiamo gli interessi nazionali e diamo
03:19un segnale di attenzione a Paesi colpiti da una relazione dell'Iran che attraverso
03:25l'allargamento del conflitto sta cercando di scatenare il caos nella regione e oltre. Rafforzare
03:30la protezione significa oggi difendere i nostri interessi, i nostri concittadini, i nostri contingenti.
03:36Grazie.
03:36Grazie.
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