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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00La sociologia è da un po' che in realtà si sta occupando della transizione energetica. È una tematica che è
00:08emersa già all'inizio del Novecento, ma sicuramente ha acquisito più rilevanza dagli anni 2000,
00:17quando di fatto ci sono stati un'ondata di incentivi alle rinnovabili che hanno generato delle reazioni sociali molto evidenti.
00:31Il primo tema di cui la sociologia si è occupata è proprio quello dei conflitti generati dagli impianti di frutti
00:40rinnovabili, che è un tema caldo anche per la Sardegna.
00:44La sociologia prende molto seriamente i conflitti e ritiene che i conflitti possono essere anche una forma di apprendimento, con
00:55cui i limiti dell'accettabilità sociale di una transizione energetica vengono messi in evidenza e possono essere progetti di discussione.
01:09La sociologia ci dice che molto spesso questi conflitti non sono riconducibili a opposizioni di tipo egoistico, di tipo nimbi,
01:22ma invece rispondono a delle questioni sociali e culturali che devono essere prese seriamente.
01:33Innanzitutto questi conflitti ci dicono molto riguardo al tema della giustizia, dell'equità.
01:40Queste opposizioni spesso non sono opposizioni egoistiche, ma sono opposizioni che derivano dalla percezione di un'ingiustizia nella distribuzione di
01:51quelli che sono i costi e i benefici della transizione energetica.
01:57I costi e i benefici della transizione energetica spesso sono distribuiti inequamente per quanto riguarda i gruppi sociali o i
02:04territori.
02:06Ci sono appunto delle elite che se ne avvantaggiano, mentre sulla maggior parte ricadono spesso i costi.
02:13E quindi è necessario innanzitutto affrontare questo tema di una più equa distribuzione di costi e benefici.
02:22La giustizia riguarda anche il tema delle procedure decisionali.
02:28Si parla di giustizia procedurale.
02:33A volte i conflitti sono generati dalla percezione di una mancata, adeguata partecipazione del pubblico ai processi decisionali.
02:44C'è un problema di deficit democratico nella transizione energetica.
02:49Si tende a avere un approccio di tipo tecnocratico che, diciamo, relega il ruolo marginale, quello della partecipazione pubblica.
03:03Invece gli studi sociologici dicono che è importante la partecipazione pubblica sin dall'origine, diciamo, di un progetto di sviluppo
03:15di fonti rinnovabili.
03:16Ecco, professoressa, lei ha centrato perfettamente la situazione sarda, dove proprio questi elementi sono in primissimo piano.
03:24Sa bene che c'è una legge ed iniziativa popolare che ha raccolto ben 211 mila firme.
03:32Si chiama Pratobello 24, ricordando una rivolta nel 69 dove si volevano prendere i terreni del centro Sardegna per destinarli
03:41a campo di esercitazione militare.
03:44Insomma, è una vicenda, quella della transizione energetica, che ricorda molto quel periodo, quel 1969.
03:50Però ecco, le domando, ma essendoci appunto consapevolezza sul piano sociale della necessità di coinvolgere i territori e le amministrazioni
04:00locali,
04:01si è andata avanti comunque con una decisione centralizzata?
04:06Vuoi prima dall'Europa, poi i governi a seguire e poi decreto su decreto alla fine la transizione energetica si
04:13fa in questo modo?
04:15Noi rischiamo una pannellizzazione e una torrizzazione della Sardegna veramente impressionanti.
04:22È possibile che non ci sia consapevolezza di questo?
04:27Beh, diciamo che c'è un approccio dominante che è quello che noi chiamiamo della modernizzazione ecologica,
04:35cioè l'idea che i problemi, anche il problema ambientale, possa essere risolto semplicemente appunto dall'applicazione dei principi della
04:48crescita economica verde.
04:51In realtà molto spesso le politiche, di fatto le politiche appunto della transizione energetica sono politiche cieche, diciamo, alle diseguaglianze
05:04territoriali.
05:05Quindi c'è necessità di maggiore attenzione alle diseguaglianze territoriali e sociali.
05:13Possiamo però anche, dobbiamo anche riconoscere, diciamo, che a livello di Unione Europea recentemente c'è stato un riconoscimento di
05:22questo,
05:23soprattutto un riconoscimento del ruolo che deve e può avere la società civile nella transizione energetica.
05:32Per esempio, a fine 2021 abbiamo avuto il decreto legislativo REDD2 in Italia che ha, diciamo, implementato una direttiva europea
05:46che promuove le comunità energetiche.
05:50Le comunità energetiche sono un modo diverso di fare la transizione, o dovrebbero così essere, no?
05:58Perché appunto dovrebbero vedere l'emergenza di questa figura del prosumer, il cittadino che da consumatore passivo diventa produttore della
06:09propria energia,
06:10che si mette insieme e dà vita a delle entità collettive in cui l'energia da risorsa, diciamo, che va
06:22ad arricchire spesso nuclei elite, diciamo, di potere,
06:27diventa invece un common, un bene comune di cui tutti si possono avvantaggiare.
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