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  • 2 giorni fa

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Trascrizione
00:00Un problema sostanziale è proprio connesso alle caratteristiche sia geografiche che demografiche della regione Sardegna.
00:07Noi abbiamo una superficie che rispetto ad altre parti d'Italia risulta essere piuttosto elevata rispetto alla popolazione che è
00:18residente.
00:19Conseguentemente abbiamo una necessità di realizzare una rete di distribuzione che risulta essere capillare, diffusa sul territorio e che fornisca
00:31energia elettrica a tutti gli utenti che ne fanno richiesta.
00:34Quindi questa è una delle prime criticità.
00:37L'altro elemento è che nel tempo la rete di distribuzione ha dovuto far fronte a una evoluzione significativa.
00:49In termini di servizi che venivano prestati, la rete era stata progettata ed è stata progettata in passato per fornire
00:56un servizio dalla produzione verso l'utilizzazione.
01:00Adesso la rete svolge molteplicità di funzioni, viene sottoposta a sollecitazioni molto forti sia in ingresso che in uscita.
01:10Nel frattempo i carichi, cioè la domanda e la forma di energia è cambiata e la struttura non si è
01:17adeguata come invece seguendo l'evoluzione del sistema elettrico in termini di domanda.
01:26Questa è una dell'elettricità, quindi presenza di una superficie molto ampia, carichi diciamo fortemente distribuiti e nello stesso tempo
01:35un'evoluzione rapidissima sia della natura della domanda, sia della tipologia della domanda, sia dovuta al fatto anche che adesso
01:42la domanda non è solo più passiva ma è anche attiva, quindi fornisce anche energia alla rete.
01:46Insomma è una cosa abbastanza complessa.
01:51Allora un black out senza preavviso, lo abbiamo visto in questi giorni, strade a Cagliari, al buio eccetera, se senza
02:01preavviso indica un guasto imprevedibile o indica una rete che non ha avuto sistemi di isolamento sufficienti?
02:14Anche questo è dovuto anche all'anzianità della rete o erano proprio fenomeni che collegandosi a quello che ha appena
02:22detto poi alla fine non si è in grado di prevedere?
02:25Un po' e un po', nel senso che sicuramente la richiesta di funzioni alla rete è cambiata e quindi anche
02:35la necessità di rendere la rete più sicura, più affidabile, più efficiente è cambiata.
02:40Ma nello stesso tempo alcune apparecchiature, soprattutto in quelle periferiche dove la domanda di carico inferiore, infatti guardavo proprio l
02:49'indicazione,
02:50laddove c'è una domanda di carico inferiore, inevitabilmente hanno delle priorità che sono diverse rispetto ai centri urbani.
02:59E conseguentemente il loro livello di anzianità è tale da non essere adeguato alle nuove richieste di mercato.
03:08Quindi in condizioni estreme i fenomeni meteorologici mettono più in evidenza la presenza di criticità che non possono essere automatizzate,
03:19perché adesso molte delle strutture sono automatizzate e pertanto mostrano i numeri che abbiamo appena visto.
03:25Ho capito. Allora, Terna, dichiarazioni recentissime, esclude una carenza di energia.
03:35E allora, se dovessimo fare la differenza tra trasmissione e distribuzione, giusto?
03:41Perché sono due questioni completamente diverse.
03:44Allora, se la trasmissione funziona e quindi Terna manda, allora il problema è tutto nella distribuzione,
03:51per quello che abbiamo appena detto. E allora è corretto parlare di una specie di collo di bottiglia strutturale o
03:59infrastrutturale?
04:01Cioè, se io ho un'infrastruttura più forte, più capace, più moderna, riesco a sopportare quegli alti e bassi che
04:08abbiamo richiamato?
04:09Allora, assolutamente sì, nel senso che se la rete di distribuzione viene realizzata secondo le nuove logiche di gestione,
04:19assolutamente non diventa un collo di bottiglia, tant'è che sulla rete di distribuzione sono previsti investimenti ingentissimi,
04:26proprio perché è considerato uno degli elementi fondamentali per garantire la corretta funzionalità del sistema elettrico.
04:34Ma i numeri sono totalmente diversi, mentre nelle rette di distribuzione, parlando solo della Sardegna,
04:41abbiamo circa 40 mila chilometri di linee in bassa tensione, 20 mila chilometri di linea in media tensione,
04:4810 mila stazioni di conversione, sulla trasmissione i numeri sono notevolmente più bassi,
04:54parliamo di un fattore 10 se non un fattore 100, cioè sulla trasmissione abbiamo 4 mila,
04:594 mila e 500 chilometri di linea a fronte di quasi 40 mila e un numero di cabine di trasformazione
05:06di 30 a fronte di 10 mila.
05:09Quindi è ovvio che ammodernare una rete di distribuzione è più complessa perché i numeri sono totalmente differenti,
05:18quindi ci vuole più tempo e quindi si va secondo ordine di priorità e la priorità va laddove il carico
05:25risulta essere maggiore.
05:26C'è chi dice che quando la rete pubblica l'illuminazione delle strade comincia a zuppicare, quello è il segnale
05:34di una rete fragile, è vero?
05:36No, no, no, non c'è tra nulla.
05:39Quindi non è un sensore dello stato di salute?
05:42No, no, quelle sono altre cose.
05:45Diciamo che per quanto riguarda la rete di distribuzione i problemi sono anche altri,
05:50nel senso che in virtù della dimensione della rete di distribuzione è ovvio che servono degli investimenti significativi,
06:00ma servono anche tutta una filiera che risulta essere a supporto degli interventi.
06:05E dobbiamo registrare, questo lo faccio proprio da...
06:08che abbiamo delle carenze non soltanto da un punto di vista umano, nel senso che mancano le persone, gli operatori...
06:15Il presidio umano del territorio, insomma.
06:18Sì, perché le persone devono essere anche formate, quindi c'è bisogno di personale formato.
06:24Diciamo che nel tempo il numero di operatori sul settore si è ridotto significativamente.
06:30E l'altro elemento risulta essere la filiera delle forniture, di materiali che servono alla realizzazione, che ha le sue
06:37tempistiche.
06:38E quindi abbiamo da una parte la necessità di fare in fretta e dall'altra parte carenze poi a metterle
06:45in pratica, nonostante ci siano le risorse.
06:47Certo, perché i produttori sono super specializzati e hanno commesse da un sacco di amministrazioni.
06:55Quindi non è un problema di facilissima soluzione, tempi brevi.
06:59Ecco, però le faccio un po' una provocazione, ma visto lo stato delle cose, e continuiamo a parlare di energia
07:07rinnovabile, eccetera,
07:08perché si parla tanto di nuova capacità da rinnovabili prima di mettere in sicurezza le reti?
07:16Perché poi tutto questo si andrà ad aggiungere, speriamo non con i danni che si stanno annunciando sotto il profilo
07:24territoriale e paesaggistico.
07:26Ecco, parlando di precedenze, forse è meglio fare prima questo, no?
07:31Questa cosa doveva essere preventivata prima.
07:34Le dico che questi fenomeni a noi del mondo accademico non stupiscono, perché diciamo che era evidente che il settore
07:45della distribuzione era quello più critico,
07:47ma le tempistiche sono così rapide, diciamo, che per poter raggiungere quegli obiettivi si è puntato sulla via più semplice.
07:58E la via più semplice ovviamente non è investire su una struttura di queste dimensioni, che vuole, che necessita di
08:07così tanto tempo per essere implementata.
08:09No, perché il cavo tirreni al link, cioè sono stati abbastanza veloci a sistemarlo.
08:13Ma è più semplice.
08:14Esatto, nave, vado, no?
08:16Esatto.
08:17Nel caso della distribuzione il problema è molto più complicato, richiede molte risorse umane specializzate per la progettazione, per la
08:28realizzazione e per l'installazione.
08:30E qui abbiamo una carenza.
08:32Senta, per concludere, perché noi siamo ovviamente sempre rincorsi dalla pubblicità, meno male per altri versi, quando diciamo che il
08:43cavo tirreni al link serve per dare stabilità al sistema, è una definizione ricorrente, ma c'è un beneficio sotto
08:53questo aspetto, sotto l'aspetto della rete, la distribuzione in Sardegna?
08:58Cosa vuol dire stabilità del sistema?
09:00Allora, la stabilità del sistema è la stabilità prevalentemente del sistema di trasmissione nazionale, che è una, diciamo, infrastruttura critica
09:09di rilevanza nazionale.
09:10Quindi quando si pensa alla stabilità del sistema si pensa prevalentemente alla trasmissione che è connessa alla grande generazione.
09:18Mentre per quanto riguarda la distribuzione quello è un servizio, tant'è che mentre il primo risulta essere di valenza
09:26nazionale, il secondo è dato in concessione.
09:30E quindi è un'infrastruttura pubblica, ma è gestito da operatori di mercato.
09:37Sono su due piani totalmente diversi.
09:39Questo però è, tra virgolette, un problema, perché se c'è una valenza strategica nazionale, e io che faccio, do
09:47le concessioni sostanzialmente private, pur essendo servizio pubblico, ma private sono.
09:54Lo so che la sto portando su un terreno minato.
09:59Però lo status è questo, cioè o è strategica o non è strategica, e se è strategica deve essere pubblica
10:05tutta.
10:06Sì, io da un certo punto di vista posso concordare con lei, nel senso che dovrebbe essere tutta pubblica.
10:14Però, come sa, qui vige i regolamenti della comunità europea.
10:18Inizialmente, quando avevamo un sistema nazionalizzato, non c'era differenza tra trasmissione, distribuzione e generazione.
10:27Era tutta unica e avevamo a quei tempi i livelli di qualità della fornitura del servizio che erano i migliori
10:34in assoluto in Europa.
10:36Mamma mia, non vorrei dire che si stava meglio quando si stava peggio.
10:38No, questo no, perché le ripeto, le cose sono totalmente cambiate e sicuramente la distribuzione è la struttura che attualmente
10:47è sotto maggiore stress.
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