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  • 1 settimana fa
Trascrizione
00:03La povertà alimentare non è solo mancanza di cibo. Per molti adolescenti significa anche
00:09rinunciare a momenti di socialità, sentirsi esclusi, perdere fiducia in se stessi. È una
00:15condizione che incide non solo sulla salute fisica, ma anche sul benessere emotivo e relazionale
00:21dei più giovani. Per comprenderla meglio arriva a Dispari, il progetto di ricerca realizzato
00:26dall'Università degli Studi di Milano e Action Aid, in collaborazione con percorsi di secondo
00:31welfare, che per due anni ha indagato su cosa significa davvero vivere la povertà alimentare
00:36durante l'adolescenza. Quando parliamo di povertà alimentare, come quando parliamo di altre
00:41forme di povertà, ci riferiamo a un fenomeno multidimensionale. Che significa? Significa
00:45che le dimensioni in gioco non sono soltanto quelle materiali, ad esempio sufficiente quantità
00:51e qualità di cibo, ma anche quelle immateriali, che hanno a che vedere col piacere, le relazioni
00:55sociali, la dimensione emotiva e il benessere complessivo. Questi aspetti immateriali sono
01:00particolarmente evidenti nell'esperienza di povertà alimentare che abbiamo riscontrato
01:04tra gli adolescenti. Soprattutto tra gli adolescenti il problema del cibo non è tanto o soltanto
01:09un problema di quantità e di accesso, ma è soprattutto un problema legato alle opportunità
01:14sociali, alla costruzione dell'identità e alla dimensione emotiva che viene compromessa
01:19nel momento in cui le scelte non sono più libere e possibili perché costrette dal contesto
01:25socio-economico di riferimento. Tra i risultati raggiunti dal progetto di Ispari, realizzato
01:30grazie al contributo di Fondazione Cariplo, c'è anche la possibilità di misurare l'impatto
01:35della povertà alimentare sul benessere emotivo degli adolescenti. Perché è importante? Perché
01:40misurare prima di tutto è necessario per mostrare un fenomeno e un problema e per intervenire.
01:47Quindi avere strumenti che sono in grado di intercettare più dimensioni permette poi alle
01:52istituzioni, alla società civile, ma all'opinione pubblica in generale di cogliere l'importanza
01:57e di riflettere sulle possibili azioni di contrasto.
02:00Per contrastare davvero la povertà alimentare non basta garantire cibo. Bisogna andare oltre
02:05l'emergenza, coinvolgendo scuole, famiglie e territori in interventi capaci di tenere insieme
02:11dimensione sociale, psicologica e benessere complessivo dei ragazzi.
02:15Le politiche di intervento oggi prettamente si concentrano sulla dimensione materiale del
02:21bisogno, con la distribuzione di alimenti, di pacchi alimentari alle famiglie, alle persone
02:26in condizioni di difficoltà. Questo approccio dà sollievo a situazioni di difficoltà e di
02:31disagio, però non è sufficiente per contrastare il problema. Servirebbero interventi capaci
02:39di considerare la multidimensionalità del fenomeno intervenendo anche su quelle che sono
02:43le implicazioni, ad esempio, relazionali e psicologiche della povertà alimentare.
02:47La sfida oggi è saper cogliere la multidimensionalità, andare oltre quelli che sono gli indicatori
02:52economici, che sono importanti ma non spiegano da soli la dimensione, la diffusione e l'intensità
02:58del fenomeno, per andare appunto a cogliere questi aspetti più immateriali.
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