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  • 5 minuti fa
Trascrizione
00:03Noi quello che volevamo veramente è fare vedere un riconoscimento di questi artisti molto bravi,
00:09molto conosciuti ovunque nel mondo. Sicuramente ci sono dei nomi come Simon Fatal, Monahatoum,
00:14Akram Zatari, che sono le persone più conosciute, Rabi Amruwe. Si siamo accorti che c'erano tanti
00:20amici del Libano preparando questa mostra, nomino solo Marco Scottini. Lui ha portato Omar Mismar
00:27a Milano e Omar è uno dei protagonisti. Altra coincidenza, Monahatoum, che espone alla
00:33Fondazione Prada. Era molto contenta di partecipare con Witness, una scultura che presenta i martiri
00:39libanesi durante la caduta dell'Empere Ottomano che vediamo nelle opere di Lamia e questa stessa
00:46scultura è stata colpita da proettili durante la guerra civile, dove Witness doveva essere
00:53in questa mostra. È stata anche posizionata in un posto molto principale della mostra perché
00:58sta guardando questo Libano con le mappe di Akram del Mediterraneo, ma sono delle mappe
01:05con delle lettere finiziane, la nascita della nazione con la caduta dell'Empere Ottomano
01:11e poi ci sono tutte le sfumature nelle altre stanze, dalla guerra civile con i disegni di Rabia
01:17e il video di Rabia. Ha le opere di Catrina Cataruzza che sono molto forti, ma soprattutto
01:24la video di Johanna Hadjitoma e Khalil Jrej di questa Beirut che si trasforma. Bernard Khoury,
01:31grande architetto libanese, che recita questa poesia di Kafafi, Waiting for the Barbarians,
01:39e questa Beirut che si muta di sequenza in sequenza all'alba dei suoni della città. E penso che
01:46se mi chiedi cosa mi manca di più di Beirut e questi suoni che la città vive. Perché questa
01:53mostra? Il perché profondo della mostra è la passione di Nicole che credo si sia capita,
02:00vista, intuita, sentita dalle sue parole, da come parla di questi artisti, da come parla del Libano. Questo
02:08shifting crossroad è anche un grande crocevia con Venezia, con Firenze, con l'Italia e questo mi ha
02:16ancora più incoraggiato a farla in Italia. Perché l'Italia? Per raccontare una storia.
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