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Trascrizione
00:05La guerra nel mondo, il terremoto e l'impasto di governo in Italia, ma anche i casi bancari
00:14con quell'ovaglio che finisce addirittura sospeso con il ritiro delle reghe. Partiamo
00:20da qui per raccontare i principali fatti evidenziati dai quotidiani nazionali con l'ovaglio
00:28che non molla su MF l'apertura del quotidiano dedicata a quel CEO di Montepaschi che resterà
00:35in Ciliada la battaglia, ma di fatto gli vengono ritirate le deleghe dopo quello che ha fatto
00:43per riportare il monte tra le grandi banche nazionali. Il Corriere della Sera invece, come tutti
00:50gli altri quotidiani generalisti, sceglie di titolare sulle dimissioni di Daniela Santanchè,
00:56ultimo atto del vero e proprio Repulisti che il governo sta operando nel proprio staff
01:03appunto dopo la sconfitta al referendum. Così la Repubblica Santanchè però la definisce
01:10un addio al veleno con la resistenza della ministra che dura meno di un giorno, ma lascia
01:17con una lettera polemica. Meloni pago i conti anche quelli degli altri. Il messaggero titola
01:24neutro, Santanchè lascia, mentre la stampa torna sul tema dello scontro, Santanchè via
01:30con rabbia. Il giornale invece l'ha imposta sul futuro, dice che Santanchè lascia, ma anche
01:35che Meloni raddoppia passando alla fase 2 dell'esecutivo. Infine sul sole 24 ore tornano
01:42i temi economici con il PIL che rischia di arrivare allo 0,5, pesano energie, guerra, l'analisi
01:49del centro studio di Confindustria e il Financial Times con gli sforzi del Cremlino per sostenere
01:59l'Iran, medicine, cibo e droni.
02:08Ripartiamo dai fatti di borsa per arrivare poi alle evoluzioni geopolitiche. Il primo cardine
02:15in borsa che si affronterà oggi è quel ribaltone MPS, così lo chiama il Corriere della Sera,
02:22con l'ovaglio che resta, sì, ma senza le deleghe. Poi lo vedete già la foto di Fabrizio
02:28Palermo candidato a diventare il CEO. L'ovaglio in CdA senza deleghe, titola MF, il banchiere
02:36sospeso anche come DG, il timone al vice, vai, parte la caccia al voto dei fondi in assemblea.
02:43Sarà decisivo quindi il verdetto dei proxy, arriverà la prossima settimana, sono le società
02:48che consigliano i grandi fondi come votare nelle assemblee. Fino a giovedì 2 si possono
02:55comprare ancora azioni, occhi puntati su Delfine e BPM. E così anche sulla stampa MPS, il
03:02CdA toglie le deleghe all'ovaglio, ma il banchiere resta in consiglio, vale anche per
03:06il messaggero che racconta come all'ovaglio siano state sospese le deleghe anche dal direttore
03:14generale e il consiglio di amministrazione di fatto ha revocato e sospeso tutte le cariche
03:23ad annunciarlo in un comunicato della banca in cui si spiega che il board che si è riunito
03:31sotto la presidenza di Nicola Maione, tenuto conto dell'insediamento di Lovaglio, quale
03:35candidato amministratore delegato, nella lista che si candida ad eleggere la maggioranza
03:40degli amministratori presentata da PLT Holding e serie del PLT Spa, di fatto diventa un elemento
03:48conflittuale all'interno del Consiglio. Conflittuale e infatti così titola la Repubblica,
03:56all'ovaglio, esautorato e sospeso ma sarà resa dei conti in assemblea. Uno degli elementi
04:01che ovviamente interessa di più il mercato è la fase di scontro in cui entra la banca
04:05con poca chiarezza su che cosa succederà. Il banchiere valuta le dimissioni ma poi resiste,
04:12l'attività ordinaria viene affidata al vice di GBI fino al 15 aprile prossimo. Altro avvicinamento
04:20importante nelle società finanziarie nazionali, qui si parla di Nexi e non di una banca ma
04:25insomma si cambia anche qui, va via dopo dieci anni la di Bertoluzzo e prende le sue cariche
04:32Bernardo Mingrone. Avvicinamento deciso dopo il caro del titolo in CdA entrano anche Daffina,
04:38Nazar e Velussi. E così anche sul Corriere Nexi Mingrone prende il posto di Bertoluzzo.
04:45Prima di chiudere la pagina delle banche e anche la notizia che ci dà il messaggero,
04:48il CdAgricol sarebbe pronto a entrare nell'asta di vendita di BTM, si tratta dell'ex popolare
04:54di Bari. Si farà avanti anche in CREA, questa non è una novità, e studia il dossier CREDEM.
05:00MCC a stretto giro apre la gara. E poi l'altra lite che riguarda le società quotate in borsa
05:09in Italia, la lite miliardaria, così la chiama la Repubblica, sulle torri di telecomunicazioni.
05:16FASB vuole lasciare Inwit, Inwit denuncia una rottura unilaterale del contratto, la porterà
05:22in tribunale, ma attenzione qui, fin qui il racconto che ne fa il messaggero, ma questo
05:31è invece, attenzione, il racconto di MF. FASB scatta il match. La Tower Co, ovvero la società
05:39dell'elettore, deposita una richiesta di cautelare per bloccare l'operatore TLC e il titolo
05:44scivola a 2,8, ma ecco l'altra notizia che riguarda il mondo delle TLC, perché anche
05:50TIM valuta di uscire dal contratto e c'è un'iposizione di CREA nel weekend per decidere
05:56sul tema. Si esercita anche il sole, TIM valuta se dare disdetta CREA sulle torri, di fatto
06:02il cambio di controllo giustificherebbe questa scelta secondo la società, secondo TIM, ovviamente
06:09no, secondo Inuit e così anche sul messaggero Swisscom Inuit, battaglia legale e TIM convoca
06:14il CREA per la disdetta. Tutto questo ci porta alla situazione dell'economia italiana, ieri
06:20il Centro Studi di Confindustria ha pubblicato le proprie estime, PIL italiano a rischio frenata,
06:26in aprile il MEF aggiornerà il dato includendo gli effetti dello shock energetico, si parla
06:31già di una crescita allo 0,5 per quanto riguarda quest'anno. Così anche sul messaggero, Confindustria
06:37rivede il PIL, rischi dal conflitto in Iran, occorre responsabilità, dice il Centro Studi
06:43e poi il governo, ovviamente lo citiamo anche utilizzando la pagina di Repubblica che la racconta
06:49e alle prese con una difficile situazione interna, con Sant'Anche che lascia, obbedisco
06:55alla Premier, dice pago anche i conti degli altri. In tutto questo bisogna far fronte alla
07:00crisi derivante dal conflitto in Iran, una crisi che soprattutto si esplica sul piano
07:05energetica, allora Meloni vola in Algeria a cercare nuovi contratti sul gas, lo chiama
07:12il patto di Algeri, la stampa, Meloni stringe accordi per aumentare le trivelazioni, ora
07:17rafforziamo il flusso del metano verso l'Italia, Confindustria che dice forte impatto sul PIL
07:22dalla crisi di Ormuz. Più gas fino ad arrivo dall'Algeria, scrive la Repubblica, la missione
07:27lampo della Premier, buonata appunto da Algeri e poi attenzione perché quanto sia importante
07:33lo nota la stampa con questo ricatto americano per l'energia che spinge lui all'accordo
07:39dei dazi. Qual è il racconto? Beh oggi ci scrive Marco Bresolin, si va a votare quella
07:45ratifica dell'accordo sui dazi che era stato fatto in Scozia ma che poi era saltato nella
07:50ratifica europea proprio a causa delle minacce di Trump sulla Groenlandia e poi degli attacchi
07:55alla Spagna e ancora dei ripetuti attacchi di Trump ai governi europei ma ora attenzione
08:04perché hanno fatto sapere informalmente gli americani che chiuderanno il rubinetto del
08:08GML dal quale ormai dipende dopo la chiusura dello stretto di Ormuz gran parte dell'Europa
08:14e allora oggi probabilmente arriverà il voto in Parlamento. Quanto sia importante lo sentiamo
08:21lo leggiamo anche dalle pagine del New York Times, lo vedete qui di spalle in apertura
08:26quelle minacce di Trump che mettono l'Europa di fronte a un vicolo cieca, una doppia scelta
08:34cieca la chiama. Qual è la doppia scelta secondo il New York Times? Beh da una parte i leader
08:40europei rischiano di perdere consenso se entrano in una guerra che non hanno voluto e che invisa
08:49al consenso appunto dei cittadini europei, dall'altra però rischiano una crisi energetica
08:56e di crescita che comunque li metterebbe al muro in termini di consenso popolare, questa
09:04è la scelta difficile. I dazzi comunque, dice Ken Fisher scrivendo sul Sole 24 Ore e il
09:12presidente dell'esecutivo di Fisher Investment Worldwide sono già stati ampiamente scontati
09:17dalla borsa. Il disastro dei dazzi temuti da molti non è stato solo ritardato ma non
09:22avverrà proprio la sua conclusione. I mercati lo avevano già previsto nel 2025 quando in
09:28pochi lo avevano fatto. Mi auguro che ora sia chiaro anche a voi. Di fatto però sulla crescita
09:35forse pesa di dazzi, forse o molto probabilmente pesa il rischio di chiusura dello stretto di
09:40Hormuz per un tempo prolungato ma arriva all'allarme non solo dal MEF, lo vedete nella Repubblica
09:46ma anche dalla Garda, ieri ve l'abbiamo raccontata in diretta mentre parlava, cambia tono, pronta
09:52ad alzare i tassi e così sul Sole è pronta ad agire sui dischi di shock energetico, la Gard
09:57pronta ad agire anche secondo il MEF e la Gard prepara il muro pronta ad alzare i tassi anche
10:03secondo il Corriere, insomma lettura univoca, arriviamo fino alla stampa, BC è pronta a
10:08intervenire, i mercati vedono nuovi rialzi dei tassi, lettura univoca dei quotidiani su
10:12quanto ha detto la Garda. Va da notare qui il tema di banche centrali anche l'apertura
10:20del sito del Financial Times appena pubblicata con Besant che sta provando a discutere su nuove
10:26regole di ingaggio per la Fed, secondo il quotidiano che ha sentito il segretario del Tesoro americano
10:32ci si preparerebbe a prendere a modello la Bank of England per ridurre il mandato
10:40sostanzialmente metterlo sotto legge del governo. Questo perché, beh guardate attenzione perché
10:46il Financial Times dedica una lunga paginata che parte proprio dalle considerazioni che riguardano
10:52Cristina Scocchia, la CEO della nostra Illy Caffè, una delle aziende che più di tutti hanno a
10:58a che fare con il rialzo dei prezzi per arrivare al punto che lo spettro della stagfrazione ormai
11:04per l'Europa non è più soltanto una lontana ipotesi. E infatti l'editoriale non firmato
11:12del quotidiano racconta come non c'è soltanto lo shock energetico, quello che riguarda Hormuz,
11:17ma anche una serie di shock che riguardano l'agricoltura, componenti tech per gli AI e macchinari.
11:25Insomma uno shock globale. Allora tutto questo porta a meno consenso anche a Trump che secondo
11:32il sole 24 ore è sotto pressione, in calo nei sondazzi e cerca la trattativa. Quale trattativa?
11:38Beh intanto per cominciare ieri è inviato, lo sappiamo, 15 punti ai Pasdaran iraniani per
11:45trovare una via d'uscita dalla guerra. Partiamo dal Financial Times sulla reazione perché lo
11:52vedete i leader militari dell'Iran spazzano via le richieste di un accordo da parte di
11:59Trump. Il Corriere della Sera lo presenta in una doppia paginata qui in Washington e qui
12:03in Iran. Da una parte Trump che ricerca il negoziato anche se minaccia di scatenare
12:08l'inferno, dall'altra il regime che segue il modello UTI, ovvero rilanci e attacchi per
12:13sopravvivere a oltranza. I negoziati in questa fase sono definiti fantasmi dall'Iran, scusate
12:22dalla stampa, secondo la quale insomma alla fine non c'è nulla di concreto. La Repubblica
12:29la chiama la guerra delle bozze perché ieri Trump ne ha fatto arrivare una a Teheran, ma
12:36Teheran ne ha fatto arrivare un'altra in 5 punti a Washington e per la Repubblica avanzano
12:42le trattative anche se l'Iran nega e consegna appunto 5 richieste. Secondo la stampa e Alessia
12:50Melkangi che firma l'analisi sul quotidiano sono strategie parallele ma incompatibili e
12:56così i colloqui sono destinati a fallire. Trump torna a minacciare, dice accettate o sarà
13:02l'inferno, infatti guardate sul Financial Times con l'aumento delle truppe che si stanno
13:08dirigendo verso l'isola di Karga, attenzione arriveranno venerdì proprio quando scade l'ultimatum
13:13di Trump e intanto dal Wall Street Journal Trump che dice agli alleati che vuole finire
13:20in fretta la guerra dell'Iran e la dichiarazione è la guerra degli annunci ma sempre dal Wall
13:26Street Journal il punto è chiaro, il sentiero al momento per un accordo tra Stati Uniti e
13:34l'Iran è davvero stretto. Noi andiamo a salutarci rimanendo prima nel campo delle
13:40armi con un successo italiano, guardate Beretta che lancia l'OPA a Wall Street sul 20% delle
13:46armi, Sun Rager del quale aveva già il 9% ora vuole salire in quota e poi però una delusione
13:55per l'Italia con Roma tradita in Europa, ci racconta il messaggero, doveva ospitare l'agenzia
14:00delle dogane, andrà invece a Lille, niente da fare per la capitale nazionale con l'Europa
14:06che ancora una volta non accetta di fare l'Italia un hub per le proprie società, per le proprie
14:12istituzioni perdonate e infine però consoliamoci con le eccellenze italiane, guardate appena pubblicato
14:20dal Financial Times la Ferrari volante con il gruppo di Maranello che decide di aggirare
14:26il blocco di Ormuz per raggiungere comunque i facoltosi clienti del Medio Oriente spedendo
14:32le Ferrari per via aerea.
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