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Ritorno nella capitale del Sudan
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NovitàTrascrizione
00:23L'ultimo drone colpisce al tramonto, l'aeroporto di Port Sudan, una scena che sembra tratta
00:29da un film, il sole sullo sfondo e la colonna di fumo che si alza lentamente, un effetto
00:35cinematografico che si moltiplica sui social e lancia un messaggio preciso, la guerra in
00:41Sudan non è affatto finita, i paramilitari delle forze di supporto rapido ottengono facilmente
00:48l'effetto che sa di propaganda, anche se all'inizio di aprile hanno perso la battaglia
00:53per la capitale e sono stati costretti alla fuga, ora sono di nuovo in campo, forti di
00:58tecnologie fornite da potenze del golfo, gli Emirati Arabi Uniti, dalla loro base in Somalia
01:05potrebbe essere partita la flotta di sette droni che si sono abbattuti sull'aeroporto, sul
01:13campo l'effetto non è drammatico, non troppi danni, nessun morto, ma nell'immaginario di
01:19chi aveva visto vicina la fine della guerra produce nuovi dubbi.
01:25Khartoum oggi è una città devastata, le telecamere della RAI sono state le prime ad
01:30entrare nella capitale per documentare gli effetti di due anni di guerra, abbiamo trovato
01:36morte e distruzione. Khartoum è un enorme cimitero.
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02:29Il trattamento è stato davvero terribile, non trovo le parole per descriverlo, mi hanno
02:36catturato perché sono un soldato, mi hanno preso e sono stato torturato.
02:50Ci torturavano con il cibo e l'acqua, ad esempio se oggi hai mangiato non avrai altro cibo domani,
02:57se oggi hai acqua, domani non avrai acqua. Ci lasciavano senza bere e mangiare anche per una settimana intera.
03:17Ci picchiavano con dei bastoni lunghi e spessi che possono colpire molto forte il corpo.
03:22Sono stato richiuso lì per circa un anno e cinque mesi. Molte persone sono morte nel centro di detenzione.
03:30Anche 40, 50 persone potevano morire nello stesso giorno.
03:43Per mancanza di cibo, mancanza di acqua e anche per mancanza di ossigeno perché c'era troppa gente nelle celle.
03:54Potevano morire 40 o 50 persone in un giorno.
04:00Mettevano i corpi insieme e poi li facevano seppellire dai prigionieri.
04:16I corpi seppelliti senza nessuna cura, è impossibile dire quanti siano. Questa è la seconda fossa comune scoperta a Khartoum
04:25fino adesso.
04:27Siamo in una zona chiamata Al Mujahideen e questa è una grande fossa comune.
04:35E ci sono resti umani, fuori dalle fosse. Probabilmente gli animali hanno scavato e li hanno facilmente trovati.
04:48Ricordo che c'era un posto vicino all'università dove hanno portato tutti i cadaveri.
04:53Li portavano uno alla volta, mano a mano che morivano.
04:56Le squadre dei prigionieri addetti alla sepoltura lavoravano dalla mattina alle 7 fino all'alba, fino alle 5 del mattino
05:03dopo.
05:08Era terribile vedere i civili torturati. Io sono un militare, avrei dovuto proteggerli, ma ero impotente.
05:16Non potevo fare nulla per aiutarli. Continuavano a torturarli, a farli gridare di dolore.
05:22Picchiavano i civili fino a quando non confessavano di collaborare con i servizi segreti militari.
05:27Confessavano alla fine, ma non era vero. Soprattutto gli anziani.
05:35Prima non era così. Noi siamo tornati da poco in questa zona e abbiamo trovato tutte quelle fosse, ma puoi
05:42trovare lo stesso dappertutto.
05:43Seppellivano morti ovunque. Dentro i giardini delle case, nel parco dell'università, sui bordi delle strade, ovunque.
05:51Ci sono morti seppelliti ovunque.
06:19Non mi aspettavo di uscire vivo da quel posto.
06:22Sarò sempre grato a Dio, perché sono ancora viva.
06:42Entriamo nella capitale sudanese due anni dopo l'inizio di un conflitto brutale che, secondo stime attendibili, ha fatto oltre
06:50150.000 morti.
06:52In ogni fossa venivano seppelliti diversi cadaveri.
06:55Le fosse, scavate dalle pale meccaniche, sono sparse in tutta la città, riconquistata dall'esercito sudanese all'inizio di aprile.
07:03I paramilitari delle forze di supporto rapido sono stati sconfitti e costretti alla fuga verso sud,
07:10verso la loro roccaforte, la parte di Darfur al confine con il Chad.
07:17I grandi silos di grano, colpiti all'inizio della guerra insieme ad altre infrastrutture, bruciano ancora, come fossero il simbolo
07:25del conflitto che, dopo la battaglia di Khartoum, è ancora lontano dal concludersi.
07:34È la più grave crisi umanitaria del pianeta, secondo le Nazioni Unite, con 14 milioni di persone costrette a scappare
07:42dalle loro case.
07:49I Janjaweed hanno iniziato a sparare quel giorno. Ricordo le esplosioni e le colonne di fumo che salivano dall'aeroporto
07:55che è proprio qui, dietro casa mia.
07:58Osama ricorda bene quel 15 aprile di due anni fa, quando la guerra è iniziata e i paramilitari che chiama
08:05Janjaweed, il nome che avevano prima di essere integrati nell'esercito,
08:09hanno attaccato l'aeroporto, la prima battaglia per la conquista di Khartoum.
08:15Le immagini di quel giorno mostrano la sala d'aspetto gremita di gente, sdraiati a terra, terrorizzati, mentre fuori si
08:24scatenava l'inferno.
08:25Oggi quella stessa sala d'aspetto è uno scheletro annerito dal fumo.
08:39Un silenzio surreale avvolge la pista dell'aeroporto civile, resa bollente da un sole implacabile.
08:50Le scalette per salire a bordo si affacciano su un cumulo di macerie.
08:55Nelle prime fasi dell'attacco centinaia di passeggeri sono stati bloccati dentro l'aeroporto, molti di loro erano pronti a
09:02scappare a partire dalla città che stava per incendiarsi.
09:05Ci sono ancora le tracce dei loro bagagli.
09:09È tutto distrutto, non si spara più, ma non è rimasto più niente, dice il capitano Jalal, che ci accompagna.
09:20Poco distante l'aeroporto militare, un tank arrugginito punta il suo cannone verso l'elicottero presidenziale, crivellato dai proiettili.
09:42Entriamo in una banca saccheggiata dai paramilitari.
09:51Le cassette che sono rimaste chiuse hanno provato ad aprirle sparando.
09:57Le immagini delle telecamere di sicurezza li avevano immortalati mentre portavano via sacchi di denaro.
10:05Anche il palazzo presidenziale è completamente devastato.
10:16Mohamed è il giardiniere del palazzo, cerca di sistemare il giardino, di rimuovere gli arbusti rinsecchiti.
10:23Ha lavorato qui negli ultimi 16 anni.
10:27Quando hanno iniziato ad attaccare il palazzo, l'intelligence ci ha detto di scappare.
10:33Ricordo il rumore assordante delle sparatorie mentre correvo e delle esplosioni.
10:38Sono tornato solo oggi. In due anni hanno distrutto tutto.
10:42E adesso cerchiamo di sistemare quello che possiamo e di ricominciare.
11:05A Khartoum il pericolo adesso viene dal cielo, viene dai droni che possono stazionare 48 ore prima di colpire il
11:11loro obiettivo come è successo proprio qui davanti al palazzo presidenziale.
11:15Dopo che è stato liberato, è stata colpita l'equipe giornalistica dell'esercito.
11:40Ci portano nella cantina di un palazzo distrutto.
11:44era una base dei paramilitari un laboratorio dove assemblavano i droni molti sono ancora
11:52imballati sono tutti pezzi nuovi ci sono i sistemi di comando le istruzioni per l'assemblaggio ci
12:02sono gli esplosivi questo è uno scantinato dove le RSF assemblavano i droni è un posto dove mettevano
12:13insieme i droni come questo e li armavano con proiettili con missili come quello lì dietro
12:21per attaccare poi le postazioni dell'esercito i manuali e l'attrezzatura per mettere insieme
12:34per assemblare i droni viene dagli emirati arabi uniti
12:54sai ho sempre vissuto nella città di khartoum non molto lontano da qui la nostra casa è a circa
12:59due chilometri da qui ma sì ho l'ufficio qui in strada sono un architetto questo è mio fratello
13:04il dottor abram il mio ufficio era lì l'ufficio di abram era lì era in via alcazzaba ma come
13:12vede
13:12tutto è stato distrutto dalla guerra quando tutto è iniziato stavo cercando di raggiungere la mia
13:25famiglia qui a khartoum un gruppo di paramilitari mi ha bloccato mi hanno costretto a sdraiarmi a
13:30terra e mi hanno puntato una pistola alla testa dove stai andando da dove vieni ho detto loro che
13:35sono sudanese è la mia nazionalità sono un architetto vivo qui e lavoro qui nessuno mi
13:42capiva solo urla solo la pistola puntata alla testa ridevano di me perché sono bianco e sono
13:51sudanese gli ho detto che sono copto e che questo è il paese di mio nonno ma erano sudanesi no
13:57non erano
13:58sudanesi e da dove venivano non lo so non parlano nemmeno arabo alcuni parlano francese altri parlano
14:05un'altra lingua non lo so ma posso giurarti che non sono sudanesi quelli che sono sopravvissuti e che
14:15si sono arresi li hanno catturati sono decine mercenari pagati migliaia di dollari al giorno per
14:22combattere al fianco dei paramilitari spesso sono gli autori dei crimini più feroci degli stupri
14:28l'esercito sudanese ce li lascia incontrare vengono dal chad e dal sud sudan salgono le
14:34scale uno ad uno e ognuno racconta la sua verità ho 28 anni e vengo dal sud sud sono qui
14:46in sudan dal
14:472011 lavoravo come operaio facevo mattoni un giorno sono entrati in casa mia e hanno
14:59violentato mia moglie allora ho deciso di lavorare con i paramilitari lavoravo con una persona che si
15:10muhammad zakaria avevo in mano un kalashnikov e combattevo con loro poi un drone ci ha attaccati
15:18e sono fuggito mi hanno detto che siccome vivevo in sudan da molto conoscevo bene la zona quindi
15:26avrei dovuto lavorare con i servizi segreti ho lavorato e segnalavo tutto quello che venivo a
15:30sapere lavoravo come agente segreto quando ero in sud sudan ero un soldato quindi so come usare il
15:47kalashnikov tutto qui l'unico motivo per cui ho combattuto con i paramilitari è perché hanno
15:51violentato mia moglie mi hanno portato sotto un albero e hanno violentato anche me dopo quell'episodio
15:57ho deciso di lavorare con loro non avevo alcuna possibilità di fuggire da quella zona l'unica
16:02opzione che avevo era lavorare con loro per proteggere ciò che restava della mia famiglia
16:06hai ucciso molte persone con il tuo fucile si ho ucciso molte persone ma non so niente di quello
16:12che hanno fatto loro io non ho commesso nessuno stupro e non ho commesso nessun furto puoi chiedere
16:17alla gente del posto lavoro lì da dieci anni e nessuno nessuno si è mai lamentato di me quando mi
16:26un certo muhammad zakaria mi ha detto che lui sapeva usare i fucili di precisione e che
16:31anch'io potevo farlo avremmo dovuto ricevere un addestramento ma c'è stato un attacco con i
16:36droni e abbiamo iniziato a correre poi sono stato catturato eravamo in sei mercenari gli altri cinque
16:42sono morti che riposino in pace questa è la sala di punizione nel centro di detenzione di arriate e
17:05sui muri ci sono le memorie scritte dai prigionieri civili e soldati hanno provato a scrivere tutto
17:15ognuno scriveva il proprio nome questo è un medico il dottor mohammad ali muhammad è stato qui tre mesi
17:26anche questo muhammad abdul rahim dal 2023 aprile il centro operativo dei servizi segreti sudanesi
17:43era diventato un centro di detenzione restano le tracce di uno sterminio sistematico e una scritta
17:50inquietante che rinomina quel posto come la prigione americana a cuba l'odore nelle celle
17:55davvero insopportabile dobbiamo indossare mascherine nel centro di detenzione delle arsf che avevano
18:02rinominato guantanamo questo posto si chiama ariad è il più grande centro di detenzione della milizia
18:19le arsf portavano qui tutte le persone che arrestavano le portavano qui dentro e abbiamo
18:27visto che molte persone sono morte qui anche molti miei colleghi sono morti qui ho trovato i loro nomi
18:34solo oggi proprio ora questi nomi è la mia unità questi uomini li ho addestrati io non
18:49sapevo che fossero morti
18:51e qui è il mio collega
18:56l'acqua di oxigeno
18:59l'acqua di umana
19:01l'acqua di umana
19:04l'acqua di umana
19:08Il nostro corso gratuito è www.mesmerism.info
19:37La guerra è iniziata proprio in questo posto. Il primo attacco della milizia contro l'esercito sudanese è stato sferrato
19:44proprio qui.
19:48Le milizie che hanno attaccato sono quelle che dipendono direttamente dal fratello del generale Emetti, Abdul Rahim Dagalo, fratello di
19:57Muhammad Hamdan.
19:58Qui ci sono i documenti e anche le foto di famiglia.
20:06Ma la guerra non è finita.
20:16I miliziani delle forze di supporto rapido attaccano continuamente il campo profughi di Zamzam in Darfur.
20:28Si riprendono sorridenti mentre attaccano l'ospedale a colpi di Kalashnikov e non risparmiano nessuno.
20:37Centinaia di migliaia di persone, sfollati, vittime due volte della violenza dei paramilitari, sono scappati dal campo profughi.
20:46Scappavano con carri trainati da asini, a piedi e anche con alcuni camion.
20:51La situazione era totalmente fuori controllo.
20:54Arrivavano 10.000 persone al giorno.
20:56In totale, possiamo stimare che, fino al 5 aprile, siano arrivate forse più di 60.000 persone a Tawila.
21:04Venivano in quella terra dove non c'era nulla, nessun punto d'acqua, nessuna latrina, nessun centro, nulla.
21:13Le storie che ci hanno raccontato sono terribili.
21:16Hanno lasciato indietro alcuni membri della famiglia perché erano feriti e non riuscivano a camminare,
21:22o perché sono morti durante l'attacco o a causa dei bombardamenti.
21:26Alcuni bambini camminavano senza genitori.
21:30Alcuni genitori cercavano i propri figli.
21:34E nessuno aveva idea se gli altri membri delle famiglie fossero ancora vivi.
21:47Ci cacciavano via, ci picchiavano, ci bruciavano la casa e non ti lasciavano nulla.
21:52Siamo scappati con i bambini e qualche contenitore per il cibo e delle piccole pentole.
22:16Tantissimi feriti da arma da fuoco, donne e bambini,
22:20tra cui il paziente più piccolo che abbiamo, che non ha più di sette mesi
22:24e ha una ferita da arma da fuoco al collo.
22:28Abbiamo raccolto storie di stupri molto violenti.
22:32Ne parlano facilmente e questo significa che è successo a tante donne.
22:43Ci sono state persone che sono morte su questa strada per la sete e la fame.
22:47Non so cosa sia successo a mia madre, mio padre, i miei fratelli e mia nonna.
22:52Sono venuta qui con degli sconosciuti, grazie a Dio.
22:55Ho trovato loro.
22:57A causa delle lunghe camminate, le nostre scarpe si sono rotte.
23:01Sono arrivata qui a piedi nudi.
23:03Abbiamo bisogno di tutto ciò di cui un essere umano ha bisogno,
23:07che sia farina, riso, pasta, zucchero, qualsiasi cosa.
23:15Il numero di persone e la gravità dei casi erano inimmaginabili.
23:20Abbiamo aperto due cliniche aggiuntive, ma avevamo 850 pazienti al giorno,
23:25il che è pazzesco con solo uno o due medici.
23:28Sappiamo che c'è la minaccia di attacco imminente.
23:32Sapete, sono mesi che sono sotto la minaccia di un attacco imminente.
23:35E Zamzam potrebbe essere stato il primo passo dell'attacco.
23:39E siamo davvero preoccupati per ciò che accadrà a tutta questa popolazione.
23:48Chiediamo di fermare gli attacchi, di proteggere la popolazione e anche gli operatori umanitari.
23:54Nove di loro sono stati uccisi durante l'attacco a Zamzam,
23:57perché avevano preso la decisione coraggiosa di restare,
24:00quando noi abbiamo deciso di fermarci perché era troppo pericoloso.
24:05E siamo davvero sconvolti perché sono morti all'interno delle cliniche e delle strutture sanitarie.
24:12No, nessun operatore umanitario, nessuno di noi dovrebbe essere preso di mira.
24:17No, nessuno della macchina, nessuno di noi dovrebbe essere preso di campo.
24:32No, nessuno di noi dovrebbe essere preso di andare in una linea e delle strutture sanitarie.
24:37No, nessuno di noi dovrebbe essere preso di una strutture sanitaria.
24:47In pensiero di giocare di Drai,
24:47Grazie a tutti.