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  • 10 minuti fa
Venezia, 24 mar. (askanews) - "Lo scorso anno, nel nostro programma, ci siamo concentrati sul corpo, sulla presenza dell'attore e sulla poesia al di là della narrazione. E desidero proseguire questa esplorazione nell'edizione del prossimo anno. Tuttavia, anziché presentare opere di artisti che già conoscevo, quest'anno abbiamo invitato artisti provenienti da ambiti esterni al teatro commerciale e istituzionale occidentale. La mancanza di familiarità ci permette di tornare alle radici del teatro, di risvegliare il contatto essenziale tra artista e spettatore". Così il direttore artistico Willem Dafoe ha introdotto la 54esima edizione della Biennale Teatro che si terrà a Venezia dal 7 giugno, con il titolo "Alter Native"."Per me, la forza e l'unicità del teatro, della sua forma d'arte nella sua totalità - ha aggiunto Dafoe - risiedono nella sua immediatezza, nel suo ritualità e nel suo legame umano. In questo mondo in cui la verità è messa in discussione, dobbiamo tornare a trarre la nostra comprensione e il nostro coinvolgimento dalla percezione diretta".

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Trascrizione
00:00Last year in our program we concentrated on the body, the presence of the actor, and poetry beyond narrative, and
00:06I want to continue that exploration in this coming year's edition.
00:10However, rather than presenting people whose work I previously knew, this year we have invited pieces from beyond Western commercial
00:20and institutional theater circles.
00:24The lack of familiarity allows us to return to the roots of theater, to reawaken the essential contact between artist
00:33and spectator.
00:35For me, the strength and uniqueness of theater, the total art form, is its directness, ritual, and human mating.
00:46In this truth-challenged world, we have to return to taking our understanding and engagement from direct perception.
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