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  • 7 mesi fa
Carlo Verdone torna al cinema. E lo fa raccontando quello che sa raccontare meglio: l'Italia che non sa amare. Scuola di seduzione è online dal 1° aprile in esclusiva sulla piattaforma streaming di Paramount+. E segna il ritorno alla regia cinematografica dopo 6 anni e 4 stagioni della serie semi-autobiografica Vita da Carlo. Come nella miglior tradizione di Verdone, si tratta di un racconto corale. Dove diversi personaggi impersonano storie e punti di vista diversi. Come ci raccontano, in questa intervista esclusiva che vedete nel video qui sopra, due dei protagonisti: Lino Guanciale e Vittoria Puccini. Coppia sorprendentemente affiatata nei panni di un imbranato Bruno e una stanca Giuliana. Che ci hanno raccontato i loro personaggi, l'appuntamento ideale e il rapporto con mammà.
La trama di Scuola di seduzione
Sei persone con un problema in comune: non riescono a stare bene in amore. C'è chi l'amore lo cerca, chi vuole salvarlo e chi non smette di tormentarsi col passato. Tutti e 6 finiscono nella stessa aula, davanti a Ortensia, una love coach che promette di rimetterli in carreggiata con metodi quanto meno originali. Se sia una vera professionista o una ciarlatana convincente, non è dato saperlo subito. E forse è proprio questa ambiguità uno dei motori più divertenti del film.

L'idea nasce da un articolo letto sul quotidiano britannico Guardian sulle scuole di seduzione online. Ma Verdone e i suoi co-sceneggiatori, Pasquale Plastino e Luca Mastrogiovanni, la trasformano in qualcosa di più profondo: un ragionamento su come la tecnologia - dai social all'intelligenza artificiale - abbia cambiato il modo in cui viviamo le emozioni. La «scuola» del titolo non è un posto dove si imparano trucchi di conquista, ma un vero laboratorio umano, dove le paure vengono a galla e le fragilità si incontrano. Tra cene «al buio», dominatrici, arrampicate e colpi di scena, qualcosa, lentamente, si rimette in moto.
Il cast e i personaggi di Scuola di seduzione
Al centro della storia c'è Carlo Verdone nei panni di Clemente, musicista in pensione con un segreto tenero che si scoprirà solo alla fine. Accanto a lui, Karla Sofía Gascón (reduce dal successo di Emilia Pérez, dal premio a Cannes nel 2024 alla nomination all'Oscar), interpreta Ortensia, la misteriosa coach spagnola trasferitasi a Roma.

Lino Guanciale è Bruno, professore di Storia ancora ingabbiato in una convivenza con la madre che lo gestisce in tutto e per tutto. Vittoria Puccini dà vita a Giuliana, infermiera diventata invisibile agli occhi del marito da quando il figlio è andato via di casa. Beatrice Arnera è Adele, influencer arrivata al corso convinta di smascherare una fregatura, ma che si ritrova, forse suo malgrado, a farci i conti davvero. Euridice Axen interpreta Gaia, libraia lesbica convinta di portare iella a chiunque le si avvicini. Romano Reggiani, infine, è Emanuele: bello, ricco, apparentemente senza difetti, bloccato però da un'insicurezza fisica che gli rende ogni relazione un campo minato.

Un ensemble costruito con cura. E, a quanto pare, con qualche difficoltà di casting. «Prima di Reggiani, altri attori erano fuggiti quando avevano scoperto di dover interpretare un uomo con quella caratteristica fisica particolare…», ha rivelato Verdone tra le risate.
Il ritorno di Carlo Verdone e la prima volta di Karla Sofía Gascón
Verdone non nasconde che tornare a girare un lungometraggio dopo 6 anni non sia stato semplice. «Non è stata una cosa psicologicamente facile», ammette. «Mi sono chiesto: sarò ancora in grado di mantenere i tempi e i ritmi di un film, dove devi condensare tutto in un'ora e cinquantacinque?». I dubbi, però, si sono dissolti quasi subito. «Dopo il primo giorno ho avuto delle belle sensazioni, grazie a un cast meraviglioso, preparato e affettuoso. C'è stata tanta serenità e amicizia, e questo ha aiutato il mio lavoro a venire come era scritto».

Sul film, la soddisfazione è evidente. «È un film delicato, pieno di incastri, con voli pindarici: sembrava semplice ma non lo era affatto. Mi piace raccontare le nostre fragilità e debolezze, viviamo in mondi di megalomani e quando ci si confessa con sincerità per me è una forma di maturità. Il tema della nostra inadeguatezza è fondamentale oggi: i ragazzi, soprattutto i maschi, lo vivono molto. Nel mio cinema c’è sempre un lato comico e anche un altro malinconico, fin dal primo Un sacco bello. Non è che voglio fare l’autore, ma il mio animo è così: se nel finale non c’è malinconia allora c’è tenerezza, un po’ di poesia».

Karla Sofía Gascón firma il suo primo ruolo importante dopo la bufera dei tweet che aveva oscurato la sua stagione degli Oscar. E lo fa tornando in Italia. Paese che considera «un po' la mia seconda patria», visto che ci aveva già lavorato negli a...

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Trascrizione
00:00Lino, Vittoria, benvenuti su Amica.it, complimenti per il film.
00:06Interpretate due personaggi fragili ma interessanti.
00:12Cosa provate nei confronti di quest'uomo e di questa donna?
00:18Vado, ma sicuramente una grande tenerezza, perché sono dei personaggi a cui vuoi bene,
00:28perché hanno delle fragilità, delle insicurezze, una difficoltà nel sentirsi accettati dagli altri
00:35e dalle persone che li circondano, che in qualche modo un po' ci riguarda anche tutti.
00:40Chi più, chi meno, magari non più, ma in passato tutti ci siamo un po' ritrovati in una condizione di
00:49disagio,
00:50di non sentirsi guardati, di non sentirsi apprezzati, ma perché per primi siamo noi a non farlo.
00:58Però attraverso anche il loro incontro, in realtà, lo sguardo tenero che hanno anche questi personaggi
01:05l'uno nei confronti dell'altro, in qualche modo li insegnerà a lasciarsi andare,
01:11a non aver paura di esprimere se stessi per quello che sono,
01:15senza la paura di disattendere le aspettative dell'altro o degli altri.
01:21Sì, è un po' come se fosse una rivincita degli inadeguati, questa storia.
01:30Inadeguati che in qualche modo, per motivi diversi, si sentono e sono degli outsider,
01:36in un certo sistema che vuole una certa performatività a tanti livelli.
01:41E' bello che facciano comunità, ecco, io mi ricordo che quando leggevo il copione
01:47speravo che riuscissero, ma non avevo dubbi, in qualche modo a costruire un po' una cellula
01:52di piccola resistenza.
01:54Ed è quello che, come diceva giustamente Vittoria, fa tenerezza, fa simpatia.
02:00La scena del ballo è centrale per i vostri personaggi, come l'avete preparata?
02:06Ci siamo allenati duramente, no, è vero, l'abbiamo provata, con un insegnante di ballo,
02:16una coreografa, che chiaramente erano dei passi studiati, poi abbiamo anche un po' improvvisato
02:21in realtà il libro, però siamo divertiti un sacco.
02:22No, moltissima.
02:23Ma siete dei ballerini?
02:24Ma che?
02:26Ma no, cioè, poi butti il cuore oltre l'ostacolo, è bravissima.
02:30Eh sì.
02:31Diciamo così, ho cercato di…
02:33No, perché il ballo è liberatorio, è un po' come quando canti, no?
02:36Anche se non sei un professionista, anche se sei più o meno impacciato, però è sempre
02:41qualcosa di tanto liberatorio e quindi farlo in scena, farlo grazie a quella scena è stato
02:47molto, molto divertente, veramente, anche proprio per noi.
02:50Sì, sì, no, infatti è uno di quei momenti in cui è liberatorio per te e ti…
02:54viene facile rendere una cosa che è liberatoria per il personaggio, in qualche modo.
02:59Vittoria, qual è il tuo appuntamento preferito?
03:03Quello col mio divano, oddio.
03:08Mi è subito venuta in mente l'immagine di me, molto, perché in questo periodo, siccome
03:12ho finito un periodo di lavoro fortunatamente molto intenso, proprio il massimo della vita
03:19in questo momento, è stare la sera a casa, sul divano, vedermi un film, una serie.
03:24Però no, il mio appuntamento preferito…
03:30Vabbè, no, per risposta, in questo momento è col mio divano, è questo, non devo inventare
03:33un'altra cosa, non devo fingere che non sia così.
03:36Invece Alino volevo chiedere qual è il rapporto con la tua di mamma, visto che con questa poverina.
03:44Ma mia mamma era una rompiscatole per certi versi peggio della signora in questione, però
03:53salvava tutto con una grandissima lucidità, intelligenza.
03:57La differenza diametrale è che tanto questa mamma è condizionante, castrante, tanto per
04:03fortuna la mia era una gran tifosa, a prescindere.
04:07L'importante era lavarsi le mani appena tornati a casa e togliersi subito le scarpe.
04:12Rispettato quello poi potevi fare quello che ti pareva.
04:14Mi sembra un consiglio.
04:16Mi sembra un ottimo consiglio.
04:18In carriera avete fatto soprattutto parti drammatiche.
04:23Cosa vi ha convinto ad accettare questa commedia?
04:28Non è che scelgo un genere, piuttosto che chiaramente ti convince la sceneggiatura,
04:36ti convince la storia, ti convince il personaggio.
04:39In questo caso ci ha convinto Verdone, nel senso che bastava lui.
04:44Commedia, non commedia.
04:46Qualsiasi cosa ci proporesse l'avremmo chiaramente accettata con il massimo dell'entusiasmo,
04:52della gratitudine, quindi è bastato lui.
04:54Sì, poi giustamente diceva Vittoria in conferenza stampa, c'era anche un po' di timore reverenziale,
05:03almeno all'inizio, poi Carlo è benissimo a neutralizzarlo subito, perché per l'appunto
05:08ti senti come davanti a Federer che ti diceva, vabbè, ti è piena la racchetta e palleggia.
05:15Però è stato bello vedere come in realtà la sua prospettiva, forse quello che in qualche
05:20modo lo rende l'artista che è, sia assolutamente comunitaria, paritaria.
05:26Io raramente ho lavorato con un regista così tanto in ascolto degli attori e capace anche
05:30di rendere possibile quello che forse fa il sale della commedia, cioè sentirsi così
05:35a precolaggio che le cose, i tempi giusti anche vengano naturali.

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