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Trascrizione
00:05La guerra in Iran riporta al centro dell'attenzione uno dei grandi nervi scoperti dell'economia
00:12globale, quello dell'energia, lo shock dei prezzi del petrolio, le tensioni nello stretto
00:17di Ormuz e le ripercussioni sulle catene di approvvigionamento stanno ridisegnando gli
00:23equilibri geopolitici.
00:25Non è solo una crisi regionale, ovviamente è un passaggio che può cambiare i rapporti
00:29di forza tra Stati Uniti, Cina ed Europa con effetti diretti su inflazione, crescita e
00:34competitività.
00:35Noi ne parliamo con Franco Bernabè, presidente di TechVisory, manager italiano di lungo corso
00:42per capire quanto questo scenario sia davvero sistemico e come potrebbe evolvere.
00:46Grazie di essere con noi.
00:48Grazie a voi.
00:49E allora lei ha parlato già di uno scenario serissimo, quanto davvero è serio, lo stiamo
00:55vedendo in questi giorni.
00:57In cosa si può trasformare secondo lei?
01:00Ma la cosa sorprendente è che la gravità dello scenario non si è tradotta oggi in aspettative
01:07degli operatori in termini molto negativi.
01:10le curve dei futures non hanno risentito molto, la volatilità dei mercati è ancora bassa, relativamente
01:20bassa perlomeno.
01:21I mercati e quindi le aspettative degli operatori sono per un conflitto breve, probabilmente
01:27sull'onda di quello che è stato il conflitto in Venezuela.
01:31Cioè probabilmente gli operatori si aspettano o si aspettano che il conflitto duri poco e che
01:37quindi poi ritorni alla normalità.
01:40Però questo sottovaluta il ruolo e il peso dell'Iran sia come struttura operativa, militare
01:49e sociale, sia come capacità di reazione.
01:54Perché l'idea è che uccidendo alcuni responsabili della struttura politica o religiosa, le cose
02:05si girino rapidamente verso il bello, come è stato nel caso dell'esportazione e sfiltrazione
02:13di Maduro da Venezuela.
02:15Ma io credo che le cose non siano così.
02:18L'Iran è un paese molto più forte, molto più strutturato, dove il potere del regime
02:24è molto più decentrato e quindi la capacità di reazione è forte.
02:27E poi non avendo lasciato niente di alternativo all'Iran, io credo che l'Iran punti a creare
02:35il caos, in modo che dal caos gli Stati Uniti siano costretti a ritirarsi.
02:40Lei ha citato il Venezuela, in realtà ci sarebbe da citare anche, molti accusano Israele di essere
02:47il vero animatore di questa guerra, le politiche di eliminazione diretta che ha sempre condotto
02:54Israele anche nell'elasticia di Gaza o in Libano, che ora vengono applicate però a
03:01un paese dove tutto questo rischia di essere meno efficace o comunque in una strategia corretta.
03:07Io però prima vorrei tornare sulla parte dei mercati che lei ha citato, perché sono molti
03:13e molti si stanno esercitando sul motivo per cui i mercati in questo momento mostrano
03:18tratti di resilienza pur all'interno di una volatilità davvero importante.
03:22Tra le varie spiegazioni c'è una forte esposizione al mondo dell'intelligenza artificiale
03:28e del tech che in qualche modo viene ritenuta di per sé resiliente, sarà comunque una delle
03:34componenti dei driver del futuro lei.
03:37In questo momento, presidente e fondatore di TechVisory, che è una società che sviluppa
03:41applicazione del complex per l'intelligenza artificiale, io le chiedo se è vero, se vede nello
03:48sviluppo dell'intelligenza artificiale è una delle valvole di uscita, di sfogo comunque
03:53da una situazione di stallo importante a livello economico.
03:56Sì, non c'è dubbio che la tecnologia abbia tirato la crescita dei mercati in questi
04:00anni e nonostante il fatto che le valutazioni siano molto elevate, continua ad essere il
04:07driver principale dei mercati.
04:10L'intelligenza artificiale è un fenomeno recente in termini così massivi come quelli
04:18che si sono visti negli ultimi due o tre anni soprattutto.
04:21è una diffusione molto più rapida delle altre tecnologie perché è molto user friendly
04:26e molto potente.
04:28E quindi probabilmente i mercati pensano che la tecnologia continuerà anche dopo questa
04:35crisi o comunque nonostante la crisi a garantire una situazione di crescita sia sul mercato
04:45finanziario che in termini di crescita reale dell'economia.
04:48Io credo che questo sia vero con una serie di caveat che riguardano il fatto che certamente
04:57c'è stato grande entusiasmo ma l'intelligenza artificiale va affrontata con grande prudenza.
05:04Quindi io credo che nei prossimi anni tutto questo hype verrà ridimensionato a favore di un
05:13approccio all'intelligenza artificiale consapevole dei problemi, dei rischi, delle opportunità,
05:19delle capacità concrete di aumentare l'efficienza dei processi, soprattutto i processi non strutturati
05:27che sono quelli tra l'altro che affronta TechVisor, i processi dove c'è informazione non strutturata
05:33come i processi di tipo legale, compliance, procurement, marketing eccetera.
05:39Quindi io credo che effettivamente quello sia una possibile risposta.
05:44Lei lo crede Bernabé perché le chiedo questo, lei porta ovviamente anche in Italia e in Europa
05:49con TechVisory, l'intelligenza artificiale, sviluppi sull'intelligenza artificiale, però
05:53rischia di essere per l'Europa uno dei talloni d'Achille e tutto questo si inquadra anche
05:59in una debolezza strutturale in questo momento dell'Europa che si sta manifestando non soltanto
06:05nello sviluppo tecnologico dell'innovazione ma anche in questa crisi in termini di influenza
06:10e di capacità di gestire le proprie catene di approvvigionamento, l'energia eccetera eccetera.
06:16L'intelligenza artificiale è uno dei fattori e il fattore principale ha questo potere
06:21tauaturgico che lei in qualche modo ha già detto andrà ridimensionandosi nel corso degli anni
06:26ma a livello globale e a livello europeo?
06:29Ma l'Europa ha tanti problemi, io credo che l'Europa abbia soprattutto problemi di pastosità
06:37dei processi operativi derivanti da un eccesso di normative, di regolamentazione.
06:45Quando diciamo si dice che l'Europa regolamenta mentre gli Stati Uniti innovano
06:50è in parte vero ma non è vero così in modo così radicale perché l'Europa ha le competenze
06:59per fare lo sviluppo tecnologico. Ricordiamoci per esempio che per quanto riguarda
07:04l'altro grande tema di cambiamento strutturale che sono le rinnovabili fino alla fine degli
07:12anni 90 l'Europa era leader nelle rinnovabili e poi ha lasciato il passo alla Cina che oggi
07:17è diventata dominante. Così per quanto riguarda la tecnologia, grandi innovazioni nella tecnologia
07:25sono venute dall'Europa, il web nasce in Europa, tantissime tecnologie che hanno formato
07:32lo sviluppo tecnologico di questi ultimi decenni sono nati in Europa. È chiaro che negli Stati
07:39Uniti trovano un contesto molto più vivace, molto più efficiente, un mercato finanziario
07:46che è propenso a prendere dei rischi, cosa che in Europa tra l'altro con una popolazione
07:52che invecchia è molto più difficile vedere, un mercato finanziario che non è così profondo
08:00e così strutturato come quello americano. Però io devo dire che da questo punto di vista
08:04forse la crisi che stiamo vivendo è una grande opportunità per l'Europa perché il
08:10riconoscimento dei problemi che deriva dai rapporti Letta e Draghi e che sono stati in
08:17parte interiorizzati nel programma della seconda commissione von der Leyen danno una spinta al
08:24cambiamento e forse questa crisi è una spinta ancora più forte perché senza un mutamento
08:30di passo molto forte l'Europa rischia di soccombere di fronte agli Stati Uniti ma anche
08:36di fronte alla Cina.
08:37E si sta lavorando proprio in questi giorni, in queste ore al ventottesimo Stato proposto
08:42da Letta che dovrà in qualche modo garantire velocizzazione delle procedure burocratiche
08:47e diciamo così armonizzazione fiscale. Questo però io le voglio chiedere, questa è una crisi
08:54che nasce già un po' diversa, lei lo ha notato scrivendo è una crisi di volumi e non
08:59di prezzi ed è molto vero nel senso che in qualche modo, scusi il contrario, è una crisi
09:06di prezzi e non di volumi, non c'è una carenza fisica in questo momento che porta a diciamo
09:12così, avere timori su uno short tax energetico o di altre materie ma c'è un rischio che tutto
09:21questo si traduca in una, diciamo così, a un aumento dei prezzi dovuti ai timori, alla
09:27speculazione, come si affronta una crisi del genere?
09:31Ma non c'è dubbio che i termini della crisi sono diversi da prima soprattutto per quanto riguarda
09:37il petrolio, il contenuto di energia nel PIL oggi è molto più basso del contenuto di
09:45energia nel PIL che c'era negli anni 70, nel 73 o nel 79 quando ci sono state le prime
09:51due grandi crisi petrolifere. Oggi la diversificazione energetica è stata importante e da questo
09:57punto di vista devo dire che gli Stati Uniti sottovalutano l'impatto rispetto a quello che
10:03è l'impatto che avrà sulla Cina. Io credo che l'impatto di questo aumento dei prezzi
10:08sarà meno forte sulla Cina di quanto non lo sia sugli Stati Uniti, perché sugli Stati
10:13Uniti la sensibilità per l'aumento dei prezzi della benzina e l'aumento dei prezzi del gasolio
10:19è fortissima. La Cina in questi ultimi vent'anni ha fortemente diversificato la sua struttura
10:25energetica diventando leader nelle rinnovabili e quindi avendo un'autonomia energetica che prima
10:32non aveva. È chiaro che noi siamo particolarmente colpiti, l'Europa è particolarmente colpita,
10:38perché chi ha subito più problemi da questa crisi energetica è il mercato del gas, che
10:46dipende per il 25% dalle esportazioni che avvengono a partire dai grandi impianti del Qatar
10:55e del Golfo Persico. Quindi l'ossetto di Ormuz, il blocco dell'ossetto di Ormuz che gli iraniani
11:05hanno voluto per la prima volta, perché nel 79, quando ci fu la seconda crisi petrolifera,
11:11gli irani minacciarono, ma non bloccarono l'ossetto di Ormuz. Questa volta l'hanno bloccato e probabilmente
11:18l'hanno anche minato. Quindi è un blocco che può essere effettivamente reso molto, molto serio.
11:29E questo aumento del prezzo del gas, che oramai è praticamente raddoppiato quasi rispetto ai prezzi
11:37che si sono visti prima della crisi, è un problema che danneggia fortemente l'Europa.
11:44Non se ne sono viste ancora le conseguenze, perché siamo all'inizio della stagione di ricostituzione
11:51delle scorte, però l'Europa è arrivata con scorte molto basse alla fine della stagione.
11:56Quindi, tra l'altro, devo dire che chi ha sofferto di più nella crisi precedente, quella russa,
12:03dove i prezzi del gas erano arrivati addirittura a 350 euro a megawattora.
12:08Adesso sono intorno ai 50 euro a megawattora. Quindi, diciamo, non ha avuto l'impatto che ha avuto
12:14nella crisi russa, anche perché certamente non è questa la dimensione. La crisi russa è stata molto,
12:20molto più importante. Però, ugualmente, a 50 euro a megawattora ci sono tutta una serie di industrie
12:27che non reggono più in termini competitivi. E quindi è un problema molto serio.
12:33per l'Europa, mentre invece per la Cina e per gli Stati Uniti, dove tra l'altro il prezzo
12:40del gas non è cambiato in queste ultime settimane.
12:45Arriviamo sull'industria, perché il costo energetico è certamente un problema. In Italia
12:48è un problema che si aggiunge a un problema, perché il costo energetico era già particolarmente
12:52alto. Però è vero anche, hanno scritto in molti, che questa crisi in qualche modo accelera
12:58un processo che era forse già in corso di frammentazione, in qualche modo di regionalizzazione
13:04anche dei commerci, degli scambi, delle aree di riferimento. La stessa Cina in qualche modo
13:09insiste su un'area molto importante che riesce a creare come area di influenza geopolitica.
13:15Che significa per l'industria e soprattutto per l'industria europea tutto questo? Cosa deve
13:19rivedere, riassertare, riorganizzare per affrontare un mondo che non è più così
13:24globalizzato?
13:25Ma la Cina pone due problemi molto grossi. Il primo è ovviamente il peso assoluto dell'industria
13:35che la Cina ha, ma il secondo è che il blocco delle esportazioni in alcuni paesi, tipo gli
13:40Stati Uniti, con i dazi imposti da Trump, ha creato un ulteriore eccesso di capacità.
13:47I cinesi hanno cercato di assorbire con la politica della doppia via e quindi della
13:54crescita generata dalla domanda interna, ma la domanda interna in Cina non sta crescendo
14:00e il tasso di crescita dell'economia cinese è più basso di quello storico. Quindi si
14:05riversa sui mercati, soprattutto quelli europei e nel resto del mondo, una quantità di prodotti
14:12cinesi molto più elevata di quella di prima. E quindi il problema che la Cina pone soprattutto
14:18e di nuovo soprattutto all'Europa è un problema molto molto serio. In prospettiva io direi
14:26che la Cina può uscire addirittura rafforzata da questa crisi, perché la capacità di reazione
14:36della Cina di fronte ai problemi, quindi di un'economia unitaria e di comando e di centralizzazione
14:45delle decisioni, è una capacità di reazione di fronte alle crisi che rende la Cina molto
14:53più resiliente, anche se con tempi di reazione probabilmente un po' più lunghi. Quindi io
14:58non vorrei che alla fine di tutto questo gli Stati Uniti soffrano in termini di maggiore
15:05inflazione. L'Europa possa soffrire anch'essa in termini di maggiore inflazione e di crisi
15:13di alcuni settori industriali particolarmente penalizzati dal gas. E la Cina invece trovi
15:19lo spunto per reagire e per chiudere quei gap, soprattutto sulla domanda interna, che
15:27ancora affliggono l'economia cinese.
15:30Vabbè, in molti però, e per concludere, vogliono vedere o sostengono che all'interno
15:36di ogni crisi c'è un'opportunità, o solo un'opportunità di crescita o comunque di
15:41cambio di direzione. La vede anche lei una possibile opportunità, pure in un panorama
15:45di crisi. Ma io vedo soprattutto un'opportunità per l'Europa. Io credo che l'Europa stia finalmente
15:52prendendo coscienza che il problema non è quello di creare un paradiso per i consumatori
15:58in termini di prezzi bassi e per le persone che vivono bene, hanno una grande sanità,
16:05un grande welfare e quindi possono condurre una vita tranquilla. Credo che l'Europa si stia
16:11rendendo conto che il problema della capacità competitiva dell'industria, il problema della
16:16difesa, sono problemi che sono urgentissimi e quindi vanno affrontati. Quindi io credo
16:22che l'opportunità intanto è quella di una restituita coesione tra i membri dell'Unione
16:30Europea, fatto salvo i problemi che vediamo di Ungheria e Slovacchia. Però io credo che ci
16:37sono dei meccanismi interni all'Europa che consentono di superare anche il vincolo dell'unanimità
16:44come peraltro superando il vincolo dell'unanimità è stato fatto il più grande passo in avanti
16:49in integrazione che è stato quello dell'Euro, la creazione dell'Euro. Quindi l'Europa io credo
16:55che troverà proprio grazie alla crisi la forza per reagire e per ricostituirsi come polo
17:02allenante dell'economia internazionale. E allora in bocca al lupo Europa, Franco Bernabè,
17:07presidente di TechVisor, grazie di essere stato con noi. Grazie a voi.
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