00:14Come ti chiami?
00:16Hugo.
00:19Hugo Cabret.
00:23Parigi 1931.
00:25La stazione è un crocevia di uomini e vite che si sforano distrattamente
00:28in una metropoli che ormai vive in un'esistenza scandita dagli onipresenti orologi
00:32che ne compartimentano ogni aspetto.
00:34Si può aggiustare?
00:35Certo che lo aggiustiamo.
00:36Nella stazione parigina però c'è anche chi ci vive stabilmente,
00:39come Hugo Cabret, orfano e ladro per necessità , silenzioso guardiano e manutentore degli orologi,
00:45custode di un segreto lasciatogli da suo padre, di cui ancora non comprende appieno la portata.
00:49Perché la mia chiave dovrebbe entrare nella macchina di tuo padre?
00:52Per rito.
00:52Quando il ragazzino viene scoperto a rubare da Georges,
00:55l'anziano giocattolaio che ha il suo negozio all'interno della stazione,
00:58si rende presto conto di essere misteriosamente legato a quell'uomo burbero
01:01e che il legame sta proprio nel lavoro lasciato incompiuto dal genitore,
01:05uno strano automa che lui e Hugo stavano riparando.
01:10Forse è ora che cerchi di ricordare.
01:12Con Hugo Cabret, a quasi 70 anni, Martin Scorsese si cimenta per la prima volta in più di una sfida.
01:18Si tratta innanzitutto dell'esordio del regista italo-americano nel campo del cinema per ragazzi,
01:23si tratta secondariamente della prima volta in cui Scorsese si cimenta col 3D,
01:27ma si tratta anche in fondo della prima volta in cui Scorsese parla direttamente,
01:31in modo esplicito, del cinema e della sua storia.
01:35Il regista si mette senza pudore ad altezza di bambino
01:38e narra della meraviglia unica e irripetibile provata da un ragazzino
01:41di fronte a quel fascio di luce proiettato su uno schermo gigante.
01:45È commosso e sincero all'omaggio del regista all'arte di Méliès,
01:48non a caso illusionista prima che cineasta.
01:50È la magia la chiave, non solo simbolica, di accesso alla storia.
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