00:12A qualcuno spaventa il multiculturalismo, i figli delle guerre e Sorry Baby di Eva Victor.
00:19Buongiorno a tutti, io sono Anna Di Rocco, oggi è mercoledì 11 marzo e queste sono
00:23Notizie a colazione, il podcast di classe editori che riporta notizie, fatti e analisi
00:28dal mondo per iniziare al meglio la vostra giornata.
00:31I muri di Corvetto parlano, sulle facciate arancioni di questa periferia milanese i graffiti
00:37parlano di antifascismo a lettere maiuscole, di Palestina e giustizia, ma soprattutto urlano
00:43il nome di un morto, Rami, spesso accompagnato da cuori disegnati con il movimento irregolare
00:49delle bombolette spray rossa e rosa.
00:52Allo stesso tempo i giochi olimpici evocano una realtà parallela, i dibattiti sulla sicurezza
00:57legati all'evento hanno fornito l'occasione per una nuova ondata di stigmatizzazione dei
01:02quartieri periferici.
01:04A raccontare questa storia è Alain Cavall, sul quotidiano francese Le Monde.
01:09Il titolo dell'articolo, selezionato nella rubrica Visti dagli altri di Internazionale,
01:14è questo, l'uso razzista della parola amaranza.
01:17Un termine che, apro virgolette, in Italia è spesso scelto da politici e mezzi di informazione
01:23per discriminare e portare avanti le idee del governo in tema di sicurezza.
01:28Il giornalista parla di Rami, della sua famiglia, della sua fidanzata Nada Samin, che ora percorre
01:34quelle stesse strade della sua vita di prima, e di un quartiere dove la comunità marocchina
01:39ed egiziana sono molto presenti.
01:41Nada, scrive Alain Kayal, parla di Rami sempre al presente.
01:46Quel Rami, che è musulmano, arabo, con precedenti penali e residenti in una periferia povera,
01:52incarnava l'archetipo di un nuovo demone, creato dalla classe politica e dai mezzi di informazione,
01:57sempre pronto ad aggredire, piombando dalle periferie ai centri urbani.
02:02Lo chiamano, scrive Le Monde, Maranza.
Commenti