Abbiamo provato in anteprima la nuova serie di smartphone Galaxy S26. Due anni dopo i Galaxy S24, i primi telefoni a offrire un'integrazione nativa e profonda dell'intelligenza artificiale e il focus dell'azienda coreana prosegue su questa linea, puntando a rendere più profonda e coerente la presenza dell'AI nell'uso quotidiano. Samsung punta a raddoppiare entro il 2026 il numero di dispositivi che supportano Galaxy AI, raggiungendo 800 milioni di unità, ampliando l’ecosistema oltre gli smartphone per includere tablet, PC e dispositivi indossabili. I nuovi modelli ora permettono all'utente di scegliere se utilizzare Gemini o Perplexity (con cui è stato stretto un accordo) come proprio assistente. Arrivano anche alcune chicche inedite, come il Privacy Display: una novità che va a sostituire le "pellicole privacy", molto richieste dal pubblico. Parliamo di quelle soluzioni che impediscono di vedere il contenuto dello schermo quando ci si trova di lato rispetto al display. Qui non c'è nessuna pellicola ma una funzione che sfrutta un peculiare orientamento dei pixel dello schermo (vengono spenti quelli che emettono luce laterale, restringendo così il campo visivo) e che funziona alla perfezione come strumento anti-spioni in situazioni quali metropolitana, treno, aereo ma anche ufficio o locali pubblici. A differenza delle pellicole, in più, si può impostare la funzione sulle singole app: ad esempio limitandola alle sole app bancarie, a WhatsApp, alla galleria fotografica e così via. Ma può essere "oscurato" agli impiccioni anche il codice che sblocca il telefono, evitando potenziali guai in caso di furto del dispositivo. Il tutto si fa comodamente attraverso il pannello rapido.
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