Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 53 minuti fa
https://www.pupia.tv - Piacenza – Un flusso silenzioso di moneta virtuale, scambiato tra wallet e piattaforme digitali, ha nascosto per anni un’evasione fiscale da circa mezzo milione di euro. A scoprirla sono state le Fiamme gialle del comando provinciale di Piacenza, al termine di una complessa attività ispettiva estesa su tutto il territorio nazionale e incentrata sull’utilizzo di criptovalute e strumenti di finanza decentralizzata.

L’indagine tecnologica - L’operazione prende le mosse da un’analisi condotta dal nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche di Roma, reparto altamente specializzato nell’impiego di software di blockchain analysis in grado di tracciare e ricostruire le transazioni effettuate sui registri digitali. L’attenzione si è concentrata su un operatore economico piacentino, risultato inottemperante agli obblighi dichiarativi relativi ai redditi derivanti dall’attività di mining di criptovalute.

Il mining rig nel deposito - Gli accertamenti svolti dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria di Piacenza hanno portato al rinvenimento, all’interno di un deposito aziendale, di un impianto “mining rig”, computer altamente specializzato progettato esclusivamente per generare in modo continuativo codici hash necessari alla creazione e validazione dei blocchi di moneta virtuale. Nello stesso locale sono state trovate numerose schede grafiche Gpu, anch’esse destinate all’estrazione di criptovalute. Le verifiche hanno inoltre consentito di individuare diversi wallet contenenti asset digitali di rilevante valore economico, collegati a operazioni di investimento e scambio.

Sei soggetti coinvolti - I successivi approfondimenti, fondati su un’analisi finanziaria e tecnologica puntuale, hanno permesso di attribuire con certezza la titolarità dei portafogli virtuali a sei persone fisiche residenti in Emilia Romagna, Lazio, Marche e Sicilia, attive nel mercato delle criptovalute. Le movimentazioni riscontrate, frequenti sia in entrata sia in uscita su una piattaforma di exchange compliant, sono risultate compatibili con attività di trading, detenzione e conversione di valute virtuali, prevalentemente Bitcoin, Ethereum e altri token digitali.

Plusvalenze non dichiarate - Il lavoro svolto in sinergia tra il reparto specialistico del Corpo e i finanzieri piacentini ha consentito di ricostruire la consistenza patrimoniale detenuta in criptovalute dai sei soggetti e di quantificare le plusvalenze non dichiarate. È emerso che gli interessati omettevano sistematicamente gli obblighi di monitoraggio fiscale, in particolare l’indicazione nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, e non dichiaravano le plusvalenze realizzate attraverso le operazioni di trading, evitando così il corretto versamento dell’imposta sostitutiva dovuta.

L’evasione accertata ammonta complessivamente a circa mezzo milione di euro, cui si aggiungono le sanzioni amministrative previste dalla normativa. (19.02.26)

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Grazie a tutti.
00:42Grazie a tutti.
01:00Grazie a tutti.
Commenti

Consigliato