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  • 9 minuti fa
Berlino, 12 feb. (askanews) - La commedia romantico-politica afghana "No Good Men" ha aperto la 76esima Berlinale, presentato fuori concorso al Gala Special del festival a Berlino. Ambientata sullo sfondo della presa di potere del Paese da parte dei talebani, la storia racconta di Naru, l'unica cameraman donna in una tv di Kabul, interpretata dalla stessa regista afgana Shahrbanoo Sadat (oggi vive ad Amburgo), che rivaluta le sue opinioni sull'altro sesso quando incontra un collega. Essere alla Berlinale oggi per la giovane regista afgana significa:"Per me, è stato come, 'cosa?' Quindi ci è voluto del tempo prima di riuscire a riprendermi e realizzare quanto sia un grande onore per me, non solo per me, ma anche per il cinema afgano, per il giovane cinema afgano, che noi, i registi afgani, stiamo cercando di capire cosa significa raccontare una storia afghana", ha commentato la regista afgana nata a Teheran 36 anni fa, in un'intervista ad Afp."Per molto tempo - ha proseguito - le storie dell'Afghanistan sono state raccontate da registi internazionali e quindi in un certo senso travisate. Quindi questa è davvero una grande opportunità"."Naturalmente, non nego che i talebani siano il problema più grande dell'Afghanistan odierno. Ma d'altro canto, nell'era della democrazia non c'erano rose e fiori, c'era molta corruzione", ha denunciato.Questo è il suo quarto lungometraggio:"La gente in Afghanistan guarda il film prima che esca al cinema, perché succede spesso che 'rubino' il film, non so, non chiedetemi come, ma è sempre successo con i miei film precedenti, che il film finisca su YouTube o venga tagliato e messo su TikTok".Dall'arrivo dei talebani nel 2021 è vietato girare un film, è illegale, ma grazie alla tecnologia "tutti hanno un telefono e tutti sono connessi a Internet. Quindi penso che anche se non vedranno il film al cinema, su un grande schermo, lo guarderanno comunque", ha concluso.

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00:00La commedia romantico-politica afghana No Good Man ha aperto la 76esima berlinale, presentato fuori concorso al gala special del
00:13Festival a Berlino.
00:15Ambientata sullo sfondo della presa di potere del paese da parte dei talebani, la storia racconta di Naru, l'unica
00:21cameraman donna in una tv di Kabul,
00:23interpretata dalla stessa regista afghana, Shabarnou Sadat, che rivaluta le sue opinioni sull'altro sesso quando incontra un collega.
00:31Essere alla berlinale oggi per la giovane regista afghana significa?
00:39Per me è stato come cosa? Quindi ci è voluto del tempo prima di riuscire a riprendermi e realizzare quanto
00:45sia un grande onore per me,
00:47non solo per me ma anche per il cinema afgano, per il giovane cinema afgano.
00:51E noi, i registi afghani, stiamo cercando di capire cosa significa raccontare una storia afghana,
00:56ha commentato la regista afghana nata a Teheran 36 anni fa.
01:00Per molto tempo ha proseguito, le storie dell'Afghanistan sono state raccontate da registi internazionali
01:06e quindi in un certo senso travisate, quindi questa è davvero una grande opportunità.
01:15Naturalmente non nego che i talebani siano il problema più grande dell'Afghanistan odierno,
01:19ma d'altro canto, nell'era della democrazia, non c'erano rose e fiori, c'era molta corruzione.
01:25Questo è il suo quarto lungometraggio.
01:35La gente in Afghanistan guarda il film prima che esca al cinema, perché succede spesso che rubino il film,
01:42non so, non chiedetemi come, ma è sempre successo con i miei film precedenti,
01:46che il film finisca su YouTube o venga tagliato e messo su TikTok.
01:50Dall'arrivo dei talebani nel 2021 è vietato girare un film, è illegale, ma grazie alla tecnologia
01:56tutti hanno un telefono e tutti sono connessi a internet,
02:00quindi penso che anche se non vedranno il film al cinema, su un grande schermo lo guarderanno comunque.
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