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L'Avana, 28 gen. (askanews) - Migliaia di cubani, per lo più giovani, hanno marciato all'Avana martedì sera per protestare contro le minacce statunitensi contro l'isola caraibica durante la tradizionale "fiaccolata".Quest'anno, la marcia, dal forte significato storico, è stata anche dichiarata "antimperialista", nel contesto delle crescenti tensioni tra Washington e L'Avana a seguito dell'operazione militare statunitense culminata con la cattura, all'inizio di gennaio, dell'allora presidente venezuelano Nicolàs Maduro, principale alleato politico di Cuba nella regione.Da allora, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha inasprito le sue critiche pubbliche a Cuba al punto da esortare l'isola a "raggiungere un accordo", la cui natura non ha specificato, "prima che sia troppo tardi".A guidare la marcia è stato il presidente cubano Miguel Dìaz-Canel, lungo un percorso di circa un chilometro che si snodava attraverso diverse strade dell'Avana.Questa mobilitazione si tiene tradizionalmente il 27 gennaio, vigilia della nascita dell'eroe nazionale cubano, José Martì (1853-1895), e rievoca una parata organizzata la notte del 27 gennaio 1953 dall'allora studente e poi leader cubano Fidel Castro (1926-2016) e da altri giovani, in sfida al governo di Fulgencio Batista. "Potremmo avere migliaia di problemi", ha commentato Migdelio Rosabal, un operaio di 58 anni, riferendosi alla grave crisi strutturale che sta attraversando l'isola, ma i cubani "non hanno paura", anche se "vogliamo la pace".

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