00:00Il romanzo Grazia nasce da un incontro che abbiamo avuto io e Marco nel 2019 con Grazia Barcellona.
00:06Grazia Barcellona era l'ultima testimone oculare della squadra di calcio fondata da sua mamma Giovanna Boccalini
00:13e dalle sue zie Rosetta, Marta e Gina.
00:17È una storia molto rodigiana ed è molto emozionante averla presentata qui al Museo Eterarchinti,
00:26la città dove nacquero le sue zie, dove nacque sua madre, dove lavorò per tutta la vita Eterarchinti.
00:34Eterarchinti che è un coprotagonista di questa storia, questa non è solo una storia di sport ovviamente,
00:39Grazia fu la prima patinatrice olimpica di figura a partecipare a St. Moritz nel 1948
00:45ed ebbe in Eterarchinti un po' la sua guida diciamo spirituale, il suo mentale fu sicuramente lui
00:51ad averla portata sul ghiaccio la prima volta, Grazia patinò per tutta la vita al Piranesi,
00:58andò a patinare per la prima volta accompagnata da Eterarchinti nel 1938 quando aveva nove anni.
01:06La figura di Eterarchinti ovviamente la accompagnò per tutta la vita fino al momento in cui Eterarchinti fu deportato
01:13e morì nel campo di concentramento di Flossenburg nel 1944. Grazie, non lo dimenticherò mai,
01:19non lo dimentico mai, e io ho provato nel romanzo a ricostruire un po' questo legame
01:24basandomi anche sui documenti e sui reperti che sono costruiti nel Museo Archinti
01:31a cominciare dalle statue, dalle opere d'arte ma anche sulle lettere lasciate da Eterarchinti
01:37e ritrovate e riportate fedelmente nel romanzo.
01:40Le vicende raccontate in Grazia, che poi vengono approfondite in un saggio storico,
01:45sono le vicende sociali, politiche e ma assolutamente sportive di un'Italia che si trova a metà,
01:51fa due epoche, fra gli anni finali del regime fascista, poi ovviamente l'intermezzo della guerra,
01:57della guerra di liberazione e poi ovviamente l'Italia dell'area pubblica, l'Italia dell'area di costruzione,
02:01visto che il romanzo si conclude nel 1948.
02:06Da una parte quindi abbiamo un regime che sfrutta lo sport, anche lo sport femminile,
02:10in questo caso senza nessun contrasto, a differenza di quanto era avuto con il calcio.
02:15Il patinaggio era considerato uno sport assolutamente femminile che non dava fastidio a nessuno.
02:21E a Milano appunto abbiamo, diciamo, nel Palazzo del Ghiaccio dei Piranesi,
02:26il circolo patinatore locale supportava e così dava i propri maestri alle associazioni del regime
02:36e così facendo in questo scambio tanti bambini e bambine ebbero accesso a questo sport.
02:44Fra questo appunto Carlo Farsi grazie a Barcellona che veniva da famiglie non così benestanti
02:50come quelle delle loro compagnie di sport.
02:55Dopo appunto la guerra incise molto sullo sport perché i Piranesi venne bombardati,
03:03quindi per due anni i pattinatori e i pattinatrici non potevano pattinare,
03:06ma dopo la fine della guerra ci fu una nuova e un'attesa sfida,
03:10cioè l'Italia insieme alla Germania e al Giappone era stata, diciamo, cacciata dal lagone internazionale,
03:17non poteva più fare competizioni internazionali, fra cui gli olimpiadi che si stavano avvicinando
03:23invernali ed estive del 1948 e è raccontato molto bene sia nel romanzo e poi nel saggio
03:30attraverso un altro lavoro diplomatico l'Italia, a differenza di Germania e Giappone,
03:34riuscì in tempo a farsi riammettere a entrambi le olimpiadi di quell'anno,
03:40se Moritz le invernali, loro le estive e così appunto, grazie a Barcellona e Carlo Farsi,
03:45potevano andare a rappresentare un'Italia che non era quella in cui era cresciuta da bambini,
03:50in Italia fascista, ma era finalmente l'Italia repubblicana.
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