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  • 8 mesi fa
Trascrizione
00:00Era il 1946, il Natale era passato da un giorno, la guerra era finita da poco più di un anno
00:07e un gruppo di uomini che erano sconfitti, sconfitti dalla storia, sconfitti dalla guerra,
00:14sconfitti nella loro militanza che era stata per l'Italia in guerra, l'Italia fascista
00:21e questi uomini non si arresero ma non chiesero neanche per un attimo di tornare indietro
00:30e pensarono al futuro, non tentarono di sovvertire con la forza ciò che peraltro sarebbe stato impossibile sovvertire,
00:40accettarono il sistema democratico e fondarono un partito, il Movimento Sociale Italiano,
00:46che guardava al futuro ed ebbero come parola d'ordine un motto che posso riassumere brevemente,
00:57dissero non rinnegare, cioè non rinnegavano il loro passato, ma non rinnegare ma anche non restaurare,
01:05cioè non tornare indietro, non volevano ripetere quello che era stato, volevano un'Italia che marciasse
01:12verso il futuro, bene, male, con le loro idee, con il loro retaggio di sconfitti, con la loro speranza di futuro.
01:22Beh, misero nel nome del loro partito non la parola partito ma movimento e questo per loro era importante,
01:32era essenziale. Misero subito dopo la parola movimento la parola sociale,
01:37perché volevano che la loro azione fosse a favore della gente, della gente comune,
01:44e misero alla fine la terza parola che era italiano, perché già allora era l'identità nazionale il loro punto forte.
01:54Beh, quello che è importante è ricordare oggi che allora, 26 dicembre 1946,
02:01scelsero come simbolo la fiamma, la fiamma tricolore, la fiamma con il verde, il bianco e il rosso.
02:09Sono passati molti anni, sono mutate moltissime cose, è maturata, migliorata, cambiata la visione degli uomini
02:19che si sono succeduti, che hanno raccolto il loro testimone, anche con fratture importanti nel modo di pensare,
02:27ma quel simbolo è rimasto, un simbolo di continuità e anche un simbolo di amore, di resilienza si direbbe oggi,
02:36un simbolo che guarda all'Italia del domani e non a quella degli ieri, senza dimenticare la nostra storia.
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