00:01E noi parliamo di velocità e c'è un manifesto futurista che parla solo di velocità di movimento.
00:09Marinetti diceva l'automobile è la bellezza della velocità.
00:13Chissà se la seconda eccellenza della serata è veloce anche da ferma.
00:20Lo scopriamo immediatamente chiamando la campionessa di salto in lungo Larissa Iapichino.
00:30Una star, è una star, non è una saltatrice.
00:39Buonasera, Larissa si accomodi, bellissima.
00:46Pensavo che lei da l'acqua, prendendo la rincorsa, arrivasse con un salto, con un balzo.
00:54Avrei potuto pensarci.
00:55Poteva tentare il suo record mondiale under 20.
01:01Quanti metri erano? Esattamente 6?
01:036,91.
01:04Abbiamo la registrazione, la vediamo. Prego dalla regia.
01:076,82 c'è la wall leading e anche il minimo per Tokyo, se volete essere pignoli.
01:12E mamma mia!
01:13E stavolta c'è! Stavolta c'è, signore e signori!
01:17Larissa Iapichino. Stavolta non è 6,75.
01:19Stavolta è molto di più. Trema un record storico.
01:26Record mondiale.
01:28Unione, 6,91. Minimo per le Olimpiadi.
01:32E quante altre cose è!
01:35Lei è a 23 anni, vero?
01:40È nata il 18 di luglio, che è lo stesso giorno nel quale sono nati due personaggi importanti.
01:45Intanto uno sportivo Bartali e poi Mandela, che è stato un premio Nobel.
01:50Ecco, forse lei avrebbe preferito nascere nel giorno del suo mito sportivo, Bolt.
01:55Eh sì.
01:57Le piace Bolt?
01:58L'attizza, l'attizza?
02:00No.
02:01Non l'attizza.
02:02Però da, diciamo, le mie radici giamaicane richiamano.
02:07La richiamano.
02:08Lei è andato a vederlo alle Olimpiadi di Londra.
02:11L'ha avvicinato ma non ha avuto il coraggio di fare la foto.
02:15No.
02:15Perché?
02:16Perché io sono una persona estremamente timida.
02:19Sì.
02:19E quando ero anche un po' più bambina lo ero ancora di più.
02:23E avevo paura di disturbarlo.
02:25Disturbarlo?
02:26Sì.
02:27Per una foto?
02:27Per una foto, sì.
02:28E a lei chiedono le foto?
02:30Sì, qualche volta.
02:30E la disturbano?
02:31No.
02:31No, no.
02:32E allora, scusi, eh.
02:34Era molto semplice.
02:36E il gioco era chiuso.
02:37A me non disturbano, quindi non disturbo.
02:39Lei comunque lo sa che è un'eccellenza italiana, ed è qui questa sera in un programma per noi molto importante,
02:46come la reginetta della serata.
02:48Lo sa questo?
02:49Questo non lo sapevo.
02:50Perché è un'eccellenza?
02:51Vuole che glielo dica io?
02:52A me non piace parlare di me stessa.
02:55Allora vada pure, signora.
02:56Sei qui qui per essere intervistata.
02:58Mi scusi.
02:59No.
02:59Io invece le dico, io le dico perché lei è un'eccellenza.
03:02Perché andiamo a leggere il suo palmarès.
03:05Prego dalla regia.
03:05Allora, lei ha vinto cinque medaglie d'oro, due medaglie d'argento, una medaglia di bronzo, due Diamond League Trophy,
03:14che mi sembra abbastanza.
03:15Io farei un ulteriore applauso perché non è... perché se uno non è un calciatore non si deve battere le mani, eh.
03:21Lei rappresenta il nostro paese qui e all'estero.
03:25Fatto bene a dirlo?
03:26Fatto bene.
03:27Sì, benissimo.
03:28Ecco, l'unica cosa che manca alla ciliegina è quella benedetta finale a Tokyo, che noi aspettavamo e invece c'è stato un handicap.
03:37Ecco, si impara più dalle vittorie o dalle sconfitte?
03:41Assolutamente dalle sconfitte.
03:43Io... il mio percorso è segnato da tante sconfitte, da tanti fallimenti, anche se non mi piace chiamarli così.
03:50E dopo la ripartenza sono sempre riuscita...
03:54Forte.
03:55Sì, ad avere qualcosa in più.
03:57Ma lei al Corriere della Sera dice ogni tanto quando c'è un appuntamento importante mi ho autosaboto, saboto, autosaboto.
04:07Qual è l'accento dove si mette?
04:08Bella domanda.
04:10Al di là dell'accento, mi dica che cosa significa autosabotarsi.
04:13Significa entrare in una sorta di loop mentale dove ci si paralizza.
04:22È come se ci si mettesse un peso sulle spalle da soli che poi arriva a schiacciarti e rimani inerme.
04:30Lei tra l'altro è timida, però anche molto privata, specialmente quando perde.
04:37Non ama mostrare la sua rabbia in pubblico, lo fa quando è da sola.
04:43Magari lì strilla, piange.
04:45Non so, per esempio a Tokyo, quando è tornata in albergo, ha dato fuoco all'albergo.
04:49Cosa ha fatto?
04:50Cioè come ha scatenato la scarica emotiva di una mancata finale così importante?
04:58Allora, ricordo benissimo quella sera, sono tornata in albergo senza quasi dire una parola.
05:06Ho tenuto tutto dentro.
05:07E poi non potevo urlare perché avevo tanti colleghi che avevano la gara il giorno dopo, non volevo disturbare.
05:14Silenzio.
05:15Quindi mi sono messa a scrivere.
05:17A scrivere.
05:18E ho scritto pagine, pagine, pagine di pensieri sul mio diario.
05:24Tengo un piccolo taccuino dove scrivo i miei pensieri e sembravo un monaco amanuense in quel momento lì.
05:30Quanto ci vuole per digerire uno shock di quel tipo?
05:35Ci vuole tanto tempo.
05:38Io mi prendo sempre un giorno per buttarmi giù completamente, quindi andare in down totale.
05:46E poi inizio pian piano a ricostruire la confidenza che avevo magari prima di quel momento lì.
05:55Però ci vuole del tempo per arrivare al 100% e magari anche aggiungere qualcosina in più.
06:00Quindi ognuno ha il suo tempo.
06:02Non c'è un tempo prestabilito ma quello che mi do sempre è quel giorno per riflettere, per piangere, per strillare, per arrabbiarmi.
06:09E poi il giorno dopo ci si sveglia la mattina e si riparte.
06:14Ma la sconfitta condiziona poi le sicurezze, l'autostima per un periodo oppure bisogna subito ripartire come spesso si fa nella vita?
06:24Si cade e si riparte.
06:26Un po' sì, siamo umani.
06:28Devi entrare nell'ordine dell'idea che è un attimo quello che è appena successo.
06:31Una sconfitta è un attimo.
06:33Dietro ci sono ore di allenamento, c'è tanto lavoro.
06:37E quello, diciamo, la potenzialità che tu potevi esprimere in quel momento è dentro di te.
06:47E quindi non è quell'attimo che ti definisce ma assolutamente ti può insegnare, ti può dare qualcosa.
06:53Lei ha la fortuna di avere un coach, un allenatore, che possiamo dire che la conosce da quando è nata perché è suo padre, che si chiama Gianni.
07:09Eccolo qua, lo vediamo, è un ex nazionale di salto con l'asta ed è l'allenatore.
07:15Paghi uno, prendi due.
07:17Che problemi ci sono ad avere un padre e allo stesso tempo un allenatore?
07:21Beh, allora, siamo due caratteri molto forti, quindi è molto facile a volte scontrarsi, ma nel senso buono.
07:30Vi hanno visto, diciamo, discutere in maniera animata subito dopo la finale non riuscita di Tokyo.
07:37Era lì un rimprovero di un padre o di un allenatore?
07:40Ma io credo un po' di entrambi perché siamo molto bravi a scindere le due sfere, però è chiaro che c'è sempre una contaminazione.
07:51In quel momento era sia un padre che un allenatore.
07:54Urlava?
07:55No, urlava perché non si sentiva assolutamente niente.
07:57Ah, perché c'era rumore.
07:58Infatti si vede dalla mia faccia che io in realtà non ho capito assolutamente niente di quello che mi diceva.
08:03Ecco, possiamo dire che però oltre a un padre ha anche una madre che è una grande atleta, che è Fiona May.
08:09Eccola, Fiona May, direi che qua ci sta l'applauso, tre ori mondiali e due argenti alle Olimpiadi.
08:17È una donna pazzesca perché ancora dal 98 il suo record di salto non l'ha battuto nessuno.
08:23L'unica, questa è incredibile ma va detta, l'unica che ha la potenzialità di poter battere Fiona e la figlia, che è distante solo 5 centimetri quanti?
08:345, sì, esatto.
08:34Comandate quanto?
08:357,11 o 7,06.
08:37E noi abbiamo, come dire, quel 7,06, ce l'abbiamo?
08:447,06!
08:487,06!
08:53Ecco, ma quando mi scusi, lei è in volo, no? Perché ci sta un po'. Cosa pensa?
09:01A niente, ho un blackout totale.
09:04Ecco, senta, lei è una figlia d'arte, ha più pressioni, in casa o all'esterno? Perché il mondo dello sport è fatto di pressioni altissime.
09:12Lei ce l'ha anche in casa due grandi atleti. Lei sente queste pressioni o le trova tutte fuori?
09:17No, in casa nessuna pressione, anzi, i miei genitori cercano sempre di rendermi il tutto, il più leggero possibile.
09:25Senta, ma scusi, perché lei al liceo scientifico aveva 7 di educazione fisica? Lì le pressioni non c'erano, perché se ci fossero state avrebbe preso 8. Perché 7?
09:35Allora, ok essere sportivi, però a volte anche meno. Ero molto stanca. La prima ora del mercoledì, del giovedì, non mi ricordo, pare educazione fisica era veramente complicato dopo l'allenamento del giorno prima e una nottata passata a studiare, quindi preferivo riposarmi almeno quell'ora.
09:59Hai capito, è umana, è umana, questo va bene. Senta, come definisce il successo?
10:03È una domanda molto difficile, è una bellissima domanda. Credo sia realizzarsi, quindi realizzare un obiettivo personale, piccolo o grande che sia, quello è un successo.
10:18È un successo. Sua madre dice sempre, cioè le deve aver detto anche a lei, più vinci e più hai nemici. Per i truffei che lei ha vinto è un'eremita, non ha amici, non ha nessuno, non frequenta nessuno.
10:29Pochi ma buoni. Pochi ma buoni. Senta, quando lei è su un podio, con la medaglia al collo e rappresenta il nostro paese anche all'estero, lei che cosa prova?
10:38Beh, ho ancora nitida l'immagine di quest'anno agli europei indoor di Appeldorn in Olanda, dove vinsi il mio primo oro e mi ricordo che quando sono salita sul granino più alto del podio e ha iniziato a suonare l'inno di Mameli, ho proprio sentito un'emozione fortissima.
11:01Una sorta di magone ma positivo, non so come descriverlo. È stato un momento pazzesco, veramente. Spero di poterne vivere altri perché è veramente speciale.
11:13Lei, come tutti i bambini, da bambini cosa vuoi fare? Io voglio fare il pompiere, non so perché mi piaceva fare il pompiere.
11:21Invece lei voleva fare l'astronauta e eventualmente l'avvocato, cosa che mi sembra ha intenzione di fare perché è iscritta a giurisprudenza.
11:30Sì.
11:31Salta anche lì le lezioni oppure le fa?
11:33Allora, non frequento perché non riesco a conciliare tutto. Ho sempre avuto il desiderio di studiare giurisprudenza per poi eventualmente diventare avvocato. Chissà se ce la farò.
11:50E perché la vuol fare? Perché lei vuole occuparsi di diritti umani in continua evoluzione.
11:56Lei ha subito delle ingiustizie nel mondo dello sport o nella sua vita?
12:03Devo dire che da questo punto di vista sono stata molto fortunata. Sulla mia pelle no, non ho subito ingiustizie. Nel mio mondo nemmeno ingiustizie che riguardano il genere, però mi è capitato anche di assistere a delle ingiustizie.
12:23Infatti quello che volevo chiedere, la conclusione, se l'Italia è un paese razzista secondo lei?
12:28No. Allora, sicuramente ci sono delle problematiche da questo punto di vista qui, ma non è assolutamente razzista.
12:42Questo è l'applauso di tutti quelli che non lo sono, però invece penso che il paese sia razzista.
12:49Comunque detto questo, c'è una frase che si dice sempre nel mondo dello spettacolo, sempre, ma magari può arrivare anche nel mondo dello sport.
12:57La bellezza aiuta, aiuta nel lavoro e in tutte le forme. Lei è bella? Questo si può dire, non è sessismo spero.
13:03Ecco, quanto la bellezza aiuta a saltare? Niente.
13:07Zero.
13:07Niente, niente. Però perché lei prima di un salto si trucca allora?
13:12In realtà...
13:13Fermali, è il momento della pubblicità. Stay with us, ladies and gentlemen. Applauso.
13:23Bentornati all'ex officina 81. Allora, perché lei prima di un salto si trucca allora?
13:29In realtà è un mio modo di sfogare l'attenzione. È un po' una stupidaggine, però a me aiuta tanto.
13:36Ma lo faccio anch'io. Anch'io mi trucco continuamente prima di uno spettacolo, ore e ore di fard. Ecco, dovesse reincarnarsi per chiudere chi vorrebbe essere?
13:45Probabilmente un animale.
13:46Quale?
13:47Un cane, perché sono una persona molto leale e secondo me il cane è, diciamo, il simbolo per l'antonomasia della lealtà.
13:59Grazie a Larissa Iapichino!
14:01Grazie a Larissa Iapichino!