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  • 9 months ago
“Attraverso la partecipazione all’Expo di Osaka abbiamo dato seguito al filone di appoggio alla diplomazia culturale italiana. Quando è stata organizzata l’esposizione di Milano nel 2015, sono stata presidente e commissario del Padiglione Italia e, proprio come in quella occasione, anche il progetto di Osaka mi è piaciuto molto. L’ambasciatore Mario Vattani mi ricordava di quando il Padiglione Italia ad Osaka era ancora tutto da disegnare e da riempire di contenuti. Credo che, in tal senso, l’aiuto dato sia stato importante soprattutto perchè abbiamo portato delle opere d’arte originali”. Così Diana Bracco, presidente e Ceo del Gruppo Bracco, intervenendo a Milano all’incontro ‘Bracco a fianco del sistema Italia all’Expo 2025 Osaka: un ponte di innovazione tra scienza e cultura’, con cui il Gruppo celebra la partecipazione di successo all’esposizione universale appena conclusa in Giappone.

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00:00Abbiamo continuato nel filone di appoggio alla diplomazia culturale italiana attraverso l'Expo.
00:13Io ero stata presidente e commissario del Pellinione Italia all'Expo di Milano e mi è
00:21piaciuto molto questo progetto di Osaka. Bisogna disegnarle l'Expo, bisogna decidere di riempirle
00:29di contenuto. Io credo che gli abbiamo dato una mano e anche importante perché soprattutto
00:36gli abbiamo portato delle opere d'arte. Le cito Ito Mancio di cui parleranno altri perché è questo
00:43tintoretto giovane che fa il ritratto di questo giovane ambasciatore giapponese che è il primo
00:54che è venuto verso l'Italia, quindi particolare importanza. Poi abbiamo l'Atlante Farnese,
01:00abbiamo le opere di Leonardo che vede Milano, quindi delle cose bellissime.
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