00:00A Castel Sant'Angelo, sotto al tendone che fa un po', Serra e infatti fa molto caldo e un po', chiesa in costruzione, e infatti è domenica e a due passi da qui, ci è appena stato l'Angelus, è come se Giorgia Meloni si fosse piazzata in mezzo al campo e come si faceva da ragazzini, avesse tracciato con il tallone una riga, noi, lei e il centrodestra di qua, loro, Schlein e chi sta a sinistra, di là.
00:25Una riga di demarcazione chiara, che ha anche un altro valore. Segna, da ieri 14 dicembre, l'inizio vero e proprio della campagna elettorale. E non di quella referendaria, che tutti in questo momento fanno a gara a spoliticizzare, fregatevene della Meloni, dice la premier ai suoi militanti, ma quella per le politiche, nella lunga corsa che ci porterà alla primavera del 2027.
00:48E chi si aspettava una Meloni più istituzionale, magari più Dorotea, forse meno Combat, è stato servito.
00:57Atreju, mai come quest'anno, è stata una grande rappresentazione da Partito della Nazione. Zero simboli di partito in giro per gli stand, pochi tratti identitari.
01:06Stop a quella goliardia anni 2000 con gli scherzi in cui cadevano anche Fini e Veltroni. Ospiti dello Star System come Buffon, D'Amico, Venier, Bova, Carlo Conti.
01:17Soprattutto il confronto con quasi tutti i leader dell'opposizione. Ma poi, al momento di tirare le fila, dopo nove giorni intensi, alla fine arriva Giorgia, e torna a calcare sui registri comunicativi che più infiammano la sua platea.
01:30Gli affondi alla sinistra in alcuni momenti hanno del berlusconiano. Il vecchio leader parlava di una sinistra triste, che non si diverte. Meloni, dice che, porta sfiga, come quando a mercante in fiera hai la carta della pagoda, una di quelle che non vince quasi mai in der, che rosica sulla cucina italiana diventata patrimonio unesco.
01:48E poi è lì che scappa, il campo largo che ho riunito io e non lei, Ilaria Salis che occupa le case e Francesca Albanese con i suoi moniti ai giornalisti, dopo l'assalto alla sede della stampa.
01:58Soprattutto, Meloni gioca su un registro metapolitico. Nel suo storytelling parla ad una comunità che viene da lontano, che ha lottato, che ha cercato di non compromettersi con il potere.
02:10Una comunità per cui l'orgoglio, la possibilità di guardarsi allo specchio la mattina, il coraggio delle scelte difficili, la capacità di ricordarsi sempre da dove si è venuti, sono concetti che fanno presa.
02:22E lo fa, Meloni, alzano. E abbassando, passando dallo spread che scende alla cucina di mamme e nonne, dalla fiducia degli italiani certificata, dall'acquisto dei titoli di Stato alle citazioni di Antonello Venditti,
02:34a Trejoux. È il luogo dove Nietzsche e Marx si davano la mano. Da Blaise Pascal al Nanni Moretti, del «mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente».
02:44Ma soprattutto, Meloni può giocare su due registri. Uno è quello identitario nel quale, alla fine, riesce a far stare dentro tutto.
02:52L'europeismo di una vecchia destra che gridava «Europa nazione». L'Europa non è al tramonto, ha detto ieri la Premier, con il trampismo della nuova destra.
03:01La simpatia filopalestinese del passato con la Realpolitik del presente, l'attenzione per il rating con la destra sociale.
03:07L'altro registro è quello dei tre anni di governo, nei quali ci sono degli aspetti che Meloni può legittimamente rivendicare.
03:14Su tutti, la stabilità, anche nella squadra dell'esecutivo dove, al netto di fitto trasferitosi a Bruxelles, ci è stato un solo avvicendamento, quello di San Giuliano,
03:24che si traduce in postura internazionale, prestigio e miglioramento dei dati macroeconomici.
03:30Mentre Schlein, a di di là delle normali critiche al governo e l'ABC per un partito di opposizione, sembra ancora definirsi più per contrasto che per proposta.
03:40Cioè noi non siamo come Meloni. E fino a qui. Ma poi? L'alleanza di centro-sinistra pare tutta da costruire, un passo avanti e due indietro.
03:49L'ultima doccia gelata, proprio ad Atreju, è quella di Conte che dice, non essere alleato del PD.
03:56Frase che racconta di un nervo che è rimasto scoperto, il leader M5S ancora non ha accettato, e chissà se lo farà mai che sia Ellie a correre per Palazzo Chigi.
04:05A Schlein manca, ancora, un racconto davvero alternativo a Meloni, e rischia di subire da Mondi vicino alla sinistra più danni che benefici.
04:13Vedi la vicenda della piccola casa editrice contestata a più libri più liberi, la destra luogo delle libertà, specie di opinione.
04:20La sinistra quella delle censure.
04:23Soprattutto a parlare sempre di Meloni ci guadagna solo la premier.
04:27Come fu, in effetti, per Berlusconi.
04:29Grazie.
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