00:00Quanti dei concorrenti in gara a Sanremo 2026 sono davvero dei big?
00:05Sui social è partito il dibattito, subito dopo l'annuncio dei 30 artisti fatto da Carlo Conti al TG1.
00:13Sono passate poche ore e il direttore artistico del festival ha risposto alle critiche ricevute sul cast composto.
00:21Io non leggo e non guardo niente, commenta Conti, vivo distaccato da tutti, sono poco social, io.
00:26Il festival si svolgerà dal 24 al 28 febbraio, ma il direttore artistico era sicuro che le discussioni sarebbero iniziate subito.
00:35Ospite di Non Stop News su RTL 102.5 ha affermato, Sanremo viaggia sulle discussioni e le polemiche, sul, era meglio questo o quello.
00:45Alimenta il festival, e adesso è diventato questa gigantesca piazza virtuale, nel quale tutti dicono tutto in tempo reale.
00:52Polemiche e discussioni fanno benissimo.
00:54La priorità, per Conti, resta una sola.
00:58Le canzoni.
00:59È difficilissimo.
01:00Gli ultimi 15 giorni, lo racconto sempre, non ci dormo la sera, perché la notte magari mi sveglio con una canzone che ho accantonato, e invece, mi ritorna in mente, quindi ti viene il dubbio che sia un pezzo forte, no?
01:13Il lavoro è ancora quello del vecchio DJ.
01:15Da buon vecchio DJ vado anche molto a pensare.
01:18Abbiamo l'orecchio radiofonico, e quindi andiamo a cercare soprattutto delle canzoni che possono girare in radio, restare un po', nel tempo.
01:27L'immagine è quella di un mazzo di fiori.
01:30È un bouquet di fiori, quindi devi cercare di farlo il più variegato possibile e di accontentare tanti gusti, seguendo le tendenze del momento, i colori che funzionano nel momento, e avere la speranza ogni anno di aver scelto al meglio.
01:44Conti rivendica il risultato dello scorso anno.
01:46Come vi ricordate, praticamente su 30 brani, 20 hanno riempito le hit e le airplay radiofoniche, quindi sono stato fortunato.
01:55Spero anche quest'anno di aver avuto un buon naso, un buon fiuto.
01:58Il naso ce l'ho, si vede.
02:00Spero di aver selezionato dei brani che possano girare molto in radio.
02:04La parte più pesante, per lui, è già alle spalle.
02:08Come sempre, è un ruolo che è la cosa più difficile del Festival di Sanremo.
02:11Il resto, da questo momento in poi, per me è finito.
02:15Arriva la parte più facile, quella televisiva, che fa parte del mio lavoro.
02:19Il suo mantra resta uno.
02:21La scelta delle canzoni è una grande responsabilità.
02:24E ripeto e sottolineo la scelta delle canzoni.
02:26Perché non ci dimentichiamo che Sanremo è il Festival della Canzone Italiana,
02:30e quindi deve essere uno spaccato di quella che è in quel momento la proposta musicale del nostro paese.
02:36Guardando alla scena musicale Conti parla di un settore in salute.
02:39Per fortuna in questi ultimi anni C, è un grande fermento.
02:44La produzione della buona e ottima musica italiana è centuplicata,
02:48con tante proposte nuove costantemente, tante sonorità nuove e tanti sapori nuovi,
02:53come per esempio un ritorno anche di giovani cantautori di spessore e di livello.
02:58Sul tema più caldo quanti big, ci sono davvero in gara Conti ribalta la prospettiva.
03:04Big o non big è tutto relativo oggi come oggi,
03:06perché per esempio mia suocera non sa chi è Samurai J, ma sa chi è Patti Pravo.
03:12Viceversa magari Ching, è un ragazzino che non sa chi è Patti Pravo e conosce benissimo Akei 7 Even, per dirti.
03:18Quindi è tutto relativo questo big o non big.
03:21Per il direttore artistico, la forza del festival è proprio l'incrocio generazionale.
03:25La forza di questi ultimi anni di Sanremo è stata mischiare e allargare il più possibile alle varie generazioni,
03:32mischiando quello più conosciuto da una generazione a quello meno conosciuto da un'altra e viceversa.
03:37Credo che siano importanti le canzoni che poi si vanno a proporre.
03:41E cita un caso simbolo.
03:43Lo scorso anno faccio un nome per tutti, ovvero Lucio Corsi,
03:46che era praticamente sconosciuto ai più e guardate che cosa è riuscito a fare
03:49e come ha rappresentato anche l'Italia all'Eurovision.
03:52Eppure quando l'ho detto l'altro anno molti hanno detto chi è.
03:56Nel 2026 non mancheranno i momenti dedicati alla storia del festival.
04:01Colui che ha scritto la storia del festival è Pippo Baudo.
04:05Pensiamo che l'ha inventato come noi lo facciamo oggi, diciamo la verità.
04:09Bene o male, quest'idea delle cinque serate e di tutto quello che è il festival della competizione
04:14l'ha riattivato lui negli anni 80.
04:17Accanto a Baudo, anche due omaggi molto attesi.
04:20Ricorderemo anche Ornella Vanoni e il maestro Vessicchio.
04:25Credo che il tutto sarà automatico e magari nel mio stile.
04:29Cioè basteranno delle piccole citazioni o delle piccole idee per ricordare questi grandi personaggi
04:34che hanno fatto la storia del festival e della musica italiana.
04:38Sul fronte ospiti nessun nome ufficiale, almeno per ora.
04:42No ma veramente di nomi di ospiti ancora non li ho, vado a compartimenti stagni io.
04:46Fino a questo momento la cosa più importante e fondamentale per me per il festival era creare
04:51questo cast.
04:52La metafora culinaria torna spesso.
04:55Fino a questo momento la mia testa era sul cast, sulla cosa più importante, sulla bistecca
05:00centrale e adesso pensiamo al contorno, ovvero le co-conduzioni, gli ospiti e tutto il resto.
05:06Conti rivendica uno stile fatto di gesti più che di lunghi discorsi.
05:10Questo è un po', il mio stile, con meno monologhi.
05:13Magari basta un piccolo gesto.
05:15Pensate lo scorso anno alla presenza di Bianca Balti.
05:18Valeva, secondo me, più di mille monologhi sulla malattia.
05:22Oppure l'aver fatto cantare immagine da una cantante di origine palestinese e una israeliana
05:27vale di più di un monologo sulla pace.
05:30E ricorda un altro momento simbolico.
05:32Aver portato i ragazzi del teatro patologico.
05:35Pensate, quei ragazzi poi sono andati all'ONU, hanno fatto un film, e adesso faranno una cosa
05:40a Londra davanti al principe.
05:42È una riflessione che ciascuno deve fare nel proprio stile e nel proprio modo dentro
05:47di sé.
05:48Non poteva mancare un passaggio sulla «questione tempi» tra chi accusava Amadeus di essere
05:53troppo lungo e chi considera conti troppo veloce.
05:57Nel corso dell'anno qualcuno ha detto anche che ad Amadeus, poverino, dicevano che era troppo
06:01lungo.
06:02A me hanno detto che sono troppo veloce.
06:04Come vedete è bello il proprio Sanremo perché divide, come sempre.
06:08Il parallelo è quello della nazionale di calcio.
06:11È come quando gioca la nazionale, che diventiamo tutti commissari tecnici.
06:16È questa la cosa fantastica anche del festival, che ci permette a tutti di commentare la stessa
06:20cosa.
06:22Ognuno con il proprio pensiero, e discutere tutti della stessa cosa, parlare e sparlare
06:27della stessa cosa.
06:28Questa credo sia una grande forza, almeno in qualche modo il paese si unisce.
06:32Sugli orari, la linea è tracciata.
06:35Io credo che, come sempre, arriverò all'1 o all'1 e 10, perché ci sono anche degli spazi
06:40che devo coprire con il festival e poi darò la linea a Nicola Savino che farà il dopo
06:45festival.
06:46Chiusura con un ringraziamento alle radio, partner storiche del festival.
06:50Grazie a voi per l'amore con il quale da anni seguite il festival di Sanremo e in cui
06:54le radio sono fondamentali.
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