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https://www.pupia.tv - Albanella (SA) - 4 novembre 2025 (04.11.25)

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Trascrizione
00:00...durante l'arvesto in un'arista che purtroppo oggi non possono essere qui in mezzo a noi.
00:18Oggi si celebra l'unità d'Italia, ma si celebrano anche le porte armate che con la
00:27ruota di unizione ci consentono di vivere in uno Stato libero, indipendente ed unito.
00:37Ma oggi è più obbligo ricordare anche i caduti, i caduti della Prima Guerra Mondiale ma anche
00:44di tutte le altre guerre. I caduti che vengono, i tuoi nomi vengono scoltiti nelle stelle, nei
00:50monumenti. Qui dietro di me ce n'è una. Su questo monumento ci sono scoltiti tanti nomi.
00:57E dietro questi nomi ci sono sogni infranti, c'è disperazione, ci sono famiglie, ci sono
01:10dolori, c'è dolore. E quindi questi nomi noi abbiamo l'obbligo di ricordare. Perché questi
01:20nomi scoltiti nella pietra ci consentono appunto di vivere in uno Stato democratico, libero e
01:29indipendente. Ma oggi quindi ricorda una data, il 107esimo anniversario della fine della Prima
01:41Guerra Mondiale. Il 4 novembre del 1918 finì la Prima Guerra Mondiale che consentì all'Italia
01:53di essere unita, indipendente e democratica. Si veniva da 41 mesi di guerra tremenda. La Prima
02:05della Prima Guerra Mondiale iniziò il 24 maggio 1915 e finì il 4 novembre 1915. Furono 41 mesi
02:21di guerra tremenda. Morirono 700.000 persone. Ci furono un milione di periodi. Tanti di questi
02:31nomi, quanto sono iscritti, esistono in questi mondi. Viviamo un'epoca, un periodo vivido di
02:43grande dell'occupazione. Nel mondo si contano più di 50 conflitti, più di 50 metri. La più
02:56terribile è quella che è ai confini con l'Europa, tra Russia ed Ucraina. L'altra sta finendo
03:05e non ci credo in palestra. Quella tra i russi e gli ucraini ha determinato, fatto sì che morissero
03:15ad oggi, circa 250.000 russi e circa 100.000 ucraini. Non si contano i tre. In Palestina sono morte
03:3170.000 persone. L'80% di queste persone erano civili. Ci vogliono circa 12-13.000 bambini. Ma sapete,
03:44questi numeri sono dei numeri che non corrispondono alla realtà, perché gli stati che sono in guerra
03:54non comunicano i morti. Perché ovviamente non vogliono destare preoccupazioni della popolazione,
04:01dei popoli del loro popolo. Ma sono morti e molti di più. E molti di più saranno perché poi
04:10le guerre portano degli stracci successivamente. E quindi noi stiamo vivendo un periodo terribile.
04:19E mentre ciò succede, mentre si pensa all'energenza artificiale, mentre si pensa di andare a mettere
04:28delle basi sul mare, eccetera. Mentre la terra chiede aiuto, chiede aiuto perché ci sono
04:38le catastrofi climatici, c'è l'energenza climatico, mentre c'è la grande esigenza di contrastare
04:51la fame del mondo e di impiegare forze, economie, della ricerca scientifica per la lotta alle malattie,
05:01eccetera. Che cosa si fa? Si impiegano i denari, miliardi e miliardi in investimenti bellici.
05:11Pensate che in un anno sono stati consumati, investiti per la guerra, 2.400 miliardi. Che cosa si sarebbe potuto
05:25fare con questi soldi? Quante cose l'umanità, quanti problemi l'umanità avrebbe potuto risolvere?
05:35a partire dal passare, alle esigenze climatiche, agli investimenti nella natura e proteggere la natura
05:42e poi altrimenti. È una cosa bellissima, bellissima, di cui io veramente ho un po' dei grandi interrogativi
05:56su quella che è l'intelligenza umana. Ma in tutto questo l'Italia si pone in maniera diversa,
06:05si pone in un senso opposto, perché l'Italia nelle grandi emergenze si è sempre distinta,
06:16si è sempre schierata a favore di quello che è la dritta via. Ha sempre indicato la giusta strada.
06:24Attualmente, con i militari italiani, siamo impegnati in circa 40 spedizioni umanitarie che
06:34vanno dal Sahara, che sarebbero i paesi sub-sahariani, fino al Mar Rosso, dal Libano fino al Toscolo.
06:45I nostri militari sono impegnati, non in fronte di guerra, a fare la guerra, ma sono impegnati
06:52a far sì che, a portare aiuti alle popolazioni locali, a costruire, a portare benessi.
07:03Ed è questo che bisogna praticamente sottolineare.
07:06Pertanto oggi è la giornata delle forze armate. È la giornata in cui noi dobbiamo onorare
07:19le nostre forze armate, l'esercito, la Marina Militaria, l'Aeromotica, la Finanza, i Carabinieri
07:32e tutte le forze di polizia. E anche noi, il nostro piccolo, se viviamo in questo mondo
07:41di serenità, in questo mondo dove possiamo fare dei programmi, possiamo far pensare ad un
07:51futuro per i nostri figli. E voi potrete pensare a un futuro per i vostri figli. E grazie per
08:00voi. Grazie per essere qui. Grazie per quello che fate quotidianamente. Grazie per quello che
08:09vi facete tant'ora per lui.
08:12Grazie.
08:13Grazie.
08:14Grazie.
08:15Grazie.
08:16Grazie.
08:26Grazie.
08:27Grazie.
08:28Grazie.
08:39Grazie.
08:40Grazie.
08:41Grazie.
08:42Grazie.
08:44Grazie.
08:46Grazie.
08:48Grazie a tutti.
09:01Grazie a tutti.
09:06ma anche di tutte le altre guerre. I tuoi nomi vengono scolpiti nelle stelle dei monumenti.
09:13Qui dietro di me c'è una. Su questo monumento ci sono scolpiti tanti nomi e dietro questi
09:21nomi ci sono sogni infranti, c'è disperazione, ci sono famiglie, c'è dolore. E quindi
09:36questi nomi noi abbiamo l'obbligo di ricordarli perché questi nomi scolpiti nella pietra ci
09:47consentono appunto di vivere in uno stato democratico, libero e indipendente. Ma oggi quindi ricorre
09:59una data, il centosettesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale. Il 4 novembre
10:08del 1918 finì la prima guerra mondiale che consentì all'Italia di essere unita, indipendente e
10:22democratica. Si veniva da 41 mesi di guerra tremenda. La prima guerra mondiale iniziò il 24 maggio
10:34novembre 1915 e finì il 4 novembre 1910. Furono 41 mesi di guerra terribile. Morirono 700.000
10:48persone. Ci furono un milione di periodi. Tanti di questi nomi appunto sono iscritti in questi
10:58mondi. Viviamo un periodo vivido di grandi dell'occupazione. Nel mondo si contano più di 50 conflitti,
11:16più di 50 metri. La più terribile è quella che è ai conflitti con l'Europa, tra Russia ed
11:26Ucraina. L'altra sta finendo, io non credo, in Paris. Quella tra i rusi e gli ucraini ha determinato,
11:38fatto sì che morissero ad oggi, circa 250.000 russi e circa 100.000 ucraini. Non si contano
11:52di 3. In Palestina sono morte 70.000 persone. L'80% di queste persone erano civili. Si contano
12:04circa 12-13.000 bambini. Ma sapete, questi numeri sono dei numeri che non corrispondono alla realtà,
12:14perché gli stati che sono in guerra non comunicano i morti, perché ovviamente non vogliono destare
12:24preoccupazioni della popolazione, dei popoli del loro popolo. Ma sono molti e molti di più
12:34saranno, perché poi le guerre portano degli stracci successivamente. E quindi noi stiamo vivendo
12:42un periodo terribile. E mentre ciò succede, mentre si pensa all'intelligenza artificiale,
12:52mentre si pensa di andare a mettere delle tasse sul mare, eccetera, mentre la terra chiede aiuto,
13:00chiede aiuto, perché ci sono i catastrofi climatici, c'è l'emergenza climatica, mentre c'è la grande
13:12esigenza di contrastare la fame del mondo e di impiegare forze, economie della ricerca scientifica
13:25della lotta alle malattie, eccetera, che cosa si fa? Si impiegano denari, miliardi e miliardi
13:35in investimenti bellici. Pensate che in un anno sono stati consumati, investiti per la guerra,
13:44per 2.400 miliardi. Che cosa si sarebbe potuto fare con questi soldi? Quanti problemi l'umanità
13:59avrebbe potuto risolvere? A partire da la fame, alle esigenze climatiche, agli investimenti
14:06della natura che proteggono la natura e poi ciò. E' una cosa per lì, per lì, per lì, su cui
14:16io veramente spongo dei grandi interrogativi su quella che è l'intelligenza umana. Ma in tutto questo
14:28l'Italia si pone in maniera diversa, si pone in un senso opposto, perché l'Italia nelle grandi
14:38emergenze si è sempre distinta, si è sempre schierata a favore di quello che è la dritta
14:47via. Ha sempre identificato la giusta strada. Attualmente con i militari italiani siamo impegnati
14:56in circa 40 spedizioni umanitarie che vanno dal Sard, che sarebbero i paesi sub-salariani,
15:06fino al Mar Rosso, dal Vimpano fino al Cosco. E i nostri militari sono impegnati, non in fronte
15:16di guerra a fare la guerra, ma sono impegnati a portare aiuti alle popolazioni locali, a costruire,
15:28a portare bene. Ed è questo che bisogna praticamente sottolineare. Pertanto oggi è la giornata delle
15:40forze armate. È la giornata in cui noi dobbiamo onorare le nostre forze armate, l'esercito, la
15:52marina militare, l'aeronautica, la finanza, i carabinieri e tutte le forze di polizia. E anche noi, il nostro
16:04piccolo, se viviamo in questo mondo di serenità, in questo mondo dove possiamo fare dei programmi,
16:16possiamo far pensare a tutti.
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