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  • 3 mesi fa
Trascrizione
00:00Come hai costruito questo rapporto con gli abitanti di Scampi e quant'era importante raccontare
00:10quest'altro aspetto secondo te?
00:12Per me era importantissimo e loro l'hanno capito perché sono stata molti anni lì a
00:18lavorare e anche a fare una serie di cui sono fiera di aver fatto parte come Gomorra, però
00:23sentivo questo, mi emoziona anche a parlare, cioè la fiducia che mi hanno dimostrato
00:30nell'aprirmi le loro case, raccontarmi le loro storie, è una cosa che per me costituisce
00:44un valore importante e quindi ho cercato di rispettarlo al massimo, onorarlo al massimo.
00:49Sicuramente è stato possibile perché con molti di loro ci conoscevamo, sono stata
00:55molto lì e poi fa parte del lavoro, del lavoro mio, come lo intendo almeno io, quello di
01:05avere questo rispetto, insomma al centro del nostro lavoro tutto, documentari, cinema,
01:14deve esserci restare umani, l'essere umano e quindi questa cosa è successa, loro si sono
01:23fidati di me e io ho cercato di rispettarli e di osservarli, non di osservarli appunto,
01:29di empatizzare, cioè di non limitare la definizione di un essere umano come abitante di un luogo,
01:35perché questo è insopportabile, ma come un essere umano, sì abitante di un luogo, un luogo
01:40molto problematico, in questo momento disperso e mandato da un'altra parte, sono tutte caratteristiche,
01:46però nel fondo bisogna sempre cercare ciò che poi va al di là di questo, a fare di una
01:54bambina una bambina, di una madre sola con tanti figli, una donna che vuol chiacchierare
02:01con la sua amica che cerca di andare avanti, di educare i figli, quando gli dice necchi
02:05devi andare a scuola, domani c'è scuola, ci sono le cose che tutte le madri dicono alle
02:08loro figlie, di un colpo di fulmine, di un primo amore, di un ragazzino che dice non so
02:15perché questa donna, il modo in cui lo raccontano e cheggiano secondo me in tutti e in tutte,
02:24levano le maledette etichette che si mettono sulle persone, questo ho cercato di fare,
02:30lì c'è un impegno, proprio c'è una graduatoria, c'è un piano di fattibilità fatto dal comitato
02:36di quartiere delle vele, quindi loro hanno la speranza e la certezza di tornare, loro vogliono
02:43tornare, vogliono tornare ed è tutto studiato, il progetto è tutto studiato e stanno costruendo
02:50i nuovi alloggi perché l'unica vela che resterà è la vela cereste, che resterà con
02:54un polo culturale e di attività culturali, associative ma non abitativo e stanno crescendo
03:02queste costruzioni, sono a un buon punto e loro hanno la certezza di voler tornare e spero
03:10che così sarà.
03:11Penso che le cose luminose, le cose che danno speranza, le cose luminose si trovano
03:20in fondo al buio, cioè queste persone hanno attraversato tanto e quando loro hanno quella
03:29ragazzina che balla, che si impegna, che vuole rappresentare l'Italia nella danza, per cui
03:35la danza è tutto, e beh quella è una che è nata lì, che sa cosa è la vita, che sa
03:41quali sono le difficoltà e quindi quel suo sorriso, insomma, quella è luce vera, diciamo.
03:47Sì, ho cercato proprio di fare questo che dici tu, perché le vele sono sempre questa specie
03:52di luogo iconico, con questa forma incredibile, strana, ma nessuno sa veramente dentro come
03:59sono fatte, come si vive e paradossalmente adesso che non ci viene più nessuno, loro ci
04:03rientrano e ci spiegano, quindi ho cercato di addentrarmi, perché all'inizio non si
04:07vedono, sono solo loro che raccontano, poi a un certo punto si entra così.
04:15Sì, mi prendo questa cosa che hai detto, di aprire dei barchi nella foresta e di raccontare
04:20come si viveva lì alla fine, che è un posto in cui vivevano duomila famiglie per ogni
04:24vela, quindi credo, sì, duomila, non vorrei dire numeri inesatti, ma insomma tante, e quindi
04:31raccontare questa realtà in maniera universale.
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