00:30Qui siamo a Geragia sul punto più alto, 500 metri sul livello del mare.
00:36Questi sono i ruderi di un castello normanno Svevo e qui sopra ci sono gli olivi dove con i miei nonni, i miei genitori venivamo a raccogliere le olive.
00:46Quello che vediamo è l'aspromonte e dall'altra parte c'è Polsi, questo santuario che secondo me rappresenta la cosiddetta Bethlehem dell'Andrangheta.
01:10C'è l'idea che a Polsi si è iniziato tutto.
01:14C'è un rapporto del 1901 di un tenente dei carabinieri reali, Giuseppe Passarella, che dice che proprio a Polsi venne eletto presidente onorario della picciotteria, una sorta di Andrangheta, prima maniera, il bandito musolino.
01:44Poi Polsi diventa il luogo del raduno annuale in cui si incontrano i boss delle principali organizzazioni per eleggere il capocrimine.
01:56Tu che hai indagato anche su quella vicenda
02:26hai avuto la possibilità di dimostrare quello che fino a quel momento si diceva ma non era mai stato possibile documentare.
02:35Cosa ti ricorda quell'inchiesta del 2009?
02:38Fino a quella data si era raccontato, si era narrato, collaboratore di giustizia, informatore delle forze dell'ordine,
02:45che Polsi era l'Olimpo dell'Andrangheta.
02:53Era il luogo dove ogni anno la prima settimana di settembre, proprio in occasione della festa, il 2 settembre c'era una riunione dove tutti i capi locali del mondo
03:04si riunivano per discutere di macro criminalità, per discutere di come rapportarsi con la politica, di come rapportarsi con le forze dell'ordine e con la magistratura.
03:14Questo lo si è riuscito intanto a dimostrare proprio qui a 9 chilometri a Locri, al Tribunale di Locri,
03:28con una sentenza coraggiosa dove si spiegava il concetto di unitarietà dell'Andrangheta, un concetto molto importante.
03:35Siamo nel 1970, il processo è celebrato nel 1970 e in quell'occasione affermiamo per la prima volta l'unitarietà dell'Andrangheta.
03:45L'anno dopo questa sentenza viene fatta a fette dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria.
03:52Poi siamo dovuti arrivare all'indagine patriarca sulla piana di Gioia Tauro, dove c'era il nominato capo crimine,
04:02e il capo di tutti i locali del mondo, che era un venditore di piantine al mercato e di venerdì andava con la moto a aprire il capo crimine.
04:12Allora molti professori universitari, molti giornalisti, ma anche i miei colleghi, che non capivano, che non avevano studiato
04:21e si improvvisavano con lo scitore dell'Andrangheta, mettevano in dubbio come mai un venditore di piantine al mercato di venerdì
04:30era il capo crimine, perché non avevano capito, continuavano a dire che il crimine di San Luca
04:39era come la cupola di Cosa Nostra, era come Totò Rina, niente di più sbagliato.
04:46Il capo crimine era un saggio, era il custode delle regole, era il Presidente della Repubblica, non era il Presidente del Consiglio.
05:00Torniamo a Possi però, perché è interessante questo escamotage, cioè l'idea di radunarsi in un luogo di venerazione mariana
05:19per dire andiamo a festeggiare la Madonna. Quindi quando i carabinieri li intercettavano, li fermavano, dove state andando?
05:28Avevano la scusa del santuario.
05:30Ma naturalmente era tutto pianificato negli anni, cioè non era una novità.
05:34Cioè se ci si fosse all'epoca soffermati a studiare i luoghi, a studiare i movimenti, cioè di fronte al santuario di Polsi,
05:45c'erano tante stanze, tante casette assegnate ad ogni paese.
05:53Era da lì che bisognava partire, perché chi era che assegnava quelle stanze?
06:04Chi era che si autoassegnava quelle stanze?
06:08Cioè era un qualcosa di strutturato negli anni e nei decenni, non era un fatto occasionale.
06:16Esatto.
06:17E sai un'altra cosa? Questo rapporto di Passarelli, di questo tenente, racconta anche che a portare i vari picciotti e i boss della picciotteria a Polsi fu un frate.
06:32Se vogliamo essere sinceri fino in fondo, c'era un rapporto di coessenza tra l'andrangheta e certa chiesa, e certi preti, e certi vescovi.
06:53Perché in alcuni decenni fa si è pensato di dialogare, quasi di convivere.
07:05Non c'è stata una chiusura netta, ad esempio oggi noi abbiamo all'Ocri il vescovo Oliva, che io apprezzo, stimo e voglio bene,
07:15perché appena si è insediato, come da tradizione, famiglie di indrangheta sono andate a fargli visita e gli hanno lasciato assegni da 40.000 euro.
07:28Lui ovviamente li ha respinti, li ha rifiutati e questa è la chiusura, e questa è la chiusura netta.
07:34E' inutile che stai a discutere con famiglie di indrangheta che hanno radici nella fine dell'Ottocento, ad oggi, e tu mi discuti del ravvedimento.
07:46Sono indranghetisti nei globuli rossi, perché hanno costruito imperi su attività parassitarie, su omicidi, su uccisioni, su sequestri di persone, su traffici internazionali stupefacenti.
08:00Quando io ti vedo per la terza volta andare a cena dal capo mafia di Platì, e io ti dico, ma tu capisci che se vai lì dai legittimazione al capo mafia di Platì,
08:10e tu prete mi rispondi che devi provare a far ravvedere. Io non so che cosa pensare se tu mi dai una risposta del genere,
08:21quando la terza volta questo non si ravvede, quando io ti spiego le radici, la storia di quella famiglia, fino ad oggi,
08:28tu capisci che sei strumento di quella famiglia, non fai altro che dare forza e legittimazione a quella famiglia.
08:35Ti ricordi quando abbiamo pubblicato Acqua Santissima?
08:38Acqua Santissima, sì.
08:39E fu una reazione spropositata, come se avessimo toccato un nervo scoperto.
08:45Guarda caso nel rapporto indrangheta-chiesa, vediamo un vescovo che regisce in modo feroce,
08:52che addirittura prende l'intera pagina di un giornale a tiratura regionale,
08:57proprio per contestare, per criticare quel libro o quel rapporto,
09:03o addirittura mie indagini, mie operazioni importanti sulla ionica di contrasto a famiglie mafiose dell'epoca.
Commenta prima di tutti