00:00Partiamo dal presupposto che non mi sento mai adeguato ai pochi premi, magari qualcuno
00:10significativo che ho avuto nella mia carriera. Io sono un narratore in fin dei conti, parlo
00:19di fair play e nel mio ruolo mi trovo esattamente come voi, di norma a narrarlo, non credo di
00:25avere dei meriti, nel senso che faccio fatica a riconoscermi qualcosa che ho fatto bene
00:31per gli altri. Forse ho raccontato lo sport in maniera divertente e ho regalato dello svago,
00:37me lo chiedevo in questi giorni che cosa sia lo sport, quello che maneggio, il mezzo che
00:43maneggio, quando mi bullo e sono ancora orgoglioso di essere un giornalista, rappresentiamo veramente
00:52lo svago per la gente, per esempio in un tempo che è drammatico dove ti giri, ti giri.
00:56Poi qualche volta riusciamo anche noi a degenerare, non noi, ma anche lo sport riesce a offrirti
01:03delle storie o magari a darti degli spunti perché si ricamino delle storie non buone,
01:09ma in prevalenza lo sport e i suoi principi sono quelli buoni, sono quelli che dovrebbero
01:14essere quelli fondanti di una società che si possa davvero definire civile ed essere
01:20un narratore a cui viene riconosciuto evidentemente il fatto di averla raccontata in quel modo
01:24lì, beh, è una bella medaglia.
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