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  • 10 mesi fa
Trascrizione
00:00Parallelamente alla revisione del titolo quinto ha dato nuova centralità al principio costituzionale
00:06dell'autonomia, ridefinendo il ruolo delle regioni come soggetti chiamati a concorrere
00:11alla costruzione delle politiche pubbliche su molteplici aspetti, dalla salute al sociale
00:17allo sviluppo economico, dal governo del territorio alla tutela dell'ambiente in un
00:21assetto di un regionalismo maturo, responsabile, cooperativo e partecipativo. A 25 anni da
00:27quella scelta possiamo riconoscere che essa ha inciso in modo profondo e positivo sulla
00:33qualità delle nostre democrazie. Le regioni non sono più semplici articolazioni amministrative
00:38dello Stato, ma soggetti istituzionali dotati di visione, di capacità programmatoria e di
00:44responsabilità politica. Un patrimonio di esperienze e di progettualità che si espresse in questi anni
00:50anche nella gestione delle tante crisi che abbiamo attraversato e che oggi è chiamato ad affrontare
00:56nuove e decisive sfide. Sfide che più che mai richiedono di dotarsi di meccanismi di governo
01:03che consentano di prendere decisioni efficaci in tempi particolarmente rapidi e di apportare
01:10un nuovo equilibrio tra stabilità ed efficienza, sorretto anche da nuove forme di legittimazione
01:17democratica, di rappresentatività e partecipazione. In questo contesto è fondamentale riconoscere
01:23che il modello di governance multilivello è ancora il più idoneo a sciogliere le complessità
01:29del nostro tempo. L'esperienza ci mostra che un approccio eccessivamente centralizzato,
01:35pur mosso da intenti di razionalizzazione, non sempre è in grado di cogliere fino in fondo
01:40l'articolazione e le diversità dei territori a cui dobbiamo dare risposta. Anzi, se calato dall'alto,
01:47rischia di accentuare i divari anziché risolverli.
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