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Anticamente detta "Chiesa di via Lata" San Marcello al Corso è situata in una piccola piazza lungo via del Corso nel Rione Trevi. Fu una delle prime chiese cristiane della città ed è dedicata secondo la tradizione a papa Marcello I, condannato da Massenzio a compiere i lavori più umili nelle stalle del catabulum, il servizio postale imperiale. È la chiesa del titolo cardinalizio di San Marcello. L'edificio è a navata unica, con cinque cappelle per lato. In questo documentario della serie «Divini Devoti, i tesori degli ordini religiosi» intitolato «I Padri Serviti», prodotto da Rai 5, di Gianfranco Giagni, il professor Claudio Strinati storico d'arte narra la storia della chiesa di San Marcello al Corso, e del preziosissimo patrimonio architettonico e artistico in essa custodito, nonché racconta i segreti dei «Servi di Maria» un ordine religioso che ha avuto un peso notevole nella evangelizzazione cattolica dell’Europa, dopo le grandi lotte tra riformatori e controriformati. San Marcello al Corso contiene una serie di opere d’arte risalenti al Cinquecento e al primo Seicento. Questo documentario tra i vari capolavori presenti si concentra sugli affreschi di Taddeo Zuccari nella cappella Frangipani abbellita anche da busti mirabili di Alessandro Algardi, grande scultore del periodo barocco, e racconta la crisi dell’Occidente all'epoca, lacerato tra laicismo e rinnovamento della fede religiosa...
Categoria
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CreativitàTrascrizione
00:00se si tira un attimo il professore
00:10a proposito, è questo il braccio da alzare?
00:13sì
00:14è così, a questa altezza?
00:17mettiamo il motorino
00:18vabbè tanto che è il caso
00:20serviti, uno, seconda
00:24questa è la chiesa di San Marcello al Corso
00:32anticamente detta San Marcello in Via Lata
00:54il rilievo di Antonio Raggi
01:04il grande allievo del Bernini
01:06è proprio il fulcro della facciata
01:09facciata concava
01:13costruita da Carlo Fontana
01:15architetto insigne della Roma barocca
01:18che predilige proprio questo tipo di forme
01:20le forme mosse
01:22ed effettivamente tutta la struttura della facciata
01:25fa sì che l'attenzione dell'osservatore
01:28converga su questo grande tondo
01:31rappresenta uno degli episodi fondamentali
01:38della storia dell'Ordine dei Servi di Maria
01:42San Filippo Benizi, priore dei Servi di Maria
01:46partecipa al conclave indetto a Viterbo
01:49in un momento di grandissima lotta
01:53diciamolo pure
01:54all'interno delle gerarchie ecclesiastiche
01:58viene individuato come la persona giusta
02:02adatta a riportare i tumulti della chiesa
02:06a un ordine, a un rigore
02:07che tutti auspicavano
02:09viene praticamente nominato Papa
02:13il santo rifiuta
02:16a quell'espressione di
02:18di niego
02:19e
02:19non accetterà il pontificato
02:22si ritira anzi nel remitaggio
02:24e questo episodio marcherà
02:25veramente marcherà
02:26la storia dell'Ordine
02:28e la storia della Chiesa
02:29e
02:33a
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02:59Grazie a tutti.
03:29Grazie a tutti.
03:59La nostra è una settimana.
04:01Scusate, devo entrare.
04:03Ecco, la cappella in onore dei sette beati da cui prese origine l'ordine dei servi della Madre di Dio, Maria.
04:30Sette.
04:32Sette.
04:36È una cosa rara, singolare, no? Di solito un ordine religioso, i grandi ordini religiosi hanno un fondatore, San Francesco, San Domenico, San Benedetto.
04:47L'ordine dei servi di Maria prende le origini da sette beati che poi sono rappresentati qui nel quadro bellissimo di Agostino Masucci.
05:02Ma com'è questa vicenda?
05:03Esatto, e tanto hanno costituito un'unità che al momento della canonizzazione è stato richiesto per loro non un miracolo per ognuno, ma un unico miracolo globale.
05:12Ah, formidabile.
05:13Veramente è stata la caratteristica saliente, principale.
05:18Siamo ai tempi della fondazione dei grandi ordini dei francescani, dei domenicani, quindi siamo alle origini del grande fenomeno degli ordini mendicanti.
05:29Qui, nell'immagine di Masucci, che naturalmente è un pittore del Settecento, che ci fa vedere degli uomini del 1200, quindi li vede naturalmente col suo occhio, raffinato, elegantissimo.
05:48Sono in venerazione della Vergine, che cosa fa? Gli dà l'abito?
05:52Gli dà l'abito, infatti noi sappiamo che l'abito è stato scelto proprio da, secondo quello che sempre ci dice la leggenda, dalla Vergine Santissima, che gli ha donato l'abito nero, che sarebbe proprio il segno della sofferenza, della vedovanza, dice, cioè della sofferenza della Vergine per la perdita del Cristo.
06:11Un altro angioletto, guarda la Vergine, ha un libro e sul libro c'è scritto Regola di Sant'Agostino.
06:23Questo è stato un po' una necessità storica, perché in quel momento, che abbiamo detto in questo secolo, tra il 200 e il 300, avevamo questi due grandi ordini, dei Domenicani e dei Francescani, e c'era poi l'ordine precedente degli Agostiniani.
06:41Non si ammetteva l'istituzione, la fondazione di altri ordini che non rientrassero nei canoni specifici, o dei Domenicani o dei Francescani.
06:49Era vietato, come dire, creare un'ulteriore aggregazione.
06:57Sai che mentre parlavamo, ogni tanto l'occhio mi cadeva sulla statua di Tiberio Muti, del Vescovo di Assisi.
07:05Avevo l'impressione che partecipasse alla nostra conversazione.
07:09Sta guardando, in realtà, il quadro dei Sette Fondatori.
07:16È come se meditasse in una specie di trance, non so come dire.
07:21È un'immagine più unica che rara.
07:23L'unica cosa è che questa statua è del 1560, come dice l'iscrizione sotto, e il quadro di Masucci è del 1700 e passa.
07:32Cioè, sta guardando un quadro che, in verità, è stato fatto molto tempo dopo.
07:38Chissà che cosa sta a pensare.
07:41Si starà interrogando sui Sette Fondatori, starà pensando, ma come mai erano Sette questi fondatori?
07:49È un numero simbolico.
07:52Biblico, addirittura.
07:53Addirittura biblico, che ha delle implicazioni probabilmente abissali.
07:57Come se guardasse il vuoto, ma dietro il vuoto, come dicono i Sufi, vedesse l'infinito.
08:04Scusa, nel libro ci sono anche i Sette Fondatori dell'Ordine?
08:31Sì, proprio qua.
08:31Ah, fammi vedere.
08:32C'è anche l'elenco dei nomi.
08:34Ah, benissimo, così finalmente sappiamo come si chiamano.
08:43Sì, eccoli qua.
08:44Bonfiglio, Bonaldi.
08:47Bonaggiunta, Manetti.
08:51Manetto dell'Antella.
08:54Amadio degli Amadei.
08:57Uguccione, Uguccioni.
09:01Sostegno, Sostegni.
09:02No, veramente.
09:04Alessio Falconieri.
09:07Questo Sostegno, Sostegni, tu scrivi, in gioventù era stato un baldanzoso cavaliere,
09:14ma sarà fiero di essere insegnito del manto dei poveri.
09:18Beh, cioè praticamente hai raccontato la storia di tutti questi qua, è incredibile.
09:23Beh, è una cosa interessantissima.
09:25Ma, ma, che hai?
09:29C'ho quattro delle sette vertebre cervicali.
09:35No, non mi dire pure le vertebre.
09:36E stenosi, o stenosi.
09:38Vabbè, cioè anche questo rientra nel dizionario maniacale.
09:43Sì, tutto quello che è sette.
09:44Abbiamo sette vertebre, noi umani.
09:49Sì.
09:50La giraffa, pure.
09:53Il toporragno, i mammiferi, abbiamo sette.
09:57Il toporragno che così c'è.
09:59Il Dio stesso creò il mondo in sette giorni.
10:02Noi calcoliamo la settimana.
10:03La Bibbia è piena di sette.
10:06E perché?
10:07Sia l'Antico Testamento che il Nuovo.
10:09Ah, perché? Non lo so.
10:17È come se fosse un numero che a un certo punto chiude una parabola, no?
10:21Ecco, per esempio, Dio crea l'universo, ci mette sette giorni.
10:27Oppure noi abbiamo articolato il nostro tempo in una settimana.
10:31Potevamo fare otto giorni o nove, invece non sette.
10:34Ma tutto viene dai sumeri.
10:37Sono stati i sumeri che hanno diffuso i sette.
10:40E loro facevano dai sette strati di asfalto o bitume, si può dire, uguale.
10:50E guardare le stelle, le sette stelle dell'orsa, maggiore e minore.
10:55Così vedevano il sette nel cielo sopra di loro e nella terra sotto di loro.
10:59Sì.
10:59Comunque, guarda, devo dire che questa storia dei sette fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria è una delizia assoluta.
11:07Poi, adesso non avevamo il tempo certo di leggere le biografie che tu hai scritto,
11:13però le stavo sbirciando, sono interessanti, no?
11:15Questi giovani, tutti pieni di fervore, di una vita bella, no?
11:20Che decidono di fare l'associazione tra di loro e creare l'ordine religioso.
11:25Un tempo ai bambini si insegnavano quelle che venivano definite le belle maniere.
11:42Che cosa sono le belle maniere?
11:44La buona educazione.
11:46Questa parola maniera contiene dentro di sé il concetto dell'educazione.
11:51Noi storici dell'arte usiamo spesso il termine manierismo per indicare quel periodo storico
11:57che va all'incirca dalla morte di Raffaello nel 1520 all'avvento del Caravaggio a Roma,
12:04anno 1600, un'ottantina d'anni di storia, ma i manieristi non sapevano di essere manieristi
12:10perché questo termine manierismo è stato coniato dagli storici dell'arte del nostro tempo
12:16per indicare degli artisti che hanno coltivato una particolare educazione nella loro opera.
12:23Un artista come il pomarancio, che so, come Jacopo Zucchi, artisti di somma raffinatezza,
12:29di somma dottrina e nello stesso tempo di somma complicazione nel loro modo di esprimersi.
12:36E dunque un male questo?
12:38Tutt'altro.
12:39La complicazione, la difficoltà nell'arte possono essere veicoli di profonde conoscenze,
12:45di bellissime esperienze.
12:47Il manierismo è un modo particolare di farci conoscere le grandi dimensioni dell'arte stessa.
12:59Ma secondo te sarà del 300 questo fresco, sì?
13:10Credo proprio di sì.
13:12E quindi tutto sommato comunque almeno 100 anni prima poi dell'altare che lo riquadra intorno a tutto questo
13:31ci sono i cinque riquadri in affresco del grande Francesco Salviati e siamo in pieno 500 per cui già ci piace di più.
13:39A te, a te ancora di più.
13:42Beh no, la maniera mi piace, mi piace di più la maniera iniziale, quella dei pittori che non sapevano se erano manieristi oppure no.
13:56Però qui mi piacciono le scale.
13:58Come le scale?
13:58Le scale, vedi questa scala, questa di cui si vedono i mattoni della nascita della Vergine.
14:04E di qua invece questa salita al tempio.
14:11E poi secondo me Francesco Salviati era abilissimo nel raffigurare le scale.
14:16Perché secondo te?
14:17Come a me a questo gli piacciono le scale?
14:19Secondo me si tratta sempre di mostrare l'abilità del pittore.
14:24C'è questa idea di... ma vedi che c'è questa idea anche di sospingere la composizione, cioè l'elemento principale della narrazione.
14:32Nella composizione è respinto sullo sfondo.
14:35È una composizione che è stata chiamata repoussoire.
14:38Cosa?
14:40A repoussoire.
14:41Cioè che vorrebbe dire?
14:42Vuol dire che viene respinto sullo sfondo, respinto sullo sfondo l'episodio principale.
14:47Sarebbe come a dire che un pittore come Salviati, diciamo un grande manierista, rappresenta con minore evidenza l'argomento principale.
14:56E con maggiore evidenza un argomento che non è così principale.
14:59Tipo qui, questa che scende le scale, per esempio, Maglie.
15:02Ma così lo spettatore viene ancora di più spinto ad entrare nello spazio del dipinto.
15:10Come se la pittura fosse una calamita che ci tira dentro e ci costringe in qualche modo all'attenzione.
15:16Quindi tutto sommato, un po' ci può piacere questo manierismo.
15:20Vedi, dici?
15:20Sì, sì.
15:21Poi ci può piacere ancora di più, se posso permettermi, il manierismo dei fratelli Zuccheri.
15:28Ma quelli parlano al tuo cuore perché li studi da quando avevi vent'anni.
15:32Sì, sì.
15:32Non so se mi spiego.
15:34No, lo so.
15:35Che poi tra l'altro io ogni tanto mi chiedo, ma che l'ho studiato a fare questi zuccheri?
15:55È complesso, effettivamente, è complesso perché, adesso per dire, no?
16:00La scena qui della guarigione dello storchio è di Taddeo Zuccheri o del fratello Federico, di tutti e due insieme.
16:09Sembra sempre che Taddeo sia il personaggio più inventivo dei due, quello anche con la vita più commovente, che cercava di apprendere da questi disegni di Raffaello, che invece il suo primo maestro, che lo prende a bottega a Roma, non voleva fargli vedere, no?
16:29Per dire, un affresco come questo, che è tutto pieno di aria, di vento, di mani che declamano, io lo vedo abbastanza nello spirito di Taddeo Zuccheri.
16:39C'è lo spirito raffaellesco ancora presente.
16:42È anche vero che il fratello Federico, che è più razionalista, se vogliamo, non è privo però di una sua ispirazione che è un po' diversa.
16:52Cioè questo grande afflato che si sente, forse in Federico si sente meno, anche se può darsi che hanno collaborato.
17:00Questo meraviglioso profeta, i colori e gli accordi dei colori tra questi verdi cangianti e il manto sul ginocchio ricordano molto Michelangelo, no?
17:17Guarda il libro con la copertina viola, messo vicino al verde.
17:21Sì, sai che anche io ho una predilezione assoluta per questo profeta, quanto mi piace.
17:26Senti, parliamo un secondo della caduta di Saulo.
17:34Tu che sei una somma specialista del Caravaggio e quindi anche del quadro del Caravaggio a Santa Maria del Popolo, la caduta di Saulo, no?
17:56Mi dici dove tu ravvisi la grande differenza tra il Caravaggio e un pittore come Tadeo Zuccheri circa 40 anni prima?
18:06Certo sono diversi molto, eh?
18:07Eh sì, però se tu ci pensi la grande novità di quel dipinto con la caduta di Saulo è questa assoluta concentrazione sul personaggio e poi quasi il fatto di voler mettere in scena quello che succede immediatamente dopo questo momento di confusione della conversione.
18:26Perché in quel caso il santo è a terra con le braccia spalancate, inondate di luce, in Caravaggio.
18:33In questo caso c'è invece proprio il momento in cui il Cristo, che qua si vede molto bene, anzi è proprio al centro della composizione, con la sua luce ha cecato Saulo.
18:46Quindi ecco, in un certo senso il Caravaggio comunque è nato nel manierismo.
18:56Vedi questa pietà, l'Ignea, è quello che rimane di una grande macchina processionale che era molto utilizzata perché qui da San Marcello come sai c'erano processioni clamorose, colossali e rimane questa opera notevole.
19:21Vedi che ci sono ancora gli anelli che servivano naturalmente per il trasporto.
19:27Ti piace?
19:27Ma è straordinaria.
19:35Devo dire che il volto mi ricorda quello di Santa Teresa, dell'estasi del Bernini.
19:41Se si sovrapponesse forse si troverebbero delle analogie.
19:45Come mai poi questo?
19:46Ma sai in realtà c'è una spiegazione, è tutto sommato abbastanza semplice, questa macchina processionale è stata fatta per l'anno 1700, quindi noi conosciamo perfettamente l'epoca di questa scultura.
20:00Alla vigilia dell'illuminismo?
20:02Sì, praticamente sì. Non conosciamo l'autore perché i documenti antichi non ce lo dicono, ma in realtà tradizionalmente quando si viene qui si dice proprio questo è un'opera berniniana.
20:16Ma questo si può capire dal punto di vista sociologico, questo lo chiamiamo il principio di San Matteo.
20:22Cioè?
20:23Cioè quando in un'epoca, quando in una situazione, in una circostanza c'è una persona particolarmente preeminente, tutto ciò che viene fatto viene attribuito a lui.
20:33In effetti tu pensa a questo artigiano che ha scolpito le statue, a livello tecnico veramente eccelso, ma proprio a livello artistico...
20:41Però derivava secondo me dalla organizzazione dell'arte a quell'epoca, intanto la presenza delle botteghe, mi ricorda una frase di Marx che dice
20:50io non dico che in ognuno c'è un Mozart, dico però che se in una persona c'è un Mozart hai il diritto di venire fuori.
20:58Le 55 botteghe di Firenze hanno fatto sì che in una cittadina di 19.000 abitanti venisse fuori il rinascimento.
21:12Eh sì, il principio dell'emulazione dall'altra parte.
21:15E infatti tu pensa un intagliatore, uno scultore di questo livello esce fuori a quel livello perché fa una gara pazzesca...
21:25Perché può ammirare Bernini in casa, diciamo.
21:27Eh certo, è certo. E riceve in qualche modo i suoi segreti.
21:31Il materiale, il materiale, il materiale ligno reso però così prezioso dalla pittura, dalla elaborazione formale.
21:38Il legno nell'ambito delle processioni è proprio l'elemento di venerazione perché naturalmente il crocifisso veneratissimo è ligno e non a caso la croce di Cristo è lignia.
21:55Ti volevo ringraziare perché mi ha insegnato un sacco di cose.
21:58L'insegnamento, diceva Diui, significa arricchire le cose e i significati.
22:04D'ora in poi ogni volta che vedrò questa statua avrò tutti i significati che tu affettuosamente mi hai dato.
22:28E questo è il crocifisso miracoloso?
22:46Sì, è questo il crocifisso che è rimasto illeso nell'incendio che ha distrutto questa chiesa nel 1519 ed è stato subito considerato miracoloso dal popolo perché è rimasto illeso, pur essendo in legno, con la lampada votiva davanti.
23:06Quindi era veramente qualcosa che ha sconvolto.
23:08Quindi effettivamente una cosa sconvolgente.
23:09Lo sguardo del Cristo è considerato da moltissimi estremamente realistico e per questo quindi toccante, uno dei più realisti diciamo.
23:22Sa che è vero però?
23:23C'ha un'umanità nel suo sguardo.
23:25Ma questo crocifisso, al di là del fatto naturalmente sacrale, è comunque anche tra l'altro un'opera d'arte piuttosto consistente perché dovrebbe essere un pezzo diciamo quattrocentesco.
23:41Anche la struttura proprio di questo corpo, con questo busto strutturato in modo un po' triangolare, così grandioso e sofferente nello stesso tempo, a me ricorda molto l'ambiente artistico più del nord Europa insomma che quello prettamente italiano.
24:03Tra l'altro, una cosa che trovo impressionante e non so spiegare, ha notato che nell'affresco qui sopra, bellissimo di Perin del Vaga con la nascita di Eva, dalla costola di Adamo, ha notato che il corpo di Adamo, riverso e dormiente, ha una struttura fisica abbastanza simile a quella del crocifisso.
24:29Cioè con questo busto un po' triangolato, con questa struttura diciamo possente e magro nello stesso tempo.
24:40Ha una capacità di osservazione, l'opera d'arte su di noi che probabilmente, ma ancora adesso ha questa venerazione.
24:49Ancora adesso c'è questa venerazione da parte del popolo, ogni giorno c'è qualcuno che si ferma qui a pregare in silenzio.
24:55Possiamo pensare che vorrà proteggerci anche a noi?
24:57Certamente sì.
24:59Le dirò che è un pensiero che mi confortano un poco.
25:04Andrò adesso all'oratorio del Santissimo Crocifisso e tutto sommato ci andrò portando nel mio cuore quello che lei ci ha insegnato adesso.
25:12Grazie a tutti.
25:14Grazie a tutti.
25:15Grazie a tutti.
25:17Grazie a tutti.
25:47Grazie a tutti.
26:17Grazie a tutti.
26:47Grazie a tutti.
27:17Grazie a tutti.
27:47Grazie a tutti.
28:17Grazie a tutti.
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29:17Grazie a tutti.
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40:17Grazie a tutti.
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