Papa Francesco continua il suo ricovero presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove è stato ricoverato una settimana fa per una polmonite bilaterale. La Santa Sede ha comunicato che il Pontefice ha trascorso una notte serena e ha potuto fare colazione in poltrona, ha letto i giornali e ci sono i segni di un lieve miglioramento anche dalle analisi del sangue. Prosegue la terapia farmacologica che include antibiotici e corticosteroidi. La diagnosi parla di un'infezione polimicrobica aggravata da una preesistente bronchiectasia e bronchite asmatiforme, che rendono il trattamento particolarmente delicato.
Ieri il Pontefice ha ricevuto la visita della premier Giorgia Meloni, che ha dichiarato di averlo trovato "vigile e reattivo". Il cardinale Gianfranco Ravasi ha rassicurato sulle condizioni del Santo Padre, definendole "complesse ma non critiche".
Nonostante le preoccupazioni, il Papa continua a lavorare dal suo letto d'ospedale, mantenendo gli impegni principali, continua l'attività, cioè la lettura e la firma di documenti, colloqui telefonici o con gli stretti collaboratori. Tuttavia, le sue condizioni mettono in dubbio la sua partecipazione al Concilio di Nicea previsto in Turchia a fine maggio per celebrare i 1700 anni dall'evento storico.
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