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00:30La gioia più grande dell'attrice non è quando si sta recitando su un palcoscenico pieno di luce
00:43ed innazi a un teatro pieno di gente che ti ascolta in silenzio, ma che non vede l'ora
00:48di battere le mani. Il nostro maggiore godimento sai quando è? Quando verso sera si arriva
00:55a soli i soli alla porticina degli artisti, si attraversano i corridoi bui, si salgono
01:01le scalette per ritrovare i compagni che aspettano la prova. Sul palcoscenico ci sono pochi lumi,
01:06la platea è denebrosa, deserta, i palchi sono come tante cucette vuote. Non c'è altro
01:12che noi artisti, vestiti come tutti i giorni, con la sola compagnia del poeta che ha scritto
01:19l'opera che dobbiamo imparare. Siamo tra noi e pensiamo soltanto al nostro lavoro. In quei
01:27momenti mi sento come in famiglia e qualche volta l'illusione fanciullesca che siamo lì di nascosto
01:34tra quei lumi come una cospirazione, una congiura, qualcosa di clandestino e di piacevolmente
01:40pericoloso. Tutto il resto non è che rumore, chiasso, vanità, stanchezza e bocca al mare.
01:49Eccola, la Duse, l'ho incontrata molto presto. Ogni giorno sfioravo il suo viso nella gigantografia
02:13sulla scala che mi portava alle aule della mia scuola di teatro al piccolo di Milano.
02:18Dall'ora non ho mai smesso di interrogarmi su quest'attrice, di cercarla. Ho cercato di capire
02:24come la vita e il lavoro di una donna nata nel 1858 in un albergo di Vigevano e morta nel 1924
02:33durante una tournée in un albergo negli Stati Uniti potesse ancora produrre in me un'energia
02:38così potente, una febbre. Com'era Eleonora? Che voce aveva? Di lei, di come si muoveva,
02:50abbiamo un solo film, mudo, e poi abbiamo le riprese del suo funerale a New York, nient'altro.
02:57Scriveva lettere continuamente, ce n'è una in particolare in cui immagino di vederla,
03:08dice così, io sogno sovente, sovente, assai sovente, quando ho l'anima in pena o in gioia,
03:16sogno che cammino sull'acqua e pensa stanotte appunto, mentre cercavo sonno e speranza per
03:24il domani, ho sognato l'antico sogno dell'infanzia mia. Mia madre voleva che noi ragazzi fossimo
03:42presenti quella sera, io mi ricordo che in un palco del Manzoni assistenti alla rappresentazione
03:47della Donna del Mare, io credo che ogni sera lei era diversa, non era sempre uguale, tant'è
03:54vero che poi ho saputo che qualche volta negli ultimi anni alle prove della sua compagnia,
04:01se c'erano degli attori nuovi che quell'anno erano in compagnia per la prima volta e che
04:05non avevano fatto un certo repertorio, provavano sotto la guida di un direttore e lei non c'era,
04:12perché era stanca, era malata e mettevano una poltrona di vimini che muovevano in palcoscenico
04:20di volta in volta e la poltrona dicevano lì c'è la signora, poi la mettevano là, la scena
04:27continuava e l'attore doveva dire là c'è la signora, alla recita molte volte la signora
04:33era esattamente dalla parte opposta. Allora lui ha avuto la fortuna di vederla e di sentirla,
04:38grazie. Cara Lila, molti anni più di te e questo però mi ha dato appunto la chance
04:44di poter sentire Leonora Duse.
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