00:0024 agosto 2016, ore 3.36, una prima scossa di magnitudo 6.0 scuote il centro Italia e
00:15da quel momento nulla è più come prima.
00:17Una serie di eventi sismici interessa la zona tra Lazio, Marche, Umbria e Bruzzo fino al
00:25gennaio del 2017, ma con la prima scossa di terremoto viene colpito duramente un comune
00:31in particolare, Amatrice, in provincia di Rieti.
00:34Dopo 8 anni ancora si sentono e si vedono i segni di quell'evento di cui, seppur se
00:40ne comprendano le ragioni del tutto naturali, non si riescono ad accettare le conseguenze
00:44perché troppo dolorose.
00:46C'è chi ha perso un proprio caro, chi ne ha perso più di uno, chi ha perso la casa,
00:50chi la fiducia.
00:51E sì, perché la ricostruzione non è immediata, ma ora necessaria ancor più determinazione
00:57per riuscire a riportare la situazione alla normalità, per quanto possibile.
01:01Il terremoto ha sfrattato alcune persone e le ha portate altrove.
01:06Oggi, tornare nella propria abitazione è un ulteriore sfratto perché si sono formate
01:10delle vere e proprie comunità dove le persone interagiscono e vivono insieme.
01:15E tornare nella propria abitazione, magari distaccata e dislocata in un'area ancora non
01:20ben ricostruita, sicuramente è un ulteriore disagio, è un ulteriore esilio che dopo quello
01:26del terremoto.
01:27Ricostruire significa cooperare con varie realtà affinché si riesca a restituire la
01:31dignità e la vita lì dove un qualcosa di più grande ha spazzato via vita e affetti.
01:37La forza di ricominciare c'è, ma c'è bisogno di tutti, istituzioni comprese, a cui il sindaco
01:42di Amatrice, Giorgio Cortellesi, si appella rivolgendo un invito ad andare in quelle terre,
01:47anche a nome di quelle persone che, sfiduciate per tante ragioni, e che da tempo vivono
01:52nelle SAE, le soluzioni abitative d'emergenza, hanno bisogno di tornare alla normalità.
01:57Dobbiamo tornare ad abitare le nostre case, non dobbiamo cercare di vedere il SAE la soluzione
02:04definitiva della nostra realtà abitativa, cosa che purtroppo spesso e volentieri giornalmente
02:11mi trovo a rincorrere, perché le persone ormai forse sfiduciate dal ritardo che c'è
02:18nella ricostruzione, ritardo che come dicevo prima forse dipende soprattutto da imprese,
02:24tecnici e privati, perché noi oltre che approvare i progetti possiamo fare ben poco, ma se i
02:28progetti non vengono presentati non abbiamo nulla da approvare.
02:31Bisogna ricredere nella propria vita, tornare a quella che era la nostra identità, le nostre
02:38radici, la nostra cultura e tornare a rivivere il nostro territorio come era prima, non in
02:44villaggi temporanei.
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