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00:00:00Mi sono venute le lacrime agli occhi
00:00:02perché davvero c'è... anche tutti... ma anche ora adesso mi emoziona la cosa
00:00:06ma quello che è stato quella cosa...
00:00:09Scusa!
00:00:10Non devi preoccuparmi!
00:00:11Quello che è stato quella cosa lì per i milanisti
00:00:17è stato incredibile!
00:00:19Dopo il primo tempo siamo sotto 3-0
00:00:21quindi lui rientra e rientriamo tutti incazzati
00:00:24lui comincia a fare il discorso e tutti attorno lì a un certo punto
00:00:28si sente...
00:00:31e Luca si gira così e dice...
00:00:33Who farted?
00:00:41Nuova puntata di Unlocker Room con noi...
00:00:44c'è Filippo Galli!
00:00:45Ciao Filippo!
00:00:46Ciao, buongiorno a tutti!
00:00:48Ah vabbè, adesso si racconterà a Filippo chi è
00:00:51Grazie per l'invito innanzitutto!
00:00:52Perché Filippo è un...
00:00:54oltre che essere stato un pezzo di storia importante del Milan
00:00:58Filippo è anche un custode di incredibili segreti e aneddoti
00:01:03perché ha fatto parte del Milan più forte della storia di tutti i tempi
00:01:06Luca, io direi...
00:01:08per i giovani che magari su YouTube si fermano a qualche anno prima o dopo
00:01:14chi è Filippo Galli?
00:01:16Vado io?
00:01:17Dunque, Filippo Galli è boomer
00:01:19boomerissimo, direi
00:01:22Sono del 1963
00:01:24quindi siamo prossimi a 61 anni
00:01:27e ho giocato nel Milan gran parte della mia carriera
00:01:3114 stagioni
00:01:33ho sempre tifato Milan da sei anni
00:01:36da un Milan Celtic del 1969
00:01:39quando sono andato a vedere...
00:01:41mi hanno portato ovviamente a vedere una partita del Milan a San Siro
00:01:44di cui ricordo praticamente nulla
00:01:46se non che siamo ritornati a casa tardissimo nella notte
00:01:51perché mio cugino aveva parcheggiato l'auto fuori dallo stadio di San Siro
00:01:56ma non ricordandosi dove l'avesse parcheggiata
00:01:59poiché nevicava abbiamo dovuto aspettare che se ne andassero tutti
00:02:02Ti chiedo, il Filippo di oggi che riavvolge...
00:02:04che guarda il calcio di oggi e riavvolge la sua vita
00:02:07cosa nota?
00:02:09Proprio da un punto di vista di calcio e non per forza di pallone
00:02:11nel senso tecnico, cioè più fisico, cioè meno fisico
00:02:14è arrivato presto il richiamo del calcio, dell'ambiente calcio
00:02:19perché sono stato fuori, ho fatto per 7-8 mesi
00:02:22ho lavorato in un'azienda che si occupava di abbigliamento sportivo
00:02:25sono stato in Cina, sono stato in Romania
00:02:27dove questa azienda produceva
00:02:30però dopo 8 mesi mancava l'ambiente del calcio
00:02:34e così ho chiamato Arido Braida
00:02:37che ha parlato con il dottor Gagliani
00:02:40e poi da lì sono rientrato al Milan come assistente
00:02:44nello staff di Franco Baresi sulla Primavera
00:02:46era il lontano 2000-2004
00:02:48quindi ho smesso nel 2003
00:02:50Chi è stato qua nelle puntate precedenti
00:02:52ci ha raccontato che proprio per questo
00:02:54il Milan è sempre stato una famiglia per chi l'ha vissuto
00:02:56perché comunque il Milan
00:02:58se hai dato tanto al Milan
00:03:00e sei stato una persona e un giocatore di qualità
00:03:02ma più una persona
00:03:04il Milan poi di quegli anni lì
00:03:06il Milan di Gagliani, Berlusconi, Braida
00:03:08aveva piacere ad avere un bel professionista ancora con loro?
00:03:14Sì, assolutamente, io devo ringraziare
00:03:16le persone che tu hai nominato
00:03:18perché appunto quando io ero uscito
00:03:20mi ero allontanato dal Milan
00:03:22in qualche modo ovviamente
00:03:24calcisticamente parlando
00:03:26perché poi sono sempre rimasto tifoso di Rosso Nero
00:03:28questa telefonata
00:03:30quella telefonata di cui parlavo prima
00:03:32mi ha riaperto le porte al Milan
00:03:34e da lì è cominciato un percorso
00:03:36nel settore giovanile
00:03:38prima con Franco per due stagioni
00:03:40poi come responsabile della squadra Primavera
00:03:42e poi ho fatto un anno
00:03:44anche nello staff di Carlo Ancelotti
00:03:46con Mauro Tassotti
00:03:48ero con loro, è stato un'altra
00:03:50come posso dire, andare all'università
00:03:52da quel punto di vista
00:03:54e poi sono stato nominato responsabile
00:03:56di settore giovanile
00:03:58dal dottor Gagliani
00:04:00sono stati nove stagioni intense
00:04:02molto intense sotto ogni punto di vista
00:04:04chi è un responsabile del settore giovanile?
00:04:08io ho abbracciato l'idea metodologica
00:04:10cioè di metodo
00:04:12di quale strada intraprendere
00:04:14per formare
00:04:16il giovane calciatore
00:04:18perché il talento c'è nel giocatore
00:04:20nel ragazzo o nella ragazza
00:04:22oggi visto che c'è il calcio femminile
00:04:24però poi bisogna saperlo accompagnare
00:04:26bisogna saperlo educare
00:04:28nel senso di educere
00:04:30di riuscire a tirarlo fuori
00:04:32da parte poi
00:04:34delle competenze
00:04:36che ciascuna persona
00:04:38che questo ragazzo o ragazza incontrerà
00:04:40nel suo percorso troverà
00:04:42e quindi abbiamo necessità
00:04:44di quello su cui abbiamo lavorato molto
00:04:46e ci tengo a sottolineare
00:04:48di là del fatto che uno sia contento
00:04:50quando arrivino dei ragazzi
00:04:52nella prima squadra
00:04:54arrivino a fare i professionisti a qualsiasi livello
00:04:56sia la crescita del capitale umano
00:04:58all'interno del settore giovanile
00:05:00sia la crescita delle competenze
00:05:02specifiche, tecniche
00:05:04e di tutte le figure professionali
00:05:06che c'erano lì all'interno
00:05:08Quando tu hai uno, due, tre giocatori
00:05:10che dici in quell'annata
00:05:12quelli hanno qualcosa in più
00:05:14hanno un talento in più
00:05:16poi non so se diventeranno calciatori
00:05:18però lo vedi
00:05:20magari sbaglio
00:05:22ma lo vedi quando uno
00:05:24soprattutto andando avanti negli anni
00:05:26ha qualcosa in più
00:05:28come guardi quei tre?
00:05:30come provi a raccompagnarli?
00:05:32come provi a disegnargli il futuro?
00:05:34come provi a consigliarli?
00:05:36ma anche come guardi gli altri 21?
00:05:38Domanda bellissima
00:05:40domanda complessa
00:05:42che richiede una risposta altrettanto complessa
00:05:44io parto dal presupposto
00:05:46che un talento non basti a se stesso
00:05:48un talento ha bisogno di un contorno
00:05:50e il contorno non è solo
00:05:52fatto delle professionalità
00:05:54di cui accennavo prima
00:05:56ma è anche un contorno
00:05:58dei propri compagni di squadra
00:06:00perché secondo me è importante
00:06:02anche nella formazione
00:06:04di un giovane calciatore
00:06:06perché questo talento si educhi
00:06:08si mostri fino in fondo
00:06:10alla necessità di essere inserito
00:06:12ad esempio in un contesto di gioco
00:06:14di uno stile di gioco di un certo tipo
00:06:16questa cosa con i miei colleghi
00:06:18l'abbiamo sempre sottolineata
00:06:20e per noi rimane importante
00:06:22quindi è vero
00:06:24c'è un giocatore che si pensa
00:06:26che possa arrivare nella prima squadra
00:06:28in questo caso nella prima squadra del Milan
00:06:30o comunque fare professionista
00:06:32e quindi entrare in quel mercato di riferimento
00:06:34che al club può interessare
00:06:36e quindi portare delle plusvalenze
00:06:38però poi bisogna stare attenti
00:06:40anche agli altri
00:06:42perché gli altri danno quel valore aggiunto
00:06:44entro cui il talento
00:06:46si mostra
00:06:48cresce
00:06:50può avere delle difficoltà
00:06:52di più immagino i talenti
00:06:54che hai visto così grandi
00:06:56che non sono arrivati
00:06:58non per demeriti vostri ovviamente
00:07:00ma anche per demeriti nostri
00:07:02anche ovviamente
00:07:04si è sempre cercato di lavorare
00:07:06con onestà intellettuale
00:07:08una delle caratteristiche
00:07:10nell'atleta, nel giocatore
00:07:12è quella di sapere continuamente
00:07:14apprendere
00:07:16io uno di questi ragazzi
00:07:18oggi non è con noi
00:07:20è un giocatore
00:07:22barricata come si suol dire
00:07:24che è Matteo Darmiani
00:07:26che è un giocatore che abbiamo avuto
00:07:28in primavera
00:07:30con Chico Evani che lo allenava
00:07:32poi l'ho avuto in primavera io
00:07:34un giocatore che non smette mai di imparare
00:07:36e questo credo sia un altro componente
00:07:38del talento
00:07:40perché il talento poi insomma
00:07:42ha bisogno di sguardi
00:07:44molteplici
00:07:46secondo tanti paradigmi
00:07:48ha bisogno di crescere all'interno del gioco
00:07:50il gioco è fatto di
00:07:52altre componenti
00:07:54che sono sicuramente
00:07:56gli avversari
00:07:58ma sono anche i compagni
00:08:00e lo strumento che è la palla
00:08:02e lo spazio di gioco
00:08:04lì dentro troviamo tutti gli elementi
00:08:06per la crescita del talento
00:08:08in qualsiasi asso sia
00:08:10e quindi l'aspetto individuale
00:08:12secondo me no
00:08:14perché la tecnica
00:08:16non è un obiettivo
00:08:18la tecnica è uno strumento per risolvere
00:08:20delle situazioni di gioco
00:08:22e io se non sono dentro il gioco
00:08:24quella tecnica che io apprendo
00:08:26al di fuori del gioco
00:08:28è qualcosa che al di fuori del contesto
00:08:30e quindi alla fine
00:08:32dal nostro punto di vista
00:08:34non c'è transferto di apprendimento
00:08:36quindi quanto mi serve quella tecnica lì
00:08:38l'abbiamo visto
00:08:40abbiamo avuto dei giocatori
00:08:42e vediamo dei giocatori
00:08:44che sono dei freestyler
00:08:46dei giocoglieri
00:08:48ma poi messi nella situazione di gioco
00:08:50quella capacità tecnica
00:08:52che mostrano al di fuori del contesto
00:08:54non gli è di nessun aiuto
00:08:56perché poi occorre anche dire
00:08:58è una cosa che dice De Zerbi
00:09:00sempre e che io
00:09:02sottolineo sempre
00:09:04è che se non alleno il giocatore
00:09:06alla scelta io non lo sto allenando
00:09:08e la scelta
00:09:10scusate se mi dilungo
00:09:12la scelta da chi mi viene dettata
00:09:14alla fine
00:09:16di chi è colui che io controllo meno nel gioco
00:09:18è il mio avversario
00:09:20e quindi se io mi alleno
00:09:22senza la presenza dell'avversario
00:09:24alla fine non mi sto allenando
00:09:26so che è un tema molto discusso oggi
00:09:28che è quello della costruzione dal basso
00:09:30noi abbiamo cominciato nel 2000
00:09:32era 2012 circa
00:09:34che era il terzo anno
00:09:36a fare costruzione dal basso
00:09:38con le nostre squadre di 13-14 anni
00:09:40che ci dicevano
00:09:42ma siete dei mati
00:09:44perché qui se il ragazzino sbaglia
00:09:46il centrale è impostare
00:09:48prendiamo gol
00:09:50sì certo è vero
00:09:52abbiamo fatto degli adattamenti
00:09:54perché poi è stata una cosa in itinera
00:09:56e quindi noi siamo convinti
00:09:58che proprio il modo di giocare lì
00:10:00non è un verso
00:10:02non è un volersi guardare allo specchio
00:10:04ma mette i ragazzi
00:10:06i giocatori nelle condizioni
00:10:08di sbagliare
00:10:10diciamo sempre che l'errore
00:10:12fa parte del processo di formazione
00:10:14è chiaro che il giocatore va sostenuto
00:10:16perché se io dico di costruire dal basso
00:10:18e questo mi sbaglia lo massacro
00:10:20come allenatore
00:10:22non lo sto accompagnando
00:10:24e in più questo giocatore
00:10:26ha messo nelle condizioni di essere
00:10:28il protagonista del proprio destino
00:10:30passatemi i termini
00:10:32essendo propositivo
00:10:34essendo proattivo e non reattivo
00:10:36quindi di fare calcio in quel modo
00:10:38sia per far crescere le squadre
00:10:40dal punto di vista del gioco
00:10:42della prestazione
00:10:44ma perché poi la ricaduta era
00:10:46sia dal punto di vista tecnico sui giocatori
00:10:48sia dal punto di vista valoriale
00:10:50valoriale in che senso?
00:10:52perché se io lavoro sull'organizzazione
00:10:54sull'aiuto reciproco
00:10:56porto dei valori, la collaborazione
00:10:58se c'è un ragazzino che è in difficoltà
00:11:00e faccio capire agli altri
00:11:02ai compagni che devono aiutarlo
00:11:04quindi dice che la squadra più forte
00:11:06è quella che è in grado di comprendere
00:11:08l'importanza di difendere l'anello più debole
00:11:10Filippo, ma ti ricordi qualche tuo collaboratore
00:11:12che è venuto da te e ha detto
00:11:14l'ho trovato, ho la perla
00:11:16e chi erano queste perle?
00:11:18Giocatori?
00:11:20Sono qualcuno che è arrivato
00:11:22con questa etichetta
00:11:24perché poi purtroppo siamo
00:11:26nel mondo dell'etichetta, quello del calcio
00:11:28del settore giovanile, facciamo in fretta
00:11:30di etichettare nel bene e nel male
00:11:32e uno su tutti è
00:11:34vabbè Mastur, forse volevate arrivare a questo
00:11:36non lo so, però era un giocatore
00:11:38che ci si aspettava
00:11:40ci si aspettavano grandi cose
00:11:42perché alla sua età, a 14 anni
00:11:44quando arrivò al Milan
00:11:46dopo che lui aveva fatto due anni
00:11:48di percorso all'Inter
00:11:50arrivò al Milan
00:11:52ci si aspettava che lui potesse
00:11:54arrivare in un
00:11:56schiocco di dita
00:11:58alla prima squadra e così non è stato
00:12:00Viene in mente un Verdi
00:12:02che era fortissimo, poi vabbè
00:12:04ha fatto il calciatore
00:12:06sembrava il Messi di quella primavera
00:12:08Verdi è
00:12:10il primo giocatore
00:12:12di cui io faccio menzione
00:12:14a Dottor Galliani
00:12:16perché lo vedo al primo torneo
00:12:18che faccio come responsabile del settore giovanile
00:12:20a Villareal
00:12:22torneo dove si giocava su un unico campo
00:12:24con 12 squadre, un campo che
00:12:26non si rovinava mai, Verdi, in erba
00:12:28incredibili
00:12:30e io vedo questo ragazzino che fa delle cose incredibili
00:12:32destro, sinistro
00:12:34ha una capacità di comprendere il gioco
00:12:36di riuscire a capire quando deve
00:12:38dar la palla, quando deve andare da solo
00:12:40infatti chiamo Dottor Galliani
00:12:42non a contratto
00:12:44questo ragazzo, rischiamo di perdere
00:12:46siamo qui di fronte anche a squadre
00:12:48straniere, c'era Liverpool, c'era Real
00:12:50c'era Barcellona, c'era Celtic
00:12:52tutte queste squadre
00:12:54ed ecco, lui sicuramente
00:12:56credo che abbia fatto una buona carriera
00:12:58forse ci si aspettava di più, tra l'altro
00:13:00fece il gol, uno dei due gol
00:13:02in cui noi vincevamo la Coppa Italia
00:13:04contro il Palermo a San Siro
00:13:06la finale di ritorno
00:13:08era un giocatore, adesso è il Como
00:13:10però era un altro giocatore
00:13:12che era bello da vedere
00:13:14forse ci si aspettava di più
00:13:16però credo che abbia fatto un'ottima carriera
00:13:18Quanto pesano i gol nel settore giovanile?
00:13:20Perché
00:13:22spesso diciamo
00:13:24hanno fatto 100 gol
00:13:26in tutto il settore giovanile però
00:13:28è chiaro che il gol nel settore giovanile
00:13:30fa pensare
00:13:32o dà l'idea che un giocatore abbia
00:13:34quell'attitudine, quella capacità
00:13:36realizzativa
00:13:38e quindi dovrebbe essere una caratteristica
00:13:40che lo accompagnerà
00:13:42in tutto il suo percorso
00:13:44poi è indubbio che
00:13:46nel settore giovanile
00:13:48ha contro giocatori
00:13:50di un certo tipo
00:13:52e poi andando avanti
00:13:54con le categorie
00:13:56nelle prime squadre trovi
00:13:58avversari che sono più organizzati
00:14:00che hanno qualche malizia in più
00:14:02e tu devi essere in grado di superare queste malizie
00:14:04chiamiamole così
00:14:06e quindi anche qui come dicevo prima
00:14:08subentra quella capacità del giocatore
00:14:10di continuare a migliorarsi
00:14:12anche arrivato al professionismo
00:14:14anche arrivato magari a qualcuno
00:14:16che è esordito con noi
00:14:18in Serie A e poi non è riuscito più a fare
00:14:20quello scatto in avanti
00:14:22perché si è un attimino fermato
00:14:24dopodiché io dico sempre che la formazione
00:14:26è continua e quindi
00:14:28soprattutto nei giovani hai dei momenti di crescita
00:14:30dei momenti di regressione
00:14:32hai momenti di stasi
00:14:34l'importante è riuscire ad avere il tempo
00:14:36e a dare il tempo
00:14:38a questi talenti in qualche modo di assestarsi
00:14:40e di capire in che direzione
00:14:42andranno
00:14:44se non sbaglio tu portasti
00:14:46la formazione nel senso di arrivare
00:14:48con lo scout fino a una certa
00:14:50e poi si lavorava su quei gruppi
00:14:52non l'ho portata io
00:14:54ti spiego perché l'ho portata
00:14:56ai club perché in Milan
00:14:58in quegli anni proprio nel 2012
00:15:00nel momento che sono stati venduti
00:15:02Ibraimovic
00:15:04e Tiago Silva
00:15:06al Paris Saint Germain
00:15:08c'è stato un cambio chiamiamolo così
00:15:10di modello di business all'interno del Milan
00:15:12quindi la società è stata chiara
00:15:14come prima squadra non prenderemo più
00:15:16acquisteremo più giocatori di prima fascia
00:15:18e allo stesso modo nel settore giovanile
00:15:20arrivati a
00:15:22costruire passatemi il termine
00:15:24la squadra Under 15
00:15:26quella dei quattordicenni in cui
00:15:28secondo il regolamento della federazione
00:15:30potevamo acquisire
00:15:32fino a 10 giocatori provenienti da fuori regione
00:15:34quindi di quattordicenni
00:15:36formata quella squadra lì
00:15:38avremmo dovuto poi portarla
00:15:40fino alla primavera
00:15:42e infatti nasce quel progetto
00:15:44quindi è chiamato Modello Milan
00:15:46a me le etichette poi
00:15:48piacciono poco, però quell'idea
00:15:50proprio di dover lavorare
00:15:52in profondità dal punto di vista metodologico
00:15:54perché non era più possibile
00:15:56inserire altri giocatori e quindi
00:15:58a maggior ragione dovevamo tirar fuori il meglio
00:16:00da questi talenti, da questi giocatori che noi avevamo
00:16:02infatti poi io chiese a Dottor Galiani
00:16:04di poter andare insieme ai miei colleghi
00:16:06a fare visite a quei settori giovanili
00:16:08a quei club che erano
00:16:10competitor del Milan, che quindi partecipavano
00:16:12alla Champions League con continuità
00:16:14che avevano all'interno della loro rosa
00:16:16della prima squadra tanti giocatori
00:16:18che prevenivano dal settore giovanile
00:16:20e quindi andare a capire come questi giocatori
00:16:22come queste squadre lavorassero
00:16:24siamo andati lì e abbiamo visto che
00:16:26come lavoravano innanzitutto
00:16:28con una continuità di principi
00:16:30e coerenza di principi
00:16:32nel tempo, quindi da partire dai piccoli
00:16:34fino ad arrivare alla loro
00:16:36prima squadra. Noi allenatori erano anche
00:16:38i pedagogisti o gli psicologi che lavoravano
00:16:40sia sul campo che
00:16:42dove noi
00:16:44avevamo i nostri ragazzi
00:16:46la struttura di accoglienza
00:16:48perché io ho uno psicologo
00:16:50un pedagogista, non mi interessa che sia
00:16:52il più bravo
00:16:54nella sua materia
00:16:56ma se non conosce le difficoltà
00:16:58che ad esempio può avere un giocatore dal punto di vista emotivo
00:17:00quando gli chiediamo di portare
00:17:02palla dentro
00:17:04che cosa mi serve la sua professionalità
00:17:06e così preparatore atletico
00:17:08deve sapere di calcio
00:17:10perché se non sa di calcio
00:17:12io non me ne faccio nulla, a me non interessa
00:17:14e qui potremmo aprire un altro tema
00:17:16magari più avanti, non lo so
00:17:18che un giocatore raggiunga il massimo potenziale
00:17:20della sua velocità
00:17:22perché poi sarà una X velocità che gli servirà
00:17:24a risolvere una situazione di gioco
00:17:26quindi il calcio non è prestazione atletica
00:17:28il calcio è prestazione calcistica
00:17:30anche attraverso i test che venivano fatti
00:17:32con continuità
00:17:34sulle capacità condizionali
00:17:36poi abbiamo visto che questi giocatori
00:17:38davvero
00:17:40quelli che sono arrivati
00:17:42abbiamo fatto questo studio nel 2018
00:17:44poco prima
00:17:46che terminasse la nostra esperienza
00:17:48la mia esperienza come responsabile del settore giovanile
00:17:50abbiamo visto che quei giocatori che sono arrivati
00:17:52a giocare poi in Serie A
00:17:54a fare i professionisti
00:17:56avevano tutti dei valori
00:17:58delle capacità condizionali
00:18:00nella curva normale
00:18:02e nessuno era straordinario
00:18:04quindi è evidente che per diventare professionisti
00:18:06sia necessario qualcos'altro
00:18:08devi essere un atleta
00:18:10questo non lo mettiamo in dubbio
00:18:12ma non necessariamente devi essere Rambo
00:18:14o devi essere nel pieno
00:18:16alla storia del calcio
00:18:18di giocatori che anche strutturalmente
00:18:20non sono granché
00:18:22ma sono dei signori giocatori
00:18:24allenatori, in che cosa è uguale
00:18:26in che cosa cambia un allenatore dell'Under 12
00:18:28da un allenatore della prima squadra
00:18:30cioè quale aspetto
00:18:32va mantenuto
00:18:34e quale aspetto chiaramente cambia
00:18:36ma io credo che alla fine
00:18:38ci sia un tredugnon
00:18:40tra queste figure
00:18:42e credo che la cosa più importante sia essere
00:18:44se stessi
00:18:46nella relazione
00:18:48con i ragazzi, con i bambini
00:18:50in questo caso come dicevi tu
00:18:52piuttosto che con gli adulti
00:18:54bisogna mostrare l'esempio
00:18:56è chiaro che io posso
00:18:58dare delle indicazioni
00:19:00dipende come mi comporto
00:19:02sul campo, la coerenza che ho
00:19:04e soprattutto devo sapere ascoltare
00:19:06osservare ed ascoltare
00:19:08la capacità di osservazione e di ascolto
00:19:10io in questo porto sempre come esempio Carlo Ancelotti
00:19:12che è
00:19:14non solo per me ovviamente
00:19:16ma è il numero uno a questo punto di vista
00:19:18perché ha la capacità di essere empatico
00:19:20di riuscire a comprendere
00:19:22l'altro, di capire cosa sta vivendo
00:19:24l'altro, di questo credo che sia davvero straordinario
00:19:26e poi Carlo ha
00:19:28la conoscenza ovviamente tecnico-tattica
00:19:30di un altro pianeta
00:19:32però quella cosa lì
00:19:34secondo me gli fa fare la differenza
00:19:36e Carlo non è
00:19:38un buonista
00:19:40Carlo poi quando si deve
00:19:42incazzare, scusate il termine, si incazza
00:19:44senza nessun problema
00:19:46però sa
00:19:48anche perché è stato giocatore
00:19:50certamente ma perché ha proprio questa capacità
00:19:52di stare dentro
00:19:54alla relazione, stare dentro alla volontà
00:19:56di capire chi è di fronte
00:19:58perché davvero, continuo a sottolinearlo
00:20:00ogni giocatore, ogni bambino
00:20:02è differente
00:20:04e quindi io credo che quella
00:20:06sia la cosa da sottolineare
00:20:08Un grande sfogo di Carlo che ti ricordi?
00:20:12Un grande sfogo di
00:20:14non me ne ricordo
00:20:16uno in particolare però vi assicuro che era uno
00:20:18che... Oppure se c'era una cosa che lo fa particolarmente
00:20:20ma che può essere anche
00:20:22fuori dal campo
00:20:24No, fuori dal campo
00:20:26lui veramente
00:20:28io mi ricordo quando
00:20:30non so se ve l'avranno già raccontata
00:20:32preparavamo proprio l'anno della vittoria
00:20:34dello scudetto con Sacchi, il primo anno
00:20:36quando preparavamo il
00:20:38famoso bibitone che era
00:20:40una scodellona così di
00:20:42Coca-Cola, Polaze
00:20:44non so cos'altro ci fosse dentro ma nulla di
00:20:46ovviamente, tutto regolare
00:20:48e ci prendevamo poi, c'era anche Paolo
00:20:50ma di il tasso, e prendevamo poi
00:20:52un bicchiere e ce lo bevevamo prima di andare
00:20:54alla riunione
00:20:56che Sacchi faceva prima della
00:20:58partenza per San Siro
00:21:003 ore prima della partenza
00:21:02però di Sbrocchi
00:21:04di Carlo qualcuno l'ho visto
00:21:06davvero non saprei ricordare ma
00:21:08quando sono stato con lui in quell'anno
00:21:10di responsabile di settore giovanile
00:21:12qualche sbrocco
00:21:14l'ho sentito, qualche
00:21:16pugno duro
00:21:18qualche muso
00:21:20a volte
00:21:22quei giocatori l'ha utilizzato
00:21:24non è insomma
00:21:26così
00:21:28tranquillo, sa esserlo nel
00:21:30modo giusto. E probabilmente il rispetto
00:21:32che anche
00:21:34si merita e si guadagna
00:21:36è quello che l'ha portato a essere quello che è diventato
00:21:38perché ha sempre gestito spogliatoi
00:21:40densi di campioni, è riuscito a vincere
00:21:42probabilmente in posti dove
00:21:44mi viene in mente la Francia, dove si era
00:21:46affaticato proprio per quella presenza così
00:21:48quasi satura di campioni e di
00:21:50personalità e di caratteri e Carlo è riuscito
00:21:52a gestirne il meglio
00:21:54dal punto di vista della gestione è straordinario
00:21:56ma anche dal punto di vista tecnico
00:21:58perché poi uno guarda la gestione
00:22:00però poi dal punto di vista tecnico
00:22:02io credo che adesso la cosa bella
00:22:04è che Davide, il figlio che io ho avuto
00:22:06anche in primavera
00:22:08gli stia dando un'enorme mano
00:22:10perché comunque anche lui è un boomer
00:22:12Carlo
00:22:14nell'evoluzione
00:22:16si deve pensare ad evolversi
00:22:18al cambiamento del calcio
00:22:20quindi avere
00:22:22un figlio o comunque
00:22:24un preparato che abbia voglia di fare
00:22:26bene credo che gli sia soltanto
00:22:28d'aiuto, così anche come Mauri
00:22:30il figlio del preparato di atletico che era con lui
00:22:32a Milano. La tua parentesi
00:22:34calciatore, io ho studiato un po' la tua storia
00:22:36è veramente particolare. C'è da studiare!
00:22:40La tua infanzia io ho studiato, nel senso che
00:22:42non hai iniziato subito?
00:22:44No, io no, tutt'altro
00:22:46io vado sempre orgoglioso e faccio sempre
00:22:48le domande e mai nessuno indovina
00:22:50almeno fino all'undicesimo sport
00:22:52io dico sempre qual è lo sport che ho
00:22:54praticato prima di fare calcio
00:22:56e rispondono
00:22:5811 sport differenti e nessuno riesce
00:23:00ad indovinare. La ginnastica artistica!
00:23:02Ah è vero, l'ho letto!
00:23:04Però sono andato
00:23:06su arti marziali perché pensavo
00:23:08alla coordinazione
00:23:10propedeutica allo sport. Ecco
00:23:12però anche qui si aprirebbe un altro
00:23:14tema
00:23:16la coordinazione
00:23:18abbiamo bisogno di coordinazione specifica
00:23:20perché poi alla fine uno dice
00:23:22devo essere coordinato, quindi è giusto che a scuola
00:23:24si coordini
00:23:26un giocatore o un atleta
00:23:28o un ragazzo a fare
00:23:30diversi sport e quindi avere una
00:23:32coordinazione generale. Infatti a me dicevano
00:23:34tu anche se sei arrivato tardi
00:23:36nel calcio
00:23:38sei stato così bravo
00:23:40a coprire quel gap
00:23:42che c'era rispetto agli altri che avevano cominciato a Milan
00:23:44prima di te perché hai fatto
00:23:46ginnastica artistica. In realtà la ginnastica artistica
00:23:48certamente non mi ha fatto male, però
00:23:50quel tipo di coordinazione lì
00:23:52è una coordinazione generale. Il calciatore ha bisogno
00:23:54di una coordinazione specifica. Probabilmente
00:23:56l'esempio che si porta sempre e che tutti portano
00:23:58forse
00:24:00io sono in grado di salire su un albero
00:24:02perché ho fatto ginnastica artistica
00:24:04sono abile
00:24:06anche a fare quelle cose lì, certi movimenti
00:24:08messi probabilmente non è in grado di
00:24:10fare quella cosa lì, però messi è messi
00:24:12cioè voglio dire
00:24:14c'è bisogno di coordinazioni specifiche
00:24:16ma come sei arrivato a fare ginnastica artistica? Io sono arrivato
00:24:18perché in famiglia
00:24:20i miei zii
00:24:22mio zio Giorgio e mio zio Carlo entrambi
00:24:24uno tifoso del Carlo del Toro
00:24:26che per me è sempre stato un esempio di riferimento
00:24:28poi magari vedremo anche perché
00:24:30e l'altro tifoso della Fiorentina
00:24:32avevano fatto ginnastica artistica
00:24:34e uno era presidente
00:24:36della società Robur e Virtus di Villa Santa
00:24:38dove io abitavo e ho cominciato lì
00:24:40ho fatto tre anni
00:24:42con il maestro Assi
00:24:44Pierluigi Assi, veramente un fenomeno
00:24:46però io giocavo a calcio
00:24:48giocavo a calcio ecco perché dicevo
00:24:50sì la ginnastica mi ha fatto bene ma io calcio l'ho imparato
00:24:52come si dice no? Nei cortili
00:24:54nelle strade, nei campetti che allora erano
00:24:56molto più accessibili rispetto ad oggi
00:24:58allora quella famosa tecnica
00:25:00funzionale l'ho imparata lì
00:25:02poi ovviamente
00:25:04al Milan c'è stato tutto
00:25:06un percorso, un processo di fede
00:25:08ma sono arrivato a Milano a quasi 17 anni
00:25:10ma quindi tu legato a una società
00:25:12legato a un'organizzazione con gli orari degli allenamenti
00:25:14diciamo prestabiliti, facevi la ginnastica artistica
00:25:16però poi in parallelo come si dice in Brianza
00:25:18al balloon
00:25:20ho giocato tanto
00:25:22ho giocato, io finivo la scuola
00:25:24quando non avevo l'allenamento di ginnastica
00:25:26finivo la scuola, andavo
00:25:28a questa mia zia, c'erano due
00:25:30mia zia B e mia zia A
00:25:32però sono cresciuto da loro
00:25:34e finiti i compiti
00:25:36andavo a giocare subito
00:25:38andavo a giocare subito
00:25:40fino a quando non diventava buio, davvero
00:25:42e nella società di calcio credo di aver
00:25:44cominciato, che era Cosof
00:25:46di Villa Santa, centro di organizzazioni sportive
00:25:48oratorio Villa Santa che tutt'oggi
00:25:50è in attività
00:25:52ho cominciato a giocare lì
00:25:54forse, non so, a 13 anni
00:25:56e quindi...
00:25:58E come ti sei presentato? Io sono un centrocampista
00:26:00Ma io ho fatto il terzino
00:26:02perché avevo questo cugino, figlio
00:26:04dell'anziana, Milcare
00:26:06che giocava terzino destro nella prima squadra
00:26:08della Villa Santa, che era in promozione
00:26:10o in promozione
00:26:12per me era un idolo, c'era il milanista
00:26:14anche lui, hippie, capelli lunghi
00:26:16Genesis
00:26:18Zeppelin, tutto, c'era nella sua cameretta
00:26:20e quindi
00:26:22ho cominciato come terzino
00:26:24nel Villa Santa, poi in piano sono passato a centrale
00:26:26Però a 15 anni già in prima squadra giocavi
00:26:28In prima squadra
00:26:30nella
00:26:32prima categoria
00:26:34Villa Santa, perché poi credo che avessero
00:26:36firmato l'ok i miei genitori
00:26:38perché allora non si poteva
00:26:40No, non ero strutturato
00:26:42Fringuellino
00:26:44Stavo dicendo un'altra cosa
00:26:46Fringuellino
00:26:48E chi ti ha visto?
00:26:50Chi è andato nella prima categoria?
00:26:52Andava
00:26:54l'osservatore a Brambilla
00:26:56Sì, Brambilla
00:26:58anche lui ci ha lasciato
00:27:00da tanti anni e che ha fatto la prima
00:27:02segnalazione, tanto è vero che io vado a Milanello
00:27:04a fare il provino
00:27:06faccio un discreto provino
00:27:08un allenamento, eccetera, però poi il Milan mi dice
00:27:10dopo qualche mese
00:27:12mi dispiace però, sei già avanti negli anni
00:27:14infatti nel 63 c'erano
00:27:16gli Evani, Gadda e Cambiaghi
00:27:18incocciati
00:27:20veramente giochi cardi
00:27:22Battistini sono giocatori
00:27:24di qualità e io insomma
00:27:26non avevo
00:27:28quello standard lì
00:27:30e quindi ok, va bene
00:27:32torno a Villa Santa e mi ricordo che
00:27:34lavoravo da papà in azienda
00:27:36facevo disegnatore tecnico e a pranzo
00:27:38mi allenavo ogni tanto perché poi la sera
00:27:40io andavo a scuola
00:27:42ho cominciato a fare il serale
00:27:44però proprio in quel
00:27:46periodo torno
00:27:48al Milan che mi dice vieni a fare un torneo
00:27:50e mi fanno fare un torneo sul Biatearno
00:27:52lì battiamo l'Inter
00:27:54l'Atalanta, andiamo in finale, faccio anche un gol
00:27:56cosa che io...
00:27:58Diciamolo per gli amici non della zona
00:28:00il Biatearno è a 4 km
00:28:02è l'uscita di Milanello
00:28:04ti chiedo, ma come l'hai presa
00:28:06quella seconda chiamata tipo sì va bene ma questi mi hanno chiamato
00:28:08ma ti ha scartato
00:28:10io il milanista, a Milano si poteva
00:28:12farei diciamo così
00:28:14gli scherzinosi
00:28:16sono andato, ho fatto il torneo
00:28:18è andata bene
00:28:20ho fatto un gol
00:28:22tra l'altro poi
00:28:24Mila Santa pagò una multa
00:28:26o il Milan pagò una multa scusate
00:28:28pagò una multa perché io non avrei potuto
00:28:30giocare a quel torneo lì
00:28:32perché allora
00:28:34c'erano il primo e il secondo semestre
00:28:36io ero del primo semestre
00:28:38il 19 maggio
00:28:40per poco, 30 giugno sarebbe
00:28:42quindi non avrei potuto giocare a quel torneo lì
00:28:44pensa veramente a volte come devono andare le cose
00:28:46e invece gioco e è andata bene
00:28:48da lì mi prende
00:28:50ma chi è venuto a dirti vieni a Milano
00:28:52e allora c'erano in panchina
00:28:54c'era Italo Galbiati grande
00:28:56Faustino Braga un altro grandissimo
00:28:58e poi venne credo la seconda partita
00:29:00anche Fabio Capello
00:29:02che aveva appena smesso
00:29:04di giocare
00:29:06e sì mi hanno fatto capire qualcosa
00:29:08poi il presidente allora Mariani
00:29:10del Villa Santa
00:29:12lo disse a mio padre
00:29:14e quindi tanto è vero
00:29:16perché io partì lì comunque l'estate
00:29:18per fare la vacanza
00:29:20estiva
00:29:22di studio in Inghilterra
00:29:2410 giorni a Cambridge
00:29:26e quando tornai ho cominciato
00:29:28ad allenarmi con il Milan
00:29:30nella primavera
00:29:32era il 79 se non vado errato
00:29:34L'approccio con Milanello come è stato?
00:29:36L'approccio con Milanello
00:29:38perché poi io andavo
00:29:40sono andato subito ad allenarmi con la primavera
00:29:42l'approccio con Milanello è stato
00:29:44non posso dire di impatto
00:29:46perché io ero stato a Milanello
00:29:48per fare quello stage
00:29:50quell'allenamento quel giorno
00:29:52Era la prima volta? Non eri mai andato?
00:29:54No assolutamente non ero mai stato
00:29:56e quindi quando ho cominciato ad andare a Milanello
00:29:58con continuità è stato fantastico
00:30:00cioè vabbè
00:30:02c'era la prima squadra
00:30:04ogni tanto poi magari mia mamma
00:30:06mi portava su perché comunque
00:30:08se no era un casino avrei dovuto andare
00:30:10in pullman
00:30:12quindi prendevo il pullman
00:30:14sotto casa
00:30:16l'Oggiono era che veniva da Oggiono
00:30:18e andava verso Sesto
00:30:20a Sesto mi lasciava
00:30:22Sesto Marelli c'era perché non c'era ancora Sesto Rondò
00:30:24Sesto Marelli e poi prendevo fino a Piazza dell'Otto
00:30:26e Piazza dell'Otto c'era il pullman del Milan
00:30:28che ci portava su noi ragazzi
00:30:30e tra l'altro io poi mi ero iscritto
00:30:32a scuola sederale come vi dicevo
00:30:34perché io volevo
00:30:36lavorare nella piccola azienda
00:30:38che il papà aveva con gli zii
00:30:40quindi a scuola c'erano
00:30:42come posso dire
00:30:44dal punto di vista politico c'era un po' di
00:30:46casino in quegli anni
00:30:48ho deciso di andare sederale, mio padre
00:30:50fa quei sacrifici e mi permette di andare
00:30:52Sardegiani di Sesto e quindi io la sera alle 18
00:30:54dovevo entrare, però mi allenavo a Milanello
00:30:56il primo anno non avevo
00:30:58la patente quindi
00:31:00mi sono fatto dare tanti passaggi
00:31:02da De Vecchi
00:31:04Burriani, Antonelli
00:31:06ogni tanto io
00:31:08qualcuno torna in zona
00:31:10si loro mi lasciavano giù
00:31:14a un certo punto loro giravano a sinistra per andare
00:31:16verso Monza e io andavo a destra
00:31:18verso Sesto, però era ancora lunga
00:31:20c'era più di un paio di chilometri forse di più
00:31:22con la borsa del Milan in spalle
00:31:24andavo alla scuola sederale
00:31:26ma senti tu tendenzialmente il percorso
00:31:28e lo sai ovviamente meglio di noi è
00:31:30io inizio a giocare a calcio
00:31:32da ragazzino bambino magari entro
00:31:34in un settore giovanile importante come quello del Milan
00:31:36quando salgo mi viene la colina in bocca
00:31:38quando arrivo in Primavera per l'amor di Dio è ancora presto
00:31:40però la colina ormai ce l'ho
00:31:42la prima squadra li ha un passo
00:31:44inizio a giocare
00:31:46tu invece arrivi in Primavera
00:31:48quindi mi stai dicendo
00:31:50lavoravo e volevo seguire
00:31:52quello che era l'azienda di papà
00:31:54tu giocavi al Milan ma in realtà
00:31:56non ci credevi troppo
00:31:58infatti prima era un sogno che diventa realtà
00:32:00però io non avevo poi quel sogno lì
00:32:02dentro di me l'idea fissa
00:32:04di dire io devo diventare giocatore professionista
00:32:06per carità non nel Milan
00:32:08ma almeno professionista
00:32:10volevo fare le cose per bene
00:32:12quindi avevo deciso di chiedere a papà
00:32:14e innanzitutto ai miei genitori
00:32:16di poter andare ad allenarmi nel Milan
00:32:18ovviamente questo voleva dire che
00:32:20stavo solo la mattina
00:32:22che bella questa cosa
00:32:24hai chiesto il permesso alla mamma e al papà
00:32:26è normale
00:32:28è normale
00:32:30però se un genitore
00:32:32ti dice
00:32:34non ti faccio andare al Milan
00:32:36fa capire tante cose
00:32:38Filippo tu la dici così
00:32:40è un passante
00:32:42è bella questa cosa
00:32:44magari c'è il papà che spinge
00:32:46deve andare al Milan
00:32:48e invece tu
00:32:50la mattina andavo lì
00:32:52mangiavo veloce prendevo il famoso puma e andavo
00:32:54e la sera riuscivo ad arrivare a scuola
00:32:56ogni tanto qualche professore mi diceva
00:32:58perché gioca a calcio
00:33:00tra l'altro quel professore con cui
00:33:02sono rimasto in buoni rapporti
00:33:04papà era d'accordo?
00:33:06papà era anche lui tifoso del Torino
00:33:08poi dopo è diventato ovviamente milanista
00:33:10tifoso un po' all'acqua di rosa del Toro
00:33:12per lui era nato nel 35
00:33:14quindi era quegli anni lì del grande Torino
00:33:16e sì era d'accordo
00:33:18mi ha aiutato mi ha sostenuto
00:33:20poi quando sono andato in Persico a Pescara
00:33:22lui veniva spesso
00:33:24venivano a vedere eccetera
00:33:26e quando ho cominciato al Milan
00:33:28è stato bellissimo
00:33:30arrivare a Milanello
00:33:32perché poi
00:33:34io vedevo questi miei compagni
00:33:36come dei fenomeni
00:33:38Cicco, Ivani, Gadda
00:33:40dei giocatori trucciolicati
00:33:42incocciati
00:33:44Bolis c'era
00:33:46Antonello poi ha lavorato con noi
00:33:48Marco Bolis
00:33:50insomma dovevo darmi da fare
00:33:52per riuscire a stare lì dentro
00:33:54ti chiedo Filippo
00:33:56la prima maglietta del Milan
00:33:58adesso oramai le magliette sono un po' cimeli
00:34:00ce l'hai, le hai conservata
00:34:02è stato un disastro io
00:34:04perché non so come dirti
00:34:06io avevo un amico che
00:34:08le faceva raccolta
00:34:10di magliette
00:34:12e anche durante la mia carriera
00:34:14scambiavo le magliette
00:34:16facevo cambio con
00:34:18i giocatori contro cui mi trovavo
00:34:20quindi io avevo le magliette di Maradona
00:34:22di Platini, di Pruzzo
00:34:24di Zico
00:34:26e le ho date tutte a questo amico
00:34:28e dopo mi è venuto a un certo punto
00:34:30quando stavo per finire, anzi dopo
00:34:32la scimmia di voler fare la raccolta delle maglie
00:34:34quindi adesso appena posso
00:34:36ma generalmente vado a comprare
00:34:38io poi ho la passione per il calcio inglese
00:34:40anche per tutti gli altri campionati stranieri
00:34:42e adesso dico porca miseria le ho date
00:34:44a tutte queste maglie che va a capirla
00:34:46è anche la tua prima?
00:34:48Sì, non ne ho
00:34:50me le hanno ridate una del Milan
00:34:52dovrei andare a vederle qual è
00:34:54ma non è certamente la prima
00:34:56Cos'è stato Maradona?
00:34:58Il fatto di aver giocato contro Maradona
00:35:00mi ha aiutato, nel senso che quando giocavi contro Maradona
00:35:02certo rischiavi di fare delle figuracce
00:35:04però venivi accostato
00:35:06tra l'altro quando c'era Lidono
00:35:08io ho avuto Lidono quando ho giocato contro Maradona
00:35:10e a volte mi metteva uomo contro questi
00:35:12grandi giocatori tra cui appunto Maradona
00:35:14e quindi per me Maradona
00:35:16è il calcio
00:35:18Ma lì quando la sera prima viene l'allenatore e ti dice domani sta uomo su Maradona
00:35:20sei più quasi
00:35:22un vanto di dire
00:35:24oppure la paura o l'adrenalina
00:35:26No perché Lidono
00:35:28era veramente un fenomeno
00:35:30un personaggio incredibile dal punto di vista
00:35:32del sarcasmo
00:35:34quindi lui diceva sempre
00:35:36mi veniva da me e diceva
00:35:38tu marchi Platini
00:35:40oppure insomma
00:35:42qualche altro giocatore Maradona
00:35:44perché se lui scompare dal campo
00:35:46bene
00:35:48molto bene
00:35:50per non scompare tu da campo
00:35:52nessun problema
00:35:54visto adesso
00:35:56è chiaro che io a un ragazzo di settore giovanile
00:35:58non direi mai questa cosa
00:36:00però il barone era fantastico
00:36:02Ma Filippo ma c'era questa cosa
00:36:04era un altro calcio
00:36:06siamo in prescrizione
00:36:08ma io mi ricordo che c'era la cosa del 5 sul 9
00:36:10chiaramente o 10 che poteva essere
00:36:12e c'era la cosa che la dovevi picchiare
00:36:14cioè adesso il campo
00:36:16ma io non ero in grado
00:36:18di picchiare perché fisicamente non sono mai
00:36:20stato uno
00:36:22forse sono diventato un po' più ignorante
00:36:24verso il fine della carriera
00:36:26ignorante calcisticamente ovviamente
00:36:28quando ho giocato nel Brescia in particolare
00:36:30no perché poi
00:36:32la mia abilità
00:36:34era quella di cercare di giocare di anticipo
00:36:36di farmi sentire, di staccarmi
00:36:38quindi non far capire
00:36:40era una sorta di gioco
00:36:42non dico gioco degli scacchi per carità
00:36:44ma una cosa per riuscire
00:36:46a ingannare
00:36:48l'avversario, ti anticipo
00:36:50mi stacco oppure
00:36:52quindi tu cosa fai?
00:36:54Giocavo un po' su queste cose qui
00:36:56a volte riuscivo a volte no
00:36:58perché poi in Italia allora c'erano
00:37:00giocatori veramente forti
00:37:02Dici anche questa in prescrizione
00:37:04ma qual è il giocatore con cui hai fatto
00:37:06più trash talk?
00:37:08Anche qui trash talk?
00:37:10Io trash talk l'ho subito
00:37:12quando sono andato a giocare
00:37:14a Pescara
00:37:16al primo anno
00:37:18a Reggio Calabria
00:37:20con la regina
00:37:22mi è arrivato uno sputazzo in faccia
00:37:24mi è arrivato
00:37:26però trash talk no
00:37:28Secondo te lì è perché vedo il giovane
00:37:30devo fargli capire chi comanda
00:37:32secondo me sì
00:37:34è arrivato
00:37:36quella volta lì è andata così
00:37:38e l'anno in C non è stato facile
00:37:40perché comunque dovevi giocare in Reggio
00:37:42c'era Taranto, c'era grande Vito Chimenti
00:37:44Vito Chimenti io mi ricordo
00:37:46quando dovevo giocare contro di lui
00:37:48a un certo punto sento delle
00:37:50in spogliatoi
00:37:52allora guardiamo fuori
00:37:54e lui usciva fuori a fare la famosa bicicletta
00:37:56con la gente che diventava matta che plavò di veglia
00:37:58io avrei dovuto marcare lui nel Pescara
00:38:00poi abbiamo forse vinto 1-0 addirittura
00:38:02Come l'hai preso quel prestito?
00:38:04Un porca miseria adesso è dura oppure
00:38:06andiamo?
00:38:08Anche lì come dicevo
00:38:10sì volevo dare il meglio di me stesso
00:38:12è stato dopo quell'anno lì
00:38:14che ho capito che avrei potuto fare
00:38:16il giocatore professionista anche se il primo contratto
00:38:18di fatto l'ho fatto con loro
00:38:20io mi ricordo che volevo un contratto
00:38:22quando sono andato
00:38:24i soldi sono importanti
00:38:26per carità
00:38:28però io mi ricordo che volevo che
00:38:30ci fosse un riconoscimento
00:38:32da parte del Pescara
00:38:34quando sono andato lì
00:38:36mi offrirono 500.000 lire
00:38:38giusto?
00:38:40mi ha chiesto i 700.000 perché dicevano
00:38:42comunque gli operai...
00:38:44avevi il procuratore o non esisteva?
00:38:46Poi perché la racconta è quella del procuratore
00:38:48Questa è bella di procuratore
00:38:50quindi andavi tu a parlare col presidente
00:38:52ho preso 8 milioni e 4 di lire
00:38:5410 milioni e 8 loro del primo contratto
00:38:56e poi mi scrivo
00:38:58alla mia prima università
00:39:00che è
00:39:02ingegneria meccanica
00:39:04mio papà aveva un'officina con i zii di meccanica
00:39:06ingegneria meccanica
00:39:08mi scrivo, vado alla prima lezione
00:39:10e poi è una delle prime
00:39:12università di cui mi scrivo
00:39:14che però non finisco
00:39:16anzi praticamente non l'ho iniziata
00:39:18e rientro
00:39:20se vuoi ti racconto
00:39:22il procuratore
00:39:24quando dopo il secondo
00:39:26anno di Milan, quindi deve iniziare
00:39:28il terzo, il presidente è
00:39:30Farina
00:39:32mi chiama la mattina credo
00:39:34alle 9 o alle 10 inviaturati
00:39:36e mi
00:39:38fa entrare nell'ufficio praticamente
00:39:40credo alle 16
00:39:42al pomeriggio io sto tutta la mattina
00:39:44a un certo punto mi vado a piangere così
00:39:46mi allunga il contratto
00:39:48e non cambiava nulla
00:39:50se non pochissimo rispetto a quella
00:39:52dell'anno precedente
00:39:54e io cosa faccio? Firmo perché
00:39:56sono a Milan
00:39:58si alza
00:40:00mi dà la mano
00:40:02Ben, ti gocciava un'altra volta
00:40:06mitico
00:40:08lo amo
00:40:10e poi è arrivato il procuratore a quel punto
00:40:12avevo Giuliano Terranio in squadra
00:40:14con noi
00:40:16lui conosceva, perché era il suo procuratore
00:40:18Beppe Bonetto
00:40:20che poi era già procuratore
00:40:22di Paolo Maldini
00:40:24di Ferrara, di Peruzzi, di quei giocatori lì
00:40:26e io mi affidai a lui
00:40:28devo dire che
00:40:30lui secondo me è uno dei più preparati
00:40:32dal punto di vista della conoscenza
00:40:34delle NOIF
00:40:36della federazione e quanti altri regolamenti
00:40:38di fatto non ho mai avuto
00:40:40granché bisogno, perché io non ho mai
00:40:42discusso alla fine il contratto
00:40:44vuoi anche per gli infortuni che ho avuto
00:40:46la società si è sempre dimostrata
00:40:48molto comprensiva e aperta
00:40:50con me e quindi insomma
00:40:52ho iniziato la quattordicesima stagione
00:40:54andai via nel 96 a novembre
00:40:56quando c'era il mercato di novembre
00:40:58però non ho mai avuto problemi, però è chiaro che avere
00:41:00una persona di quel
00:41:02valore a fianco a me
00:41:04come Bonetto mi ha sicuramente aiutato
00:41:06Senti, quel Milan-Steaua
00:41:08a Barcellona
00:41:10è qualcosa che noi, almeno io, non ho vissuto
00:41:12ma mi è stato raccontato
00:41:14tantissimo, perché mi è stato
00:41:16raccontato, ma le immagini e i colori
00:41:18di quella giornata lì, ancora che la partita
00:41:20perché c'è questa città totalmente
00:41:22rosso-nero, c'è questo stadio totalmente rosso-nero
00:41:24Guarda, io ho fatto
00:41:26scrivere nel mio blog un articolo
00:41:28da un amico
00:41:30tifoso rosso-nero
00:41:32che ha fatto quel viaggio che era un ragazzo
00:41:34e ha messo delle foto
00:41:36e ha raccontato
00:41:38e davvero leggendolo mi sono venute le lacrime
00:41:40agli occhi
00:41:42perché davvero c'è
00:41:44anche ora adesso mi emoziona la cosa
00:41:46ma anche tutti i rosso-neri
00:41:48che hanno
00:41:50commentato su Facebook
00:41:52su Instagram
00:41:54vedi quello che è stato
00:41:56quella cosa
00:41:58scusa, quello che è stato
00:42:00quella cosa lì per i milanisti
00:42:02Poi secondo me
00:42:04tu, cresciuto nel settore giovanile del Milan
00:42:06credo sia la più curiosa
00:42:08che poi, a parte che io non ho giocato
00:42:10ho giocato solo un quarto d'ora finale
00:42:12dove la cosa era già decise
00:42:14però
00:42:16è stato incredibile
00:42:18cioè è il massimo
00:42:20però è bellissima
00:42:22questa cosa secondo me
00:42:24se tu leggi dentro di Facebook
00:42:26c'è gente che è partita
00:42:28da Napoli, da Sicilia
00:42:30ha fatto due giorni
00:42:32poi c'era lo sciopero dei treni
00:42:34è partita la fosse
00:42:36c'era di tutto veramente
00:42:38vedi il milanismo, non so come dire
00:42:40è impagabile
00:42:42noi abbiamo parlato con alcuni protagonisti
00:42:44anche del Milan successivo che ci hanno detto
00:42:46ad esempio legato alla finale di Atene
00:42:48l'avete vinto contro il Liverpool dopo Istanbul
00:42:50noi lo sapevamo già che l'avremmo vinta
00:42:52perché dopo una cosa così forte
00:42:54non puoi non vincere
00:42:56io vi chiedo, a voi che sapevate
00:42:58di quell'invasione, dei mancati biglietti concessi
00:43:00ai tifosi di Asteaua
00:43:02e non c'era quella certezza
00:43:04tu dici
00:43:06aiuto che paura
00:43:08se perdiamo
00:43:10è un'ecatombe
00:43:12non possiamo non vincere
00:43:14lo dobbiamo fare per loro
00:43:16non so qual fosse il pensiero
00:43:18dei miei compagni di squadra
00:43:20però era tutta gente
00:43:22che come posso dire
00:43:24veniva dalla vittoria
00:43:26del campionato dell'anno precedente
00:43:28veniva da questa cultura del lavoro
00:43:30che sa chi aveva portato
00:43:32il presidente e tutto il management
00:43:34avevano portato il Milan
00:43:36e quindi si arrivava lì con la consapevolezza
00:43:38di essere preparati, di aver fatto tutto
00:43:40per poter affrontare quella partita
00:43:42Asteaua certo
00:43:44a tutti dicono Asteaua
00:43:46squadra rumena
00:43:48che se non sbaglio avesse battuto
00:43:50nella direzione precedente
00:43:52o poco prima qualcuno nella finale
00:43:54era una squadra che comunque
00:43:56qualche fastidio ce lo poteva dare
00:43:58però sapevamo che avevamo preparato
00:44:00al meglio quella partita
00:44:02eravamo certi dei nostri mezzi
00:44:04poi la certezza della vittoria non te la dà mai nessuno
00:44:06però quel Milan era un Milan
00:44:08che aveva una cultura del lavoro
00:44:10come mi piace sempre sottolineare, unica
00:44:12che nessuno può comprendere
00:44:14se non l'ha vissuta
00:44:16Ma c'è qualcosa che non si sa
00:44:18o non si è mai detto
00:44:20tra le tante cose che sono state dette su Sacchi?
00:44:22No credo che sia stato detto tutto
00:44:24come quando lui
00:44:26che so veniva a Milanello la sera
00:44:28che rischiava le sue ciabattine
00:44:30Tasso forse me l'avrà detto
00:44:32però si
00:44:34spegnevamo la luce
00:44:36era un martello
00:44:38non finiva mai di darti delle raccomandazioni
00:44:40di parlarti della partita
00:44:42e poi quegli olandesi dicevano
00:44:44one going deep, one going out
00:44:46era uno spettacolo
00:44:48c'erano le frasi tipiche
00:44:50di ogni professore
00:44:52one going deep, one going out
00:44:54se uno va in profondità
00:44:56uno viene in aiuto
00:44:58in contromovimento
00:45:00e te a Baresi qual era la cosa che vi ripeteva
00:45:02sempre e tu guardavi Franco e ci dicevi lo sappiamo
00:45:04no non eravamo in camera assieme
00:45:06perché Franco aveva sempre la sua camera
00:45:08sapevamo
00:45:10l'attenzione
00:45:12secondo voi dovete fare pressing
00:45:14o non dovete farlo
00:45:16e l'ho risposto
00:45:18dobbiamo farlo
00:45:20e dove e quando
00:45:22è stato un genio
00:45:24ha portato una svolta
00:45:26una svolta nel calcio
00:45:28non solo quello rosso nero
00:45:30poi non c'era il VAR perché lì fuori giochi
00:45:32erano fuori giochi così
00:45:34no va bene ma lì
00:45:36c'era fuori gioco
00:45:38noi giocavamo anche su quello
00:45:40si faceva la parte video?
00:45:42parte video
00:45:44praticamente con Arrigo
00:45:46qualcosina ma poco perché sto pensando
00:45:48c'erano i VHS
00:45:50mi ricordo di aver utilizzato
00:45:52il primo ricordo che ho di VHS
00:45:54una delle cassette
00:45:56mi ricordo di aver utilizzato
00:45:58in una partita
00:46:00però è un ricordo chiaro che ho
00:46:02magari l'avremmo utilizzato anche prima
00:46:04ma io personalmente
00:46:06quando giochiamo con il Paris Saint Germain
00:46:08in casa e loro davanti hanno
00:46:10Weah e Ginola
00:46:12io non devo giocare con la partita
00:46:14non la gioco dall'inizio
00:46:16ma dopo un quarto d'ora si fa Mario Tassotti
00:46:18mia fortuna mi ero guardato
00:46:20Weah e Ginola con questa cassetta
00:46:22e quindi ero entrato in campo
00:46:24con una sicurezza in più
00:46:26non so come dirvi
00:46:28però con Arrigo
00:46:30si guardavano, facevano le riunioni
00:46:32e poi ovviamente i filmati erano quelli che erano
00:46:34non è che poi si potesse riuscirsi ad avere
00:46:36ancora molti, è vero che noi avevamo film
00:46:38invece della televisione eccetera
00:46:40però mi viene in mente, scusami, nei primi turni di Coppa Campioni
00:46:42quando magari incontravate
00:46:44squadre, adesso sparo, finlandesi
00:46:46sto dicendo a caso
00:46:48lì non c'erano magari
00:46:50le VHS perché non si riprendeva
00:46:52e lì cosa facevi? Entravi in campo e dicevi
00:46:54ma chi è questo qua?
00:46:56Cosa fa questo qua adesso?
00:46:58C'era questa cosa che noi ci preparavamo
00:47:00con Arrigo con un'idea
00:47:02di proposta di calcio ben precisa
00:47:04quindi avevamo questa
00:47:06idea di avere una squadra corta
00:47:08di essere un unico
00:47:10blocco
00:47:12e quindi di muoverci
00:47:14un po' all'unisono, sempre in riferimento
00:47:16alla palla, palla coperta o palla scoperta
00:47:18c'erano questi
00:47:20interscambi anche tra terzino
00:47:22e la mezzala, se giocavamo
00:47:24con la mezzala piuttosto che con l'esterno di
00:47:26centrocampo che allora c'era
00:47:28Colombo e Tassotti di una parte
00:47:30c'erano Evanni e Maldini dall'altra
00:47:32Ma perché? È una domanda che mi sono sempre fatto
00:47:34perché io ho iniziato a guardare
00:47:36Milano a quegli anni là, no? A fine anni 80
00:47:38e mi sono sempre
00:47:40chiesto, chiedo a te, ma perché
00:47:42sulla fascia c'erano
00:47:44sempre giocatori che poi prettamente
00:47:46ah lì non è
00:47:48il Colombo che è città, perché giocava lì il Colombo?
00:47:50Il Colombo non so
00:47:52giocava lì perché comunque Colombo era uno che
00:47:54non aveva solo corsa, aveva
00:47:56intelligenza calcistica, aveva capacità di
00:47:58comprendere quando buttarsi dentro
00:48:00quando aspettare
00:48:02con Tasso aveva una
00:48:04come posso dire una capacità
00:48:06un feeling sì, tecnico
00:48:08in particolare, anche queste cose
00:48:10sono questi
00:48:12legami calcistici
00:48:14sono importanti anche perché poi
00:48:16riescano le cose sul calcio
00:48:18quindi ti permettono anche magari di leggere
00:48:20un attimino prima
00:48:22dell'avversario, la situazione di gioco
00:48:24e quindi muoversi di conseguenza
00:48:26perché anche Evani che ha giocato spesso in fascia
00:48:28forse mi ricordo male
00:48:30era anche più una mezzala
00:48:32sì era più una mezzala però
00:48:34Evani era in quell'ira
00:48:36allora era un ira
00:48:38di Dio, insomma era davvero
00:48:40bello da vedere
00:48:42aveva questa corsa, aveva questa
00:48:44pala che restava
00:48:46attaccata al piede, questo controllo
00:48:48controllo anche del corpo
00:48:50quello che fa sognare più tutti
00:48:52è l'esotico
00:48:54è più esotico di Ruud Gullit, non c'era niente
00:48:56Luca Serafini nei Forza Milan
00:48:58le vecchie puntate ce ne ha raccontate tante
00:49:00su Ruud Gullit e anche con lui fuori
00:49:02da campo ma con te ti chiedono
00:49:04negli spogliatoi, cioè Ruud Gullit
00:49:06com'era
00:49:08allora ti parlo di me, il mio primo
00:49:10idolo era Ruud Gullit, sarà le treccine
00:49:12sarà questa corsa, sarà
00:49:14questa prepotenza fisica
00:49:16era un idolo e allora voglio
00:49:18tu che ci hai giocato con il mio idolo
00:49:20lui era
00:49:22lui era
00:49:24faceva divertire, era divertente
00:49:26solo come si esprimeva
00:49:28le prime volte quando era arrivato
00:49:30diceva sempre so, so
00:49:32poi parlava un po' in inglese
00:49:34un po' in italiano
00:49:36la prima volta che lui arriva a Milanella
00:49:38si presenta e dice io suono in un gruppo
00:49:40va su prendi
00:49:42questo cavolo di chitarra
00:49:44una chitarra con tre corde
00:49:46abbiamo cominciato a ridere
00:49:48con tre corde si è messo a suonare
00:49:50però era
00:49:52anche qui un genio
00:49:54insomma a suo modo perché
00:49:56era veramente, poi era gogliardico
00:49:58era
00:50:00ha portato anche il Beckham
00:50:02lui Van Basten e poi anche
00:50:04il buon Frank
00:50:06Gullit era
00:50:08cioè Gullit
00:50:10alla fine
00:50:12cioè non aveva un ruolo
00:50:14una roba folle, cioè lui giocava
00:50:16giocava bene, giocava seconda punta
00:50:18giocava prima punta
00:50:20lui aveva cominciato a difensore centrale
00:50:22se non sbaglio
00:50:24avevamo incontrato Antonio Gamper
00:50:26Gagliani, Lovite, difensore centrale
00:50:28che aveva questo
00:50:30grande lancio, questa capacità
00:50:32di trovare il compagno
00:50:34a 50 metri, un giocatore completo
00:50:36anche qui
00:50:38quando si parla di tecnica individuale
00:50:40lui se lo mettevi a fare il calcio tennis
00:50:42non è che fosse uno dei più bravi
00:50:44perché qualcuno ve l'abbia già detto
00:50:46però poi la tecnica
00:50:48l'efficacia tecnica funzionale
00:50:50al gioco, lui era il numero uno
00:50:52però poi
00:50:54nel calcio tennis non lo voleva nessuno, noi volevamo tutti i donadoni
00:50:56perché i donadoni facevano le schiacciate
00:50:58al calcio tennis
00:51:00a costo anche di farsi uscire una spalla
00:51:02quando ricadeva, ma lui era
00:51:04quando gli alzavi la palla sotto il rete era punto
00:51:06ma le ciabatte di Sacchi, la chitarra di
00:51:08di Gullit
00:51:10mi portano a un po' quello che era il cuore
00:51:12di un locker room, cioè provare a sbloccare lo spogliatoio
00:51:14perché a noi interessa il dietro le quinte
00:51:16e c'è una domanda che
00:51:18se venisse qui
00:51:20se avessimo la fortuna di parlare con chi il primo
00:51:22mi piacerebbe farla, perché lega un po' tutti questi anni
00:51:24cambia tantissimo, ma secondo me
00:51:26resta affascinante sempre, noi
00:51:28vediamo l'attualità che secondo me è quella
00:51:30più scarna sotto questo punto di vista
00:51:32com'erano i ritiri?
00:51:34innanzitutto se erano una rottura o se vi divertivano
00:51:36e poi, sai oggi con
00:51:38il cellulare Playstation
00:51:40per dire, quando partivate
00:51:42si gioca, per amore di Dio, si giocava
00:51:44sempre di pomeriggio, se si giocava a Napoli
00:51:46la domenica pomeriggio partivate il sabato
00:51:48in quel caso come facevate la sera
00:51:50la domenica mattina uscivate
00:51:52allora io ero un po'
00:51:54itinerante nel senso che ero in camera
00:51:56in quegli anni con Pietro Paolo
00:51:58Viridis, andavo spesso in camera
00:52:00di Mauro Del Tasso
00:52:02a fare due chiacchiere
00:52:04oppure in camera di qualcun altro
00:52:06perché comunque mi piaceva girare fino a
00:52:08le 10 si dovesse
00:52:10spegnere o comunque
00:52:12stare nella propria camera
00:52:14nei ritiri poi si cercava
00:52:16di stare magari giù al bar
00:52:18si giocava a Beghemo quando eravamo
00:52:20a Milanello
00:52:22perché anche lì si sembrava di essere
00:52:24un po' più a casa, perché si conosceva
00:52:26si guardava magari qualcosa da televisione
00:52:28assieme, ma si guardava a quell'epoca?
00:52:30cosa c'era? non me lo ricordo
00:52:32c'era mai il buongiorno?
00:52:34c'erano questi qui
00:52:36non mi ricordo
00:52:38chi ci fosse
00:52:40ma le trasferte erano blindate
00:52:42oppure che ne so, giocavate
00:52:44alle 15 della domenica
00:52:46magari la mattina una passeggiata, uscivate
00:52:48noi avevamo questa regola della passeggiata
00:52:50se non vado in rato Enrico ci faceva
00:52:52sempre fare la passeggiata
00:52:54di un quarto d'ora, 20 minuti
00:52:56ma tutti insieme?
00:52:58sì, tutti insieme, voleva che il gruppo
00:53:00si muovesse insieme
00:53:02ho in mente delle foto di Forza Milan
00:53:04di loro che passeggiavano
00:53:06ma nel tempo libero i ragazzi
00:53:08indossavano, adesso Filippo mi smentirà o no
00:53:10la maglietta da gioco
00:53:12cioè c'erano qualche flash di trasferte europei
00:53:14intercontinentali, andavano in giro
00:53:16già con la maglietta mediolanum
00:53:18non so se avesse il numero
00:53:20senza numero?
00:53:22sì, probabilmente avevamo la maglietta da gioco
00:53:24ovviamente anche gli accessori
00:53:26non avevamo ancora
00:53:28l'era di oggi
00:53:30dal punto di vista dell'abbigliamento
00:53:32probabilmente si utilizzavano delle maglie
00:53:34perché poi, come penso adesso
00:53:36le maglie venivano stampate
00:53:38il numero, il nome allora non c'era
00:53:40è arrivato soltanto dopo
00:53:42e quindi qualche maglia veniva utilizzata come maglia
00:53:44da passeggio
00:53:46ma la curiosità anche, ne parlavamo
00:53:48forse proprio con te in un match day
00:53:50della pitch inspection
00:53:52dovevate sempre andare a vedere
00:53:54camminata sul campo
00:53:56dovevate sempre andare a vedere il campo
00:53:58io mettevo sempre
00:54:00un bel 15-13
00:54:02di tacchettino
00:54:04a meno che ci fosse un campo
00:54:06scusate, un campo veramente
00:54:08duro
00:54:10il difensore
00:54:12mi hanno sempre detto che non dovevano mettere le scarpe
00:54:14di gomma, quel tacchetto di gomma
00:54:16quindi il 15-13 era sempre
00:54:18un attimino d'obbligo anche per avere maggiore presa
00:54:20io poi già che non ero veloce
00:54:22nei cambi di direzione era importante
00:54:24avere presa sul terreno
00:54:26nella maniera giusta
00:54:28però andavamo sempre a guardare
00:54:30il campo, il terreno
00:54:32le zone che dovevano
00:54:34in teoria essere più calpestate di altre
00:54:36in base al proprio ruolo
00:54:38e quindi come sai
00:54:40io occupavo tutte le zone
00:54:42ma il rapporto con gli arbitri come era all'epoca?
00:54:44l'arbitro una volta era il direttore
00:54:46dipende
00:54:48non tutti gli arbitri avevano
00:54:50come arbitri sono
00:54:52esseri umani, ognuno ha il suo carattere
00:54:54non con tutti ti potevi permettere
00:54:56soprattutto chi non era capitano
00:54:58di avvicinarti
00:55:00altri invece
00:55:02ti davano l'opportunità
00:55:04di scambiare anche un'opinione
00:55:06anche se era veloce
00:55:08perché poi io
00:55:10ho sempre fatto della concentrazione
00:55:12una delle mie forze
00:55:14non è che avessi tanto tempo di stare lì
00:55:16a parare con l'arbitro
00:55:18magari si mandava a quel paese
00:55:20dentro di te
00:55:22però eri già subito
00:55:24parato su quello che sarebbe accaduto
00:55:26io con gli anelli ho tantissime curiosità
00:55:28mi viene in mente Filippo
00:55:30le trasferte anche in Italia
00:55:32cioè adesso il gruppo squadra
00:55:34parteva in trasferta
00:55:36vive praticamente con le orecchie
00:55:38e gli occhi tappati, arriva al campo e c'è la partita
00:55:40una volta
00:55:42anche qui corregimi se sbaglio c'era
00:55:44il raccattapalle avversario
00:55:46e il dirigente avversario
00:55:48che provavano in qualche modo ad intimidirvi
00:55:50e il tifoso che si avvicinava troppo
00:55:52fuori dagli alberghi
00:55:54c'erano tutte queste schermaglie
00:55:56chiamiamolo come vogliamo
00:55:58qualcuno che voleva darti fastidio
00:56:00qualcuno che voleva intimidirti
00:56:02anche quando arrivavi allo stadio
00:56:04in certi stadi magari in particolare
00:56:06secondo me c'era un rapporto
00:56:08molto più
00:56:10sia da parte di noi giocatori con i nostri tifosi
00:56:12sia poi anche
00:56:14c'era un po' più di vicinanza
00:56:16rispetto
00:56:18ai ruoli
00:56:20però tornando al ritiro
00:56:22quando facevamo il ritiro estivo
00:56:24abbiamo cominciato a farlo a Milanello
00:56:26poi la sera
00:56:28avevamo finito di cenare
00:56:30ancora era
00:56:32l'estate
00:56:34le giornate si allungavano
00:56:36facevamo un po' di tutto
00:56:38anche dal punto di vista
00:56:40gogliardico
00:56:42una volta ci siamo messi a fare
00:56:44un mille metri a piedi nudi
00:56:46io, Carlo
00:56:48mi sembra
00:56:50c'è venuto di fare questa cosa
00:56:52i mille metri dopo che magari
00:56:54avevamo fatto 10 ripetute sui mille
00:56:56il pomeriggio con piccolini
00:56:58però erano
00:57:00quei momenti lì
00:57:02siamo in chiusura
00:57:04io ho un'ultima domanda
00:57:06per quanto riguarda gli anni successivi
00:57:08di cui parlavamo
00:57:10la scelta è l'Inghilterra
00:57:12tu hai giocato tanto qui
00:57:14prima dell'Inghilterra
00:57:16il rapporto con Baresi
00:57:18non possiamo non chiederti
00:57:20prima di arrivare all'Inghilterra
00:57:22i tuoi Baresi eravate una cosa sola
00:57:24allora, pensate che io, Franco
00:57:26quando andavo in curva
00:57:28anche tante partite non le ho viste
00:57:30dalla curva, però andavo in curva
00:57:32mi ricordo sempre quando ci hanno beccato
00:57:34i miei amici a prendere gli estintori
00:57:36alla Dogana di Concorezzo
00:57:38andavano gli altri a spruzzarli
00:57:40in curva, però noi avevamo il compito
00:57:42di andare a prenderli
00:57:44Franco nell'anno dello Scudetto
00:57:46quello del 79
00:57:48ero a San Siro
00:57:50in curva
00:57:52quando Gianni Rivera
00:57:54fa spostare Milano-Bologna
00:57:56fa spostare
00:57:58il pubblico
00:58:00per l'inagibilità di una certa parte
00:58:02del secondo anello di San Siro
00:58:04Franco era un'icona
00:58:06non era, è un'icona
00:58:08Franco e il Milan
00:58:10Franco è stato il mio capitano
00:58:12lui è
00:58:14è
00:58:16è
00:58:18è il calcio che cammina
00:58:20non so come dire, perché poi è una persona silenziosa
00:58:22molto silenziosa
00:58:24che mostrava sempre
00:58:26l'esempio con i fatti
00:58:28dava l'esempio con i fatti
00:58:30però immagino che uno così silenzioso
00:58:32però quando si arrabbiava secondo me
00:58:34noi avevamo al tavolo degli stupidi
00:58:36chiamiamolo così
00:58:38non dico più giovani
00:58:40perché poi ci sono tre anni di differenza
00:58:42però che so, negli anni che sono cambiati c'erano
00:58:44Simone, Albertini, Stefano Nava
00:58:46e facevamo
00:58:48qualche stupidata
00:58:50poi qualche volta forse hanno avuto
00:58:52E.A. su quel tavolo
00:58:54una bella stupidata fatta
00:58:56sono impronunciabile
00:58:58però a un certo punto quando poi i toni si alzavano
00:59:00se i toni si alzavano
00:59:02Franco si girava e bastava un'occhiata
00:59:04ragazzi stop
00:59:06è vero, non sto dicendo una
00:59:08si guardava così
00:59:10chi è?
00:59:12E beh, tutti questi aneddoti
00:59:14possono essere nel tuo libro che è appena uscito
00:59:16Sì, qualcosa lo troviamo lì
00:59:18come fai a saperlo, è rimasto in Europa
00:59:20sì, no ci siamo
00:59:22e com'è che si chiama il libro?
00:59:24Il mio calcio eretico
00:59:26il mio calcio eretico
00:59:28ovviamente racconta un po' del mio percorso
00:59:30al Milan come giocatore
00:59:32e poi quello che è accaduto
00:59:34nel calcio
00:59:36dopo il calcio giocato
00:59:38quindi ci sono tutti gli aspetti legati al settore giovanile
00:59:40al rapporto con i giovani
00:59:42gli aspetti pedagogici del calcio
00:59:44dell'apprendimento
00:59:46insomma spero che sia
00:59:48un libro interessante
00:59:50forse un po' diverso
00:59:52diciamo così, raccontando
00:59:54il mio percorso da calciatore
00:59:56e poi vado a riprendere tanti temi
00:59:58che mi hanno
01:00:00legato al Milan
01:00:02e non solo al Milan, comunque anche
01:00:04con la crescita dei giovani
01:00:06con la formazione dei giovani calciatori
01:00:08delle figure professionali come dicevamo prima
01:00:10lo consigliamo allora
01:00:12grazie
01:00:14se se uso il filone di questa chiacchierata direi che è veramente a 360
01:00:16un aspetto che mi interessa
01:00:18da parte di calciatore
01:00:20Inghilterra lasciamo stare
01:00:22no no, la questione è dell'Inghilterra
01:00:24perché so che è stato un tuo grande pallino
01:00:26tu arrivi in Inghilterra quasi a caso
01:00:28per un motivo veramente
01:00:30folle
01:00:32io sono arrivato di Brescia
01:00:34già l'anno precedente avevo avuto difficoltà nel rinnovare il contratto
01:00:36poi con Mazzone ero rimasto
01:00:38ci eravamo salvati con qualche giornata
01:00:40d'anticipo, in Brescia allora c'era Baggio
01:00:42c'era Pirlo, un giovanissimo Pirlo
01:00:44hai rubato il posto a Bonera
01:00:46che non ci sente
01:00:48giocava lui, poi si fece male
01:00:50Mazzone si guarda, è l'unico difensore di questo
01:00:54ciao Daniele
01:00:56e quindi è stato
01:00:58l'anno successivo e invece
01:01:00ho detto ok, quest'anno è impossibile che mi rinnovino il contratto
01:01:02poi in realtà quando
01:01:04succede questo, mi ricevo questa chiamata
01:01:06di Nicola Caricola
01:01:08un giocatore del Bari di Juventus
01:01:10che lavorava per Vialli in Inghilterra
01:01:12e mi fa delle domande
01:01:14su Iglitare che allora aveva giocato
01:01:16con me appunto
01:01:18a Brescia, un attaccante
01:01:20e mi chiede se
01:01:22cosa ne pensassi io rispetto alla sua
01:01:24possibilità di venire a giocare al Watford
01:01:26eccetera, perché Vialli sarebbe andato
01:01:28ad allenare il Watford dopo aver fatto
01:01:30l'allenatore giocatore al Chelsea
01:01:32e io gli spiego il mio pensiero
01:01:34su Tare che è un giocatore interessante
01:01:36poi per il calcio inglese eccetera eccetera
01:01:38poi loro Tare non lo prendono perché in realtà
01:01:40a seconda del paese di provenienza
01:01:42in Inghilterra c'erano delle regole
01:01:44ben precise, non hanno potuto prenderlo
01:01:46poi mi dice a fine
01:01:48telefonata, dice poi stiamo cercando qui un difensore
01:01:50centrale, abbiamo preso Ramon Vega
01:01:52dal Celtic però
01:01:54e io dico va bene Nicola, sono io
01:01:56ma a mo' di battuta
01:01:58perché tanto non credo che il Brescia
01:02:00mi rinnovi il contratto
01:02:02e chiude lì, io parto, sono in Australia
01:02:04in vacanza
01:02:06e arrivo e sta chiamata in albergo
01:02:08in hotel, alzo la cornetta
01:02:10ed è Luca Vialli
01:02:12e Luca Vialli mi dice ciao Filippo
01:02:14io ho fatto qualche partita con lui
01:02:16nell'Under 21
01:02:18e quindi ci parliamo, poi ci avevo giocato
01:02:20contro, mi dice ma verresti davvero?
01:02:22io verrei, vengo domani
01:02:24assolutamente, quindi anticipo
01:02:26di fatto io rientro
01:02:28dall'Australia
01:02:30e volo
01:02:32a Londra, prima trovo l'accordo subito
01:02:34anche qui il procuratore ha fatto
01:02:36tutto tramite, senza neanche andare là
01:02:38ci abbiamo messo d'accordo
01:02:40e poi sono andato direttamente a Fugi
01:02:42perché la squadra mi aveva detto Fugi
01:02:44e lì il secondo di
01:02:46Vialli era
01:02:48Ray Wilkins
01:02:50l'ho incontrato dopo averlo
01:02:52avuto come compagno di squadra
01:02:54una persona straordinaria, purtroppo le belle
01:02:56persone se ne vanno spesso troppo presto
01:02:58e così è cominciata
01:03:00questa mia avventura al Watford
01:03:02una stagione deludente
01:03:04dal punto di vista dei risultati della squadra
01:03:06dal mio punto di vista personale
01:03:08una buona stagione
01:03:10anche se poi le ultime partite
01:03:12non ho potuto giocare per un infortunio
01:03:14guarda caso
01:03:16però ecco
01:03:18mi ricordo ancora, io ovviamente
01:03:20per me il Milan-San Siro
01:03:22stanno là, però la prima partita
01:03:24che noi perdiamo 3-0 al Main Road
01:03:26contro il Manchester City
01:03:28io sono stato eletto dai miei compagni capitano
01:03:30entro, subito alla prima
01:03:32sì perché hanno fatto così
01:03:34mi hanno riconosciuto
01:03:36mi chiamavano Weedle
01:03:38che volevo dire bizzarro
01:03:40infatti cantavano
01:03:42We don't need another Weedle
01:03:44quindi ero entrato
01:03:46un po' nel cuore di questi ragazzi
01:03:48mi eleggono capitano
01:03:50entro nello spogliatore nella prima partita al Main Road
01:03:52cioè io poi caccio inglese l'ho sempre amato
01:03:54e mi trovo
01:03:56con l'allenatore del Manchester City
01:03:58che è Kevin Keegan
01:04:00l'unica formazione che so a memoria è quella del
01:04:02Liverpool che batteva Roma
01:04:04nell'83
01:04:06e capitano Stuart Pearce
01:04:08cioè per me
01:04:10era in paradiso
01:04:12e quello è stato un anno
01:04:14veramente una stagione straordinaria
01:04:16per i risultati mi dispiace
01:04:18come hai vissuto l'Inghilterra invece?
01:04:20l'Inghilterra bene
01:04:22io vivevo sul consiglio di Vialli
01:04:24in un quartiere che definiremmo
01:04:26allora si definiva anche oggi
01:04:28posh
01:04:30però era vicino
01:04:32all'autostrada che portava i campi di allenamento
01:04:34London Colney University
01:04:36dove si allena tutto la Watford
01:04:38e era vicino al centro di Londra
01:04:40io andavo a piedi da questo quartiere
01:04:42c'era la metropolitana, la nera
01:04:44c'era Camden Town
01:04:46bello
01:04:48noi giocavamo martedì e sabato
01:04:50perché c'erano sempre
01:04:5246 partite, 24 squadre
01:04:54e la domenica poi andavo a vedere
01:04:56la Premier League
01:04:58quindi per me è stato davvero
01:05:00un anno straordinario
01:05:02doppia versione
01:05:04giocatore, osservatore, tifoso
01:05:06ma avevi già l'idea di prepararti
01:05:08per la carriera successiva?
01:05:10no, ancora no
01:05:12peraltro Luca mi aveva
01:05:14impaventato la possibilità di entrare
01:05:16nello staff e quindi fare
01:05:18l'allenatore della fase difensiva
01:05:20su Murray, Wilkins faceva
01:05:22il centrocampista, Ivialli era ovviamente
01:05:24un po' più sugli attaccanti e poi
01:05:26era responsabile, era manager della squadra
01:05:28e io avrei dovuto fare la fase difensiva
01:05:30poi le cose sono andate male
01:05:32non è stato
01:05:34tenuto dalla squadra
01:05:36non è stato confermato e quindi io sono rientrato
01:05:38in Italia
01:05:40sono le carte
01:05:42un pensiero su Ivialli lo direi
01:05:44l'hai avuto come allenatore, l'hai avuto come
01:05:46compagno
01:05:48Ivialli è incredibile
01:05:50Ivialli è stato una persona
01:05:52dove non si trovano le parole
01:05:54per descriverlo
01:05:56io mi ricordo poi
01:05:58una scena che è successa
01:06:00a Birmingham
01:06:02e mi piace ricordarlo perché di quella scena lì
01:06:04mi ricordo il suo sorriso finale
01:06:06che mi resterà sempre dentro
01:06:08quindi penso di poterla
01:06:10ricordare qui
01:06:12noi giochiamo a Birmingham e anche dopo
01:06:14il primo tempo siamo sotto 3-0
01:06:16quindi lui rientra e rientriamo una squadra
01:06:18tutti incazzati
01:06:20poi magari la tagliamo
01:06:22vediamo un po' e decidete voi
01:06:24incazzati e comincia a fare il discorso
01:06:26tutti attorno lì a un certo punto
01:06:28si sente
01:06:32e Luca si gira così
01:06:34e dice
01:06:36sconeggiato
01:06:38si valza questo col mano
01:06:40quasi a nascondere si fa
01:06:42it's me Luca
01:06:44ok let's
01:06:46con questo sorriso
01:06:48è stato un momento
01:06:50quegli esempi semplici ma che descrivono
01:06:52a lui dovrò sempre dire
01:06:54grazie per questa esperienza che mi ha fatto vivere in Inghilterra
01:06:56Filippo noi i nostri ospiti
01:06:58vorremmo tenere 455 ore mentre peschi una carta
01:07:00perché questo gioco è pesca una carta
01:07:02a questo punto e rispondi
01:07:04ti chiedo un pensiero su Van Basten
01:07:06abbiamo parlato con Ronaldo di Brocchi
01:07:08abbiamo parlato
01:07:10cioè Van Basten non posso non sentire il tuo parere
01:07:12Marco è il calcio
01:07:14è l'eleganza
01:07:16è l'efficacia è tutto
01:07:18Marco è incredibile
01:07:20un aneddoto su di lui ce l'abbiamo
01:07:22quando noi
01:07:24è un aneddoto incredibile
01:07:26quando io
01:07:28come responsabile di Citroio
01:07:30dicevo andiamo nelle squadre che erano
01:07:32competitori del Milan a vedere come lavoravano
01:07:34i cittadini giovanili dobbiamo andare all'Ajax
01:07:36ero con Stefano Baldini
01:07:38che era un collaboratore nostro
01:07:40e arriviamo nella zona dell'Ajax
01:07:42prendiamo un taxi e prendiamo l'unico
01:07:44tassista
01:07:46che non conosceva dove fosse il centro sportivo
01:07:48dell'Ajax
01:07:50allora io chiamo Marco
01:07:52chiamo Marco
01:07:54e lui praticamente dice passami il
01:07:56tassista e gli spiega
01:07:58e Stefano che era
01:08:00scusa ma
01:08:02chi è che hai chiamato?
01:08:04Marco Van Basten
01:08:06e lui Bresciano ma no ma dai
01:08:08non puoi chiamare Marco Van Basten per farti dire
01:08:10l'altra
01:08:12non è tanto inerente ai nostri tempi
01:08:14è una chiamata sprecata
01:08:16vai Filippo pesca tu
01:08:18pescare a leggere e risponderti
01:08:24chi è la persona più famosa che hai incontrato
01:08:26aiutami
01:08:28nessun Mandela
01:08:30raccontaci
01:08:32ha venuto a incontrare il Milan mi ricordo
01:08:34siamo andati noi
01:08:36siamo andati là a fare due amichevoli
01:08:38no una amichevoli da loro
01:08:40contro Baffana Baffana
01:08:42all'Elli Sparta
01:08:44se non vado errato
01:08:46abbiamo giocato intanto tra l'altro lì c'era
01:08:48io ho giocato
01:08:50perché si davano le maglie
01:08:52con i numeri in base
01:08:54al nome
01:08:56io ho giocato quella partita con il numero 10
01:08:58Gianni Rivera
01:09:00e non solo lui
01:09:02e quindi andiamo
01:09:04a Johannesburg
01:09:06e praticamente veniamo
01:09:08accolti da lui nel suo ufficio
01:09:10in questo palazzo
01:09:12all'ultimo piano
01:09:14c'era Silvano Ramaccioni
01:09:16tutta la squadra
01:09:18e quant'altro
01:09:20ed è stato io
01:09:22ho avuto la fortuna sempre grazie al Milan
01:09:24Giovanni Paolo II
01:09:26però credo che le emozioni che mi ha
01:09:28trasmesso nel son Mandela
01:09:30siano state ancora più forti
01:09:32caspita bello, molto bello
01:09:34questa cosa qui è un'altra cosa velocissima che fa parte
01:09:36del nostro format
01:09:38non so
01:09:40Filippo, la piramide cosa facciamo?
01:09:42la piramide a me non piace
01:09:44perché a me piacciono tutti
01:09:46gli aspetti circolari
01:09:48perché la piramide vuol dire gerarchia
01:09:50non va bene
01:09:52se mi riguarda invece un sistema di gioco
01:09:54il 4-3-2-1
01:09:56se è un sistema di gioco va benissimo
01:09:58ok quindi la saltiamo questa
01:10:00facciamo, sei tu il nome
01:10:02allora, lascia stare che qua è compilata
01:10:04scrivi pure di fianco
01:10:06primo, secondo, terzo e quarto posto
01:10:08abbiamo segnato i difensori
01:10:10che hanno fatto la storia del Milan
01:10:12mettili tu in ordine
01:10:14allora, il primo che ti faccio
01:10:16è quello più forte per te
01:10:18però l'ordine
01:10:20quindi la casualità è questa
01:10:22il gioco, magari ti dico uno che tu pensavi
01:10:24va bene
01:10:26primo nome Nesta
01:10:28Nesta lo mettiamo
01:10:30al secondo posto
01:10:32con un altro
01:10:34ci sarà un altro
01:10:36poi Stam
01:10:38Stam al quarto
01:10:40poi abbiamo Baresi
01:10:42senza dubbio
01:10:44sei andato subito diretto al primo
01:10:46abbiamo un giocatore che ti ha
01:10:48preso come punto di riferimento
01:10:50e che poi purtroppo ti ha rubato il posto
01:10:52Costacurta
01:10:54andrebbe messo qui, ma se tu mi dici Maldini
01:10:56io lo metto qui
01:10:58secondo trasportato al terzo
01:11:00quindi terzo, esatto, sarebbe un secondo e mezzo
01:11:02ma lo metti terzo
01:11:04poi Tiago Silva
01:11:06Tiago Silva di fianco
01:11:08a Costacurta, quindi terzo posto
01:11:10Filippo Galli
01:11:12però sei posto
01:11:14con la stessa forza come hai messo Baresi
01:11:16ti sei messo qua
01:11:18poi abbiamo Paolo Maldini
01:11:20quindi hai anticipato un gradino
01:11:22sotto a Baresi
01:11:24poi abbiamo Tassotti
01:11:26Tassotti lo mettiamo
01:11:28con Costacurta e Tiago Silva
01:11:30e gli ultimi due sono un po' più
01:11:32antichi se vogliamo
01:11:34Cesare Maldini
01:11:36è rimasto di due slot
01:11:38quindi sono forzati, quarto posto
01:11:40e Schnellinger
01:11:42e Schnellinger
01:11:44a quarto posto
01:11:46è andata bene
01:11:48sono riuscito a metterli bene
01:11:50Maldini andrebbe qua con Franco
01:11:52per chiudere
01:11:54questo podcast
01:11:56con la tua
01:11:58noi lo diciamo
01:12:00perché tu strofinando questa lampada
01:12:02chi esce?
01:12:04Aladino
01:12:06un genio
01:12:08Puoi esprimere
01:12:10tre desideri
01:12:14la salute
01:12:16per la mia compagna e i miei figli
01:12:18possibilmente anche per il sottoscritto
01:12:20perché i figli c'è anche il mio nipote
01:12:22a me sono nonno da tre anni
01:12:24quindi la salute prima di tutto
01:12:26e poi
01:12:28la cosa
01:12:30della pace
01:12:32di essere una banalità
01:12:38mettiamo sullo sport
01:12:40un Milan che torna a vincere
01:12:42la Coppa del Campionato
01:12:44o Coppa dei Campioni
01:12:46e poi
01:12:48spero di trovare un bel progetto del lavoro
01:12:50non sarà facile
01:12:52è molto difficile
01:12:54però spero di trovare un bel progetto
01:12:56o comunque
01:12:58che i piccoli progetti
01:13:00a cui sto lavorando
01:13:02abbiano successo
01:13:04e trovino il favore della gente
01:13:06tra cui ovviamente anche il libro
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