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  • 3 anni fa
Trascrizione
00:00 Non l'allestimento di un dramma di Shakespeare, piuttosto un'appropriazione.
00:15 Così Boris Nikitin, regista ed armaturgo svizzero, parla del suo Hamlet, portato in
00:19 scena alla Benarattato di Venezia, un'opera ibrida e multiforme costruita intorno a un
00:23 protagonista totalizzante e molto amletico, perfettamente calato nelle incertezze ontologiche
00:28 della contemporaneità.
00:29 Questo Hamlet è in un certo senso un portretto del performante Julian Meading.
00:35 Questo Hamlet, ha spiegato Nikitin ad Askanews, in un certo senso è un ritratto del performante
00:39 Julian Meading, che è un artista ma anche un musicista electro-punk e abbiamo usato la
00:43 sua personalità mischiata con quella di Hamlet, quindi ne esce un personaggio che è Julian
00:47 e Hamlet allo stesso tempo.
00:49 Julian e Hamlet allo stesso tempo.
00:51 Costruito con immagini e musiche, dramaticamente legato al corpo e alle parole del protagonista,
01:08 lo spettacolo prende la forma di una grande confessione sull'idea dell'identità come
01:11 qualcosa di cangiante e molteplice che dell'ammetto Shakespeareano assume, per così dire, la
01:16 postura di fronte al mondo e alle idee stesse di un teatro che qui vive di musica, di film,
01:21 di interazioni continue con la scena e con ciò che sta al di là del parco.
01:24 Tutto ruota intorno alla domanda che è cruciale nell'ammetto di Shakespeare, cioè cosa sta
01:32 realmente succedendo in quella persona, ha aggiunto il regista, sta recitando o è realmente
01:36 pazzo, quindi ci chiediamo cosa sia la realtà che stiamo vedendo.
01:40 In questo senso l'opera assume una connotazione totale ma in un senso più che altro brechtiano
01:46 e arriva a coinvolgere direttamente lo spettatore a cui sono demandate, per così dire, le
01:50 conclusioni per quanto possibile.
01:52 Il pubblico, ha concluso Boris Nikitin, è il viaggiatore che affronta questa avventura
01:58 e che alla fine la rende possibile.
02:00 E' proprio l'idea di possibilità, è quella che rimane più addosso al termine degli
02:03 oltre 90 minuti dello spettacolo, le possibilità del teatro di prendere nuove strade, le possibilità
02:08 interpretative di un performer e del suo corpo che prende possesso di un personaggio, come
02:12 il principe Amleto, che in fondo viveva tutto dentro le speculazioni della propria mente,
02:17 le possibilità di essere ancora una volta a Venezia, dentro quell'universo multidisciplinare
02:21 che alla biennale è trovare occasioni per stupirsi di fronte alle potenzialità dell'arte.
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