Una storia drammatica e un laboratorio di domande andrà in scena al Teatro dell’Orologio, in anteprima, martedì 24 e mercoledì 25 maggio con Futura umanità di Juan Mayorga, regia di Marco Bellomo, Alessandro Filosa e Valerio Leoni.
Futura umanità è ambientato in una grande azienda in cui un dirigente ha deciso di creare un progetto rivoluzionario che porti i protagonisti a uscire dal sistema produttivo e lavorativo tipico della società odierna per occuparsi di loro stessi e dei loro bisogni. L’intreccio di quattro personaggi sulla scena conduce lo spettatore ad affrontare tante domande: «se la società tutto impone, se tutto nei rapporti, lavorativi e umani, è menzogna, qual è la direzione in cui bisogna andare? Conformismo o idealismo? E quale corrente idealista seguire, nel caso?»
Unfolding Roma incontra oggi Valerio Leoni, giovane attore e regista padre di questo progetto. Buongiorno Valerio, grazie per aver accettato l’intervista.
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Hai deciso di portare in scena un autore importante ed innovativo del teatro spagnolo, Juan Mayorga, che si è occupato di temi civili spinosi come l’immigrazione, la pedofilia e in generale il lato oscuro dell’umanità. Perché hai optato per questo drammaturgo e in particolare per Futura umanità?
Buongiorno. È un piacere per me poter parlare con voi anche perché, aldilà di ciò che facciamo in scena, è l’unico modo possibile per far conoscere il nostro punto di vista su questo mestiere e sul nostro modo di porci a riguardo: Agiteatro è una compagnia formata da cinque attori, il nostro obiettivo è riscoprire le nostre responsabilità nei confronti del Teatro ed è per questo che, in questa fase iniziale del nostro percorso, stiamo cercando di affrancarci dall’idea di regia e di regista. Nessuno di noi ha un percorso di regia alle spalle, sarebbe innanzitutto irrispettoso nei confronti di chi ha studiato e si è formato per dirigere, ma allo stesso tempo nei nostri confronti. Lavoriamo infatti affinché l’Attore, ricominciando a prendersi delle responsabilità nell’atto creativo, ricominci a legittimare la sua presenza nello stesso: crediamo che sia giunto il momento di interrompere quella parabola che, partita da artisti illuminati, dai padri della regia, ha portato attraverso un circolo vizioso il regista a prendere le redini di tutto il Teatro e l’attore a diventare un mero esecutore, una marionetta che col tempo ha perso anche la possibilità di essere definita “super”. Nei confronti di questo progetto quindi, così come per gli altri nostri progetti corali, non ci sono padri, ma fratelli: il tutto perché il nostro lavoro parte da noi in quanto attori, dall’interno della scena, da ciò che sappiamo e vogliamo fare: Agire. Tornando alla sua domanda, Futura Umanità è una commedia che ha a che fare, come tutto il teatro di Mayorga, con tre fattori: l’uomo, la società e la storia: ogni espressione, ogni quadro, ogni personaggio contiene al suo interno riferimenti a questi tre temi, è questo che rende il suo teatro così interessante: ogni attore, ogni teatrante ed ogni spettatore può trovare il suo personale significato a ciò che legge e a ciò che vede perché, avendo davanti a sé significanti costruiti su più livelli, i significati si intrecciano seguendo l’esperienza di chi ci si interfaccia.