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Una mostra plurale sulla complessità: la Biennale di Enwezor

askanews
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4 anni fa|5 visualizzazioni
Venezia (askanews) - Una mostra molteplice e plurale, come plurali sono i futuri del mondo cui è espressamente dedicata. All the World's Futures, evento principale della 56esima Biennale d'arte di Venezia, è un percorso complesso, polifonico, a tratti radicale, che il curatore Okwui Enwezor ha costruito utilizzando filtri diversi e lasciando le porte aperte alle possibilità alternative, spesso rappresentate proprio da alcune parole. "Per me - ci aveva spiegato il curatore - le parole sono il modo per entrare in contatto con la soggettività umana, a livello più elementare. Il tentativo di dare voce a qualcosa, di dire qualcosa, di raccontare una storia".
Come in ogni struttura complessa che si rispetti, nella mostra è possibile entrare da diversi luoghi e in diversi modi. Nelle corderie dell'Arsenale si può decidere di farsi abbagliare dai neon iconici di Bruce Nauman, che lampeggiano ininterrotti i concetti chiave della nostra vita, oppure, preferendo il padiglione centrale ai Giardini

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