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"La truffa del debito pubblico": video integrale della presentazione del libro di

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Hanno discusso del libro l'autore, Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista e l'economista Michele Capriati, professore all'Università di Bari. Entrambi gli interlocutori hanno affrontato l'argomento non con tecnicismi incomprensibili, ma con un linguaggio estremamente chiaro e diretto che ha mantenuto sempre alto l'interesse di un pubblico numeroso che riempiva la sala fino all'uscio, a dimostrazione dell'interesse delle persone a capire un argomento che tocca da vicino le nostre vite.

L'autore racconta da dove nasce l'esigenza di scrivere questo libro. Oggi i media mainstream raccontano l'economia come se fosse una cosa oggettiva, spogliandola dalla sua veste politica, ma non è affatto così.

Nel suo libro Ferrero spiega come l'economia neoliberista non sia l'unica possibile, e in particolare racconta la storia del debito pubblico italiano da un punto di vista diverso da quello ufficiale.

Anche nel libro questi argomenti sono spiegati con parole semplici in modo da essere compresi anche da chi non ha particolari conoscenze di politica o economia. Questo per andare in controtendenza rispetto ai media che quando parlano di economia usano spesso termini tecnici e stranieri per incutere timore nell'ascoltatore e disarmarlo in modo da poter facilmente usare la scusa dell'economia per giustificare politiche antipopolari (come i tagli alla spesa sociale) e di riduzione della democrazia. In questo modo chi ci governa si avvantaggia della poca informazione, mentre, secondo Ferrero, è importante che tutti possiamo capirci qualcosa di economia in modo che questa non sia solo un'arma dei neoliberisti. Questo è l'obiettivo che intende raggiungere il suo libro.

La speculazione sul debito

Arriviamo quindi finalmente al tema del debito. Chi ci governa, supportato dai soliti media, ci racconta che la causa dell'enorme debito pubblico italiano sia l'aver vissuto finora al di sopra delle nostre possibilità e quindi di aver rubato il futuro alle generazioni che ci seguono. Se i giovani stanno male la colpa sarebbe dei genitori e dei nonni che sarebbero stati dei privilegiati. Viene eliminato il termine “sfruttato” e sostituito dal termine “sfigato”: se stai male, infatti, sarebbe colpa tua, delle tue incapacità e dei tuoi genitori.

Questo, chiaramente non è affatto vero.

Le cause del debito sono svariate, ma Ferrero pone l'accento su un particolare: il debito esplode dopo il famoso “divorzio” del 1981 tra il Ministero del Tesoro (guidato da Andreatta) e la Banca d'Italia (governata da Ciampi). Nel giro di pochi anni, infatti, il rapporto debito/PIL passa dal 60% al 120%. Questo accade perché se prima la Banca Centrale poteva finanziare direttamente lo Stato italiano (comprando i titoli pubblici), dopo il divorzio non può più farlo e lo Stato, per finanziarsi, è costretto a rivolgersi alla speculazione finanziaria delle banche private. La conseguenza principale è l'aumento degli interessi sui titoli pubblici che prima del divorzio erano inferiori all'inflazione, mentre dopo valgono circa il 4% in più dell'inflazione.

Accade che la Banca Centrale (anche oggi la BCE, con l'euro) presta soldi ad interessi bassissimi alle banche private, mentre lo stato acquista soldi da quelle stesse banche private ad interessi usurai. Tanto per fare un esempio numerico, solo l'anno scorso l'Italia ha pagato ben 80 miliardi di interessi: se lo Stato avesse potuto comprare soldi direttamente dalla BCE allo stesso prezzo che pagano le banche private, avrebbe pagato 1 solo miliardo di interessi. Questo significa una sola cosa: 79 miliardi di euro all'anno regalati alla speculazione finanziaria e sottratti alla spesa sociale. Una vera e propria truffa a danno dei cittadini!

È chiaro quindi come una delle principali cause del debito siano gli interessi e la speculazione e non certo la spesa pubblica, perciò la risposta per ridurre il debito non può essere quella dei tagli ai servizi, ma poter farci prestare soldi direttamente dalla Banca Centrale (come accadeva con la lira prima del 1981), liberandoci dal cappio che la speculazione ci ha messo al collo.

Le politiche di austerità

L'esplosione del debito pubblico è diventata l'argomento per giustificare politiche di tagli e rigore: dal 1992 in poi (con il governo Amato) la spesa pubblica è stata continuamente tagliata... continua qui: http://goo.g

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