Buzz Aldrin, da Apollo 11 allo sbarco su Marte: dobbiamo andarci. L'astronauta della Nasa pubblica il libro "Mission to Mars"

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New York (TMNews) - Dopo la conquista della Luna l'umanità ha bisogno di affrontare nuove sfide interplanetarie e Marte rappresenta la frontiera più prossima per gli eredi delle missioni Apollo. Ne è convinto l'astronauta americano Buzz Aldrin che, dopo Neil Armstrong fu il secondo uomo sulla Luna con la missione Apollo XI del 20 luglio 1969. Aldrin pilotò il Lem "Eagle" fino all'allunaggio e ora ha pubblicato un libro "Mission to Mars: my vision for space exploration" in cui spiega perché l'uomo dovrebbe andare sul pianeta rosso."Un insediamento permanente dell'uomo su Marte - spiega - è l'obiettivo per rendere quella umana una razza insediata in modo stabile su due pianeti. L'idea di una possibile catastrofe sulla Terra potrebbe fungere da stimolo per le nuove generazioni. Dopo le missioni Apollo gli Stati Uniti hanno raggiunto il giusto grado di conoscenza e le capacità scientifiche e tecnologiche per un'impresa del genere e ora abbiamo bisogno di quel'ispirazione e quello stesso impegno; lo si potrebbe fare anche in occasione del 50esimo anniversario degli ultimi sbarchi sulla Luna, nel 2022".Da anni sonde robot come Spirit, Opportunity e Curiosity studiano l'habitat marziano e una missione umana è già stata anche sperimentata con "Mars 500", un viaggio simulato di 500 giorni, dalla Terra al pianeta Rosso e ritorno, al quale ha partecipato anche l'italiano Diego Urbina. È recente, invece, la notizia di un'azienda olandese che raccoglie candidature per un viaggio senza ritorno, per creare una colonia umana su Marte. Insomma, lo spirito pionieristico dell'uomo che guarda sempre oltre le proprie colonne d'Ercole non è mai domo e forse, tra 10 anni, si potrà davvero, come dice Adrin, assistere a un nuovo "piccolo passo per un uomo, ma un grande, grandissimo balzo per l'umanità".

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