Palermo, omicidio Acqua dei Corsari: un 17enne ha confessato. Ma ancora molti punti oscuri restano da chiarire

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Palermo (TMNews) - Un ragazzo di 17 anni ha confessato, dopo oltre 14 ore di interrogatorio, l'omicidio di Massimo Pandolfo, l'imprenditore 46enne ucciso con oltre 30 coltellate e il cui cadavere è stato ritrovato lo scorso 26 aprile a Palermo, vicino al Teatro del Sole di Acqua dei corsari. Un delitto che secondo gli investigatori sarebbe maturato negli ambienti gay del capoluogo siciliano. Ma ci sono ancora molti dubbi come spiega Maurizio Scalia, procuratore aggiunto di Palermo."Ci sono una serie di elementi che ci inducono a pensare che il fermato non abbia agito da solo, a cominciare dal fatto che i numerosi colpi ricevuti dalla vittima non sono compatibili con quelle che può dare un minorenne. Tra l'altro la vittima era un pugile anche se praticava questo sport in maniera dilettantistica, era di struttura corpulenta".Inoltre, il 17enne non ha la patente e non sa guidare, eppure l'auto della vittima non è stata ancora trovata. Le indagini proseguono a ritmo serrato.

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