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    Amanda Knox si racconta in un libro: ho pensato al suicidio. 500 pagine per la sua veritò sugli anni in carcere in Italia

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    askanews

    per askanews

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    Seattle, (TMNews) - Un'intervista al magazine People e uno speciale in prima serata sulla tv Abc: Amanda Knox rompe così il silenzio a lungo mantenuto dopo l'assoluzione nel processo di secondo grado per l'omicidio di Meredith Kercher, e il ritorno negli Stati Uniti. La studentessa di Seattle, che ha 25 anni, ha scelto di parlare in occasione dell'uscita del suo libro "Waiting to be heard", 500 pagine in cui racconta i quattro anni trascorsi in carcere in Italia. Un libro che sta facendo discutere l'America: Betsy Gleck, editor di People magazine, lo definisce "molto riflessivo, articolato ed emozionale". In quelle pagine Amanda racconta di aver pensato al suicidio."Lei dice che avrebbe potuto farlo nella doccia, il vapore avrebbe avvolto tutto e nessuno l'avrebbe vista, così sarebbe riuscita a morire in pace". Un gioco sessuale finito male: all'inizio sembrava questa la causa della morte di Meredith, e Amanda appariva una femme fatale. Un'immagine che lei ha faticato a far dimenticare, dopo l'assoluzione e il ritorno a Seattle: "Non sono un'assassina" ha sempre detto."Sta studiando, ha un ragazzo, è molto vicina alla sua famiglia" dice chi l'ha intervistata. Tornare alla vita precedente il soggiorno in Italia è stato difficile: Amanda non sapeva usare l'iPhone nè Twitter, come i ragazzi della sua età, e ignorava l'esistenza di una popstar come Justin Bieber. La sua vicenda giudiziaria non è chiusa, dato che la Cassazione ha deciso che il processo Meredith è da rifare: per ora Amanda, dicono i suoi avvocati, non ha intenzione di tornare in Italia.