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    La Serbia apre le porte ai tesori del Rinascimento italiano. In mostra a Novi Sad i tesori conservati in Italia centrale

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    askanews

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    Novi Sad, (TMNews) - I tesori dell'arte italiana del Quattro e Cinquecento in mostra in Serbia. La città di Novi Sad ospita "Umanesimo e Rinascimento dell'Appennino centrale - Paralleli", rassegna che porta nella seconda città del Paese i capolavori custoditi in Umbria, Marche, Toscana e Emilia Romagna. È il frutto del protocollo d'intesa siglato tra il ministero dello Sviluppo economico, la regione autonoma della Vojvodina, la galleria Matica, che ospita l'esposizione, e il Patto dell'Appennino centrale, diretto da Ilias Tasias. "E' un evento unico nel suo genere, non è mai avvenuto che opere d'arte originali e importate di un territorio, l'Appennino centrale, vengono temporaneamente esportate nei Balcani".Tra i protagonisti del Rinascimento in mostra il gonfalone processionale eugubino che raffigura Cristo con la croce e i santi Ubaldo e Francesco, una tempera bifacciale attribuita alla bottega urbinate di Giovanni Santi. A raccontare i fasti della corte dei Duchi di Urbino è la riproduzione fotografica a grandezza naturale dello Studiolo realizzato per il Palazzo Ducale di Gubbio, ora conservato al Metropolitan Museum di New York. "La Serbia ha avuto periodizzazioni del tutto diverse dalle nostre. Ha avuto un Medioevo, quando era indipendente, in cui era governata da un despota, che però ha prodotto molta pittura nei monasteri serbo ortodossi. La dominazione ottomana coincide con il nostro Rinascimento, che ha fermato lo sviluppo artistico, per poi vedere una ripresa in età asburgica".