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    Il Rajasthan come la Toscana: boom di produttori d'olio d'oliva. Agricoltori sfidano studi autorevoli: clima perfetto per uliveti

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    askanews

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    New Delhi (TMNews) - Il Rajasthan come la Toscana o la Spagna. Un paragone ardito, si direbbe per una regione desertica e dal clima arido come quella indiana. Eppure anche qui come in Italia è sempre più frequente imbattersi in campi di ulivi."Nessuno si aspetterebbe di vedere crescere ulivi in India. Perchè nessuno l'ha mai sperimentato prima in modo professionale e tutti gli scienziati credono sia così".Yogesh Verma in collaborazione col governo dal 2008 ha piantato più di 40mila alberi di olive in 270 ettari di terreno. Come altri colleghi, ha sfidato pareri autorevoli scoprendo a proprie spese che il Rajasthan, con le sue estati secche e gli inverni brevi e freddi, ha il clima ideale per questi alberi. Un sistema di irrigazione a goccia, poi, supplisce ai limiti della natura, garantendo lauti risultati: "Da coltivazioni tradizionali come grano o orzo gli agricoltori ottengono circa 1.000-1.200 dollari per ettaro. Nel caso delle olive lo stesso appezzamento di terreno rende tra i 5mila e i 7mila dollari".Nell'arco di sei mesi si procederà con la spremitura del primo raccolto: da una coltivazione di 32 ettari i proprietari si aspettano 80 tonnellate di olio. Se si considera che ci sono almeno altri 6 siti come questo in Rajasthan i conti sono presto fatti."Il Rajasthan - spiega Perlag Gideon, esperto israeliano che ha portato in India le tecniche di coltivazione degli ulivi - è 15 volte Israele e gli agricoltori punteranno su questa coltivazione. Il limite è solo il cielo". Negli ultimi anni in India il consumo di olio d'oliva è cresciuto di pari passo alla consapevolezza dei danni alla salute prodotti dal consumo di burro chiarificato: solo nel 2008 un quarto delle morti è stato provocato da malattie cardiovascolari. Certo l'olio d'oliva resta ancora molto caro in India ma se la produzione interna aumentasse i prezzi diverrebbero più accessibili per tutti.