Federalimentare punta su Cibus: serve un'unica fiera italiana. Mercato estero in crescita, l'export guadagna il 7% nel 2012

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Milano, (TMNews) - Un matrimonio che dura da quasi 30 anni e continuerà: è quello tra Cibus, il salone internazionale dell'alimentazione ospitato da Fiere di Parma, e Federalimentare: è il messaggio che arriva dalla presentazione dei nuovi progetti di Cibus a Milano. Il direttore generale della Federazione, Daniele Rossi, commenta la presunta rivalità con la meneghina TuttoFood. "Abbiamo sofferto questa concorrenza, abbiamo allargato il bacino d'utenza, la competizione con Milano è positiva ma speriamo di non generare manifestazioni concorrenti in un territorio così piccolo. Il mondo ha bisogno di un'unica manifestazione in Italia".La "guerra" tra le fiere fa sorridere il Ceo di Fiere di Parma Antonio Cellie, se si pensa alle principali manifestazioni mondiali: bisogna difendere le fiere distrettuali per favorire il dialogo tra distribuzione estera e aziende. "Le aziende alimentari combattono una durissima battaglia sul mercato interno sostanzialmente recessivo da 4 anni, e una guerra sui mercati emergenti. Penso che in questo momento sia più importante parlare di competizione tra sistemi Paese".La crisi del mercato interno porta a puntare sull'estero, dove finisce un prodotto alimentare su 5. Una fetta di valore che nel 2012 ha sfiorato i 25 miliardi, l'export del settore ha segnato un +7%, che diventa +12% nei primi due mesi nel 2013. Il 16 e 17 maggio a Parma si tiene "Cibus global forum" promosso dai Giovani imprenditori di Federalimentare. Cibus 2014 è in programma dal 5 all'8 maggio dell'anno prossimo.

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