Romano Prodi, il professore che lanciò l'Italia nell'Euro. Politica e bici, le passioni dell'uomo che sconfisse il Cavaliere

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Milano, (TMNews) - "Non parla, ma sussurra. Non dice, ma allude. Non afferma, ma annuisce. Non nega, ma scuote enigmaticamente la testa". Così il giornalista Enzo Bettiza tratteggiava il profilo di Romano Prodi, in un articolo sul quotidiano La Stampa. Accennava a "quel dimesso fascino familiare", come chiave delle alterne fortune del Professore, l'"uomo capace di attraversare i governi e i sottogoverni della prima repubblica e di riemergere sugli altari della seconda".Romano Prodi ha ricoperto tanti incarichi di primo piano, nella politica quanto nell'economia italiana. Due volte premier, più volte ministro e al vertice di grandi istituzioni quali l'Istituto per la ricostruzione industriale. Nato a Scandiano, nel Reggiano, il 9 agosto del 1939, Prodi si affaccia per la prima volta in politica a 24 anni, quando diviene consigliere comunale a Reggio Emilia per la Democrazia Cristiana. Ma alla politica preferisce presto l'economia e l'impegno accademico come assistente a Bologna di Beniamino Andreatta. La scalata al successo passa proprio attraverso le competenze economiche che lo riportano a Roma come ministro dell'Industria in un governo Andreotti nel 1978 e poi come presidente dell'Iri nel 1982: lì inaugura la stagione delle grandi privatizzazioni, dalla Sme all'Alfa Romeo, che tante critiche gli valsero. Seguono altri incarichi ai vertici delle istituzioni italiane, con una prestigiosa parentesi in Europa da presidente della Commissione europea, dal 1999 al 2004: toccherà a lui tenere a battesimo, nel 2002, l'Euro, la moneta unica che abbatterà i confini economici all'interno del Vecchio Continente.Terminata con successo l'esperienza a Bruxelles, Prodi torna in Italia come autorevole candidato del centrosinistra da contrapporre a Silvio Berlusconi. Dopo un primo giro da premier nel 1996 nominato con l'Ulivo, il Professore torna, infatti, nel 2006 a palazzo Chigi con l'Unione. Ma l'incarico dura poco, il suo governo è sopraffatto dalle divisioni interne. Prodi lascia il mondo della politica, torna a dedicarsi ai suoi studi, assume l'incarico di inviato Onu in Sahel. E soprattutto si dedica alla famiglia e alla passione per la bicicletta nella sua amata Bologna.

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