Boston, il giorno dopo: "Sono cose che accadono in Siria non qui". Il difficile ritorno alla normalità dopo gli attentati

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Boston (TMNews) - I cordoni di sicurezza, i detriti ancora per le strade e un silenzio irreale. Per Boston il "day after" degli attentati che hanno colpito la maratona è ancora segnato dallo choc. Ed è difficile il ritorno alla vita di prima. "Queste sono cose - dice una signora - che capitano in Bosnia o in Siria, non negli Stati Uniti".Eppure, ancora una volta, è successo proprio qui, nella raffinata città del New England da cui è partito il sogno americano e che oggi, in alcune strade, presenta scenari da fine del mondo. A rendere ancora più strana la scena, il fatto che per le vie si incontrano ancora persone vestite per la maratona. Alcune di loro hanno amici che sono rimasti feriti, altre devono spiegare che cosa sia successo ai loro bambini."Ne abbiamo parlato - spiega una signora - e li abbiamo rassicurati sul fatto che stiamo tutti bene e che ci sono molte persone al lavoro per rendere più sicura la città. Abbiamo spiegato che le cose brutte accadono, ma che ci sono anche tanti che lavorano per fare andare tutto per il meglio".L'ottimismo è certamente necessario, la realtà però, almeno in queste prime ore, resta molto difficile, e in molti si chiedono "se fosse accaduto a me"."E' disturbante vedere questi detriti - aggiunge un'altra atleta - e sapere che avrei potuto trovarmi a correre proprio qui. Sono stata molto fortunata a non esserci".

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