"SOS Dado", il comico di Zelig sfotte la generazione touch-screen. In scena dal 19 al 21 al Teatro Ambra alla Garbatella a Roma

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Roma (TMNews) - "Mia figlia mi spiava ad un certo punto mi ha spiato talmente tanto sotto la doccia che gli è venuto un dubbio. E venuta da me e mi ha detto: Papà, ma tu c hai il coperchio sulla patata?" E la generazione touch-screen, adolescenti ricoperti di piercing e tatuaggi abituati a stare h24 su Facebook e sempre pronti a fare domande scomode ai genitori. Li descrive in modo esilarante Dado in Sos Dado , il nuovo spettacolo del comico romano, che di figli ne ha tre, in scena dal 19 al 21 aprile al Teatro Ambra alla Garbatella a Roma. "La colpa spesso è di alcuni figli che c hanno, sai quell età, 15-16-17, che pensano di sapere tutto loro, con arroganza, con voglia, con spavalderia, che ti affrontano, come per dire, ah ah ah, io ieri m ha detto na cosa n amico mio, quindi sono cresciuta ecco questa è la cosa che a me dà fastidio". Il comico e cantante, divenuto noto sul palco di Zelig, indossa poi i panni del fidanzato della figlia: "Un giorno è venuto, ha citofonato, ha detto Buonasera mi chiamo Francesco da Venia, volevo parlare con Martina, scusi se la disturbo a quest ora, mi fa piacere conoscerla . Mi dava del lei, io ero orgoglioso, il giorno dopo citofona So io , Come so io oh?" Carta vincente dell attore, 39 anni, sul palco con la sua chitarra e due grosse cuffie, resta la canzone, o meglio il teatro-canzone: "Ti dirò, ti dirò, ti dirò... Ti dirò che ai miei tempi se mettevi la benzina dentro una bottiglia quella si chiamava molotov. Oggi se metti la benzina sotto un sedile con un vetro davanti, quella si chiama Smart".

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