Advertising Console

    Dj 'senza confini', quando la musica è al fianco degli ultimi. Capodanno 2012 a Casal del Marmo fra i carcerati minorenni

    Riposta
    askanews

    per askanews

    1,2K
    19 visualizzazioni
    Roma (TMNews) - La musica House, la musica da discoteca, insomma, è certo svago e disimpegno, ma non solo questo. Ne è prova un gruppo di giovani dj, tutti fra i 20 ed i 25 anni, che hanno fondato una onlus e l'hanno chiamata dj without borders, senza confini. E' una no profit che vuole utilizzare la musica come strumento di comunicazione a beneficio di coloro che vivono situazioni poco fortunate. I ragazzi hanno organizzato eventi in Africa, nei centri per disabili dove hanno cercato di lanciare un segno di speranza, ed hanno deciso di trascorrere il capodanno nell'ultimo posto al quale uno penserebbe: un carcere minorile, quello di Casal del Marmo. Ce ne parla Luca Donvito, 21 anni, fondatore dell'organizzazione. "Abbiamo organizzato per questi ragazzi una sorta di festa siamo riusciti comunque a farli ballare e divertire mettendo la nostra musica, che è elettronica, ma anche la musica che piaceva ai ragazzi. Dato che nel carcere ci sono molti extracomunitari, anche nordafricani, siamo riusciti a conciliare la nostra musica con la loro. All'inizio erano molto diffidenti, ma poi parlando con loro, 'mettendoli in mezzo' e facendoli ballare siamo riusciti a farli festeggiare". Svago, condivisione, formazione musicale, coesione sociale e riflessione culturale sono alla base delle iniziative. Mattia Castiglione, 25 anni, un altro dei dj del gruppo: "Mai avrei pensato che questi suoni avrebbero davvero aiutato dei ragazzi che sfortunatamente per un motivo di malattia o di disagio magari non possono permettersi di andare in discoteca. Però vedendo la loro gioia, anche solo in fotografia, è una cosa che riempie il cuore".