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    Facevano prostituire la nipote: arrestati coniugi romeni

    Riposta
    altarimini

    per altarimini

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    Coppia di coniugi faceva prostituire la nipote: domenica 24 febbraio un 43enne e una 32enne di nazionalità romena sono stati arrestati dai Carabinieri. Da tre anni costringevano la nipote appena 18enne a prostituirsi, non lesinando violenze e minacce.

    Le indagini sono partite nel dicembre 2012. La coppia fu fermata dalla Polizia Municipale per un controllo stradale sul lungomare: la loro automobile aveva i vetri oscurati, fatto che insospettì i vigili. Sulla vettura viaggiava come passeggero la giovane. I Carabinieri di Miramare da quel controllo attivarono un'intensa attività di indagine. La 18enne fu rintracciata qualche giorno dopo in Viale Regina Margherita, mentre si prostituiva. Ai Carabinieri raccontò la sua vicenda: aveva intrapreso quella strada per necessità, perchè non trovava lavoro. Così contribuiva al pagamento dell'affitto ai parenti, mentre lo zio svolgeva il ruolo di protettore. Aveva inoltre una pagina su un sito di annunci di escort. Da alcune fotografie pubblicate sul profilo, i Carabinieri rintracciarono il luogo in cui quelle foto furono scattate, un residence di Marebello. Dalle verifiche effettuate sui due coniugi, il marito risultava nullatenente, mentre la moglie risultava collaboratrice domestica presso una famiglia riminese, con uno stipendio di 800 euro al mese. Lei sosteneva di percepire 1500 euro: il loro tenore di vita era comunque palesemente superiore alle entrate.

    La vicenda ha assunto però ulteriori e drammatici risvolti domenica scorsa. La giovane ha chiamato il 112, segnalando di essere stata malmenata dagli zii. All'arrivo della pattuglia, ha confidato in lacrime tutta la verità legata alla sua storia. Orfana di padre, era arrivata a Rimini all'età di 15 anni. La zia l'aveva avviata alla prostituzione: le aveva fissato un primo appuntamento ancora da minorenne, con un 55enne di Rimini. Alla fine la giovanissima prostituta non si era concessa; il suo cliente, forse commosso dalla sua triste storia, l'aveva ugualmente pagata. Da quel giorno però per lei iniziò un vero incubo. Non la necessità, ma le minacce e le persecuzioni la portarono a cercare fortuna sui marciapiedi. Suo zio, il protettore, la controllava ossessivamente, perchè i suoi incontri con i clienti non durassero più di 15 minuti. Oltre alle minacce, le percosse: i coniugi la punivano perchè lei era solita a chiedere dai 50 ai 70 euro per una prestazione sessuale, quando per la sua età e per la sua avvenenza avrebbe dovuto chiedere 150 euro. Quella domenica, davanti ai Carabinieri, ha mostrato inequivocabilmente i lividi per le percosse subite.

    I due coniugi sono ora in carcere. Dovranno rispondere dei reati di prostituzione minorile, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.