Città della Scienza, il giorno dopo il rogo: dubbi dei testimoni. "E' molto strano, è un incendio quasi chirurgico"

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Napoli (TMNews) - Ecco quello che rimane della Città della Scienza di Napoli dopo il rogo che nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2013 ha distrutto lo Science center della struttura da 12mila metri quadrati; un polo scientifico e museale considerato fiore all'occhiello della città, meta di 350mila visitatori l'anno e nella quale lavoravano 160 persone. Salvatore Fruguglietti è uno dei dipendenti ed è stato testimone di quanto accaduto."E' stato molto molto strano - dice - molto rapido, chirurgico. Con questo non voglio dire che l'incidente sia doloso ma, se il caso ci ha messo la mano ce l'ha messa in maniera molto scientifica. Siamo andati via di qua verso le 9 e mezza, perché la struttura vive continuamente: c'era un corso di teatro all'interno del Padiglione Galilei che è uno di quelli che s'è salvato. Alle 10.17 mi è arrivata una telefonata di un'amica: guarda che Città della scienza sta bruciando".L'ipotesi che possa trattarsi di un episodio doloso è stata presa in considerazione anche dalla Procura di Napoli che ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.La Città della Scienza, nell'area dell'ex Italsider, a Bagnoli, era ospitata in gran parte in ex capannoni industriali del Novecento restaurati, 5 dei quali ora sono ridotti a un cumulo di macerie. Vincenzo Lipardi, consigliere delegato della fondazione Idis, l'ente no profit che gestisce la struttura."Città della Scienza - spiega - parla di sviluppo, innovazione, cultura e ottimismo. Non quello stupido ma quello di chi sa che lavorando, facendo sacrifici è possibile affrontare la crisi. Non tutti hanno questa stessa idea e poi non ci dimentichiamo che questa è una terra che vive grandi problemi".Per la ricostruzione, è scesa in campo anche la Commissione europea pronta a dare all'Italia consigli sulla possibilità di avvalersi di appositi fondi europei.

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