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Israele, i bus della discordia per soli lavoratori palestinesi. L'ombra della segregazione sulle colonie israeliane

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Tel Aviv (TMNews) - Autobus separati per i coloni israeliani e i lavoratori palestinesi che quotidianamente devono passare il confine tra la Cisgiordania e lo Stato ebraico. L'istituzione di un servizio dedicato da parte della compagnia di trasporto pubblico israeliana Afikim, in seguito alle lamentele e ai timori di attentati da parte dei coloni, ha sollevato un polverone, con più di una associazione per i diritti umani che ha esplicitamente usato la parola "apartheid".Viene subito in mente lo storico caso di Rosa Parks la donna afroamericana che sfidò per prima la segregazione razziale sugli autobus degli Stati Uniti negli anni Cinquanta, e che anche Obama ha recentemete celebrato. Oppure la discriminazione sudafricana, con panchine diverse per i bianchi e i "colored". La realtà, come spesso accade, è però più complessa di tutte le interpretazioni schematiche, e tra i lavoratori palestinesi si sentono anche voci di apprezzamento per l'iniziativa.upsda 1'20 poi overvoice"Questi autobus - spiega quest'uomo - ci renderanno la vita più facile. Aspettiamo di avere l'orario completo e speriamo che siano operativi anche di venerdì".Upsda 1'34 poi overvoice"La nostra compagnia di trasporti - aggiunge il direttore della Afikim - ha attivato questo servizio con due linee che passano vicino al confine, per il bene dei palestinesi che devono andare in Israele per lavorare".La sensazione è che, all'atto pratico, questa controversa soluzione venga considerata migliore dai palestinesi rispetto all'essere semplicemente lasciati a piedi dai mezzi occupati dai coloni, ma il tema simbolico della segregazione resta di grande impatto e, a completare il quadro arriva anche la notizia inquietante del rogo di due autobus riservati ai palestinesi. Così al confine la tensione resta palpabile.